FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile

La vita quotidiana nella buona scuola

Il primo collegio (1 settembre)

Il preside Affabile è affabile finché tutti intorno gli sorridono, stendono tappetini, fanno inchini. Quando una collega si alza durante il collegio e chiede chiarimenti su come sono state spalmate le ore di potenziamento Affabile perde quella sua aria paterna. Inizia ad alzare la voce: voi (fa un gesto come per abbracciare tutto il collegio) voi… voi da quest’anno siete tutti potenziatori. Anzi, per me siete tutti potenziatori. Poi, il tono torna affabile: per favore non usate più quell’espressione, spalmare. Siamo in una scuola, non dietro al banco di Mac Donald’s. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile”

Ci sono un francese, un tedesco, un cinese, un romano in una birreria. E una mosca

Le mosche non riposano mai, perché la merda è davvero tanta.
Alda Merini

Dunque, ci sono un francese, un tedesco, un cinese e un romano (di Tor Carbone) in una birreria.

Tutti e quattro trovano una mosca dentro la birra. Interviene Manu: Ma io sapevo quella col genovese e la zanzara nella gazzosa. