Ogni tanto una buona azione

Leggo sul manifesto del 22 gennaio

Già questa settimana si riunirà sul tema la commissione toponomastica del comune di Roma, l’intenzione dell’amministrazione 5 Stelle è quella di riuscire a completare l’iter burocratico per il cambio di denominazione entro l’anno. Sono quattro le strade il cui nome andrà cambiato: via Edoardo Zavattari, nella periferia sud della città, dedicata all’ex direttore dell’istituto di zoologia della Capitale. Via e largo Arturo Donaggio, in zona Trionfale, dedicate all’ex presidente della società italiana di Psichiatria. E largo Nicola Pende, endocrinologo che fu candidato al premio Nobel, al quale è stato dedicato un viale interno del policlinico universitario, con tanto di cerimonia la scorsa primavera con governatore del Lazio e rettore della Sapienza.

Di Nicola Pende, «uno dei grandi nomi che hanno fatto la storia della medicina», Policlinico News, senza fare riferimento al passato razzista, in occasione dell’inaugurazione della nuova toponomastica, snocciola: «candidato al premio Nobel per tre volte grazie ai suoi studi sull’Endocrinologia nel 1937, sulla biotipologia, su ipertensione ed azotemia e la sindrome ipertimica nel ’43 e sulle ghiandole nel 1951». Continua a leggere “Ogni tanto una buona azione”

ALESSANDRO CITRO Le mosche del capitale

[saggio breve su un passo del romanzo di Paolo Volponi, Le mosche del capitale, lavoro svolto per modulo lingua e comunicazioni;. le tipologie testuali, SSIS Calabria (2002)]

Il protagonista, il prof. Saraccini, gode di un’emozione estatica, contemplando
dall’alto di una collina la città che, febbrile di giorno, sembra placarsi
nell’abbraccio mortifero della notte. Dico sembra, perché la notte rappresenta
nell’ottica aziendalistica, dirigistica, del protagonista non un momento di stasi,
di oblio, ma una prosecuzione dell’incessante accumulo di capitale, asse
portante di una azienda.
In quest’ottica valoriale, l’azienda rappresenta un archetipo civilizzatore, una
grande madre che sussume in sé sia elementi empirici sia valoriali. La notte si
tramuta in una coperta esistenziale durante la quale le coordinate spazio-
temporali assumono connotati diversi continua a leggere

VALERIO MAGRELLI Appassionare ai classici

[«la Repubblica R2 Cultura», 4 settembre 2014]

Appassionare i ragazzi ai grandi della letteratura si può. La ricetta? Dante, il web e un po’ di show.
Tutto potrebbe partire da una splendida immagine di Montaigne: «Insegnare» — e qui cito a memoria, secondo l’esempio dello stesso autore — «non significa riempire un vaso, ma accendere un fuoco». Ecco, dovendo celebrare e riassumere le mie nozze d’argento con la didattica, non credo potrei trovare motto migliore. Nel giro di poche battute, gli Essais illustrano perfettamente la differenza fra due opposte concezioni del mondo scolastico. Da un lato sta una visione dello studente totalmente passiva; lo vediamo cioè ridotto a puro contenitore, semplice bacile, per quanto prezioso, che il docente dovrà limitarsi a riempire. Continua a leggere “VALERIO MAGRELLI Appassionare ai classici”

Limite

Non che io non avessi capito che mio fratello per ora si rifiutava di scendere, ma facevo finta di non capire per obbligarlo a pronunciarsi, a dire: «Sì, voglio restare sugli alberi fino all’ora di merenda, o fino al tramonto, o all’ora di cena, o finché non è buio», qualcosa che insomma segnasse un limite, una proporzione al suo atto di protesta. Invece non diceva nulla di simile, e io ne provavo un po’ paura.

Italo Calvino, Il barone rampante

Le meraviglie del possibile

Possibile che tra i meriti inestimabili del suo governo (la riforma epocale, l’assunzione di 132000 -cojò- precari che sono diventati, per effetto dell’assunzione, ancora più precari, la social card del docente, le scuole belle dove crollano i soffitti e volano le tegole) Renzi non rivendichi la fantastica giostra della mobilità algoritmica? Forse qualcosa è andato storto?

Ah, c’è il regalo del nuovo contratto: più ore, più obblighi, più punizioni, due soldi in più.

DONATELLA COCCOLI «La legge 107 non va corretta, va abolita». La parola al pedagogista Massimo Baldacci

Left, 15 gennaio 2018

Massimo Baldacci è un pedagogista, insegna all’Università di Urbino e coordina il gruppo teorico della Società italiana di pedagogia. Tra i suoi ultimi libri Trattato di pedagogia generale(Carocci, 2012), Per un’idea di scuola (Franco Angeli, 2014) e Oltre la subalternità, praxis e educazione in Gramsci (Carocci, 2017).

Professor Baldacci ci dica il suo giudizio sulla Buona scuola. È da abolire? E perché?
La legge 107/2015 presenta un impianto gravemente riduttivo e unilaterale, le cui direzioni culturali si coglievano in modo trasparente nel Documento iniziale sulla Buona scuola. Non si mira alla formazione completa dell’essere umano come cittadino, produttore e persona autonoma intellettualmente e moralmente. La scuola è vista solo come una fabbrica di produttori equipaggiati di un adeguato capitale umano Continua a leggere “DONATELLA COCCOLI «La legge 107 non va corretta, va abolita». La parola al pedagogista Massimo Baldacci”

Lapsus

Quelle che seguono non sono gaffes, come vengono presentate dai giornali. Così come, sulla bocca di un ministro, «sempre più migliori» non è un refuso. Le gaffes, come i refusi, vengono commessi in buona fede. Fa una gaffe colui che non è stato informato, o ci vede poco, o ha poca memoria. Questi invece sono gli incidenti di chi sa che non doveva dire e l’ha detto al momento sbagliato, o è stato registrato mentre pensava di fare una confidenza. Denota cattiva coscienza. Una finalità. Loro li chiamano lapsus, nel senso di caduta, di non avevo intenzione di, mi sono distratto un momento e guarda che cosa mi hanno combinato. Ma un lapsus non è mai casuale.

I
Aspettando le leggi razziali (25 luglio 2017)

Riassumendo: una tale Patrizia Prestipino, responsabile del dipartimento del PD per la difesa degli animali (l’equivalente della Brambilla in FI. «Un dipartimento del genere nel PD non c’era mai stato – dice, ma senza farsi una semplice domanda – e mi fa molto piacere farne parte»), nonché membro della direzione (ne fanno parte cani e porci, per rimanere in tema), ai microfoni di Radio Cusano Campus difende l’improbabile #dipartimentomamme (il cancelletto è d’obbligo) con l’esigenza di preservare la «razza italiana», a rischio di estinzione. Senza entrare nel merito (non si può sparare alla CRI) ma perché invece di emanare un bonus cultura per i docenti, il PD non se l’è emanato per aggiornare i propri quadri?

ps: dopo, comunque, si è scusata Continua a leggere “Lapsus”

Competenze (Skills)

I test scolastici sono un mezzo per misurare il grado di banalizzazione. Se lo studente ottiene il punteggio massimo, ciò è segno di una perfetta banalizzazione: lo studente è completamente prevedibile, e quindi può essere ammesso alla società
Heinz von Foerster

Un’esperienza nel volontariato viene registrata nel «libretto delle competenze» sotto forma di un elenco di competenze, acquisite in quel contesto, che potrebbero interessare un potenziale datore di lavoro […]. Come è possibile che qualcosa che a priori rientra nell’ambito del dono e dell’apertura al mondo venga ridotto non solo a un’esperienza di vita individuale, ma a un elenco di abilità acquisite che gli «appartengono» e valorizzano il suo «capitale umano»?
Angélique Del Rey, La tirannia della valutazione
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MARINA BOSCAINO Scuola, finalmente l’appello: sette temi per un’idea di futuro

Il Fatto Quotidiano, 13 gennaio 2018

Finalmente qualcuno l’ha fatto: comporre, passaggio dopo passaggio, argomentazione dopo argomentazione, i nuclei concettuali, i principi ai quali da più di 20 anni stanno plasmando – e uniformando – i sistemi scolastici europei. Del resto, lo sappiamo: ce lo chiede l’Europa!

Sette temi per un’idea di scuola: leggetelo e, se siete d’accordo, sottoscrivetelo.
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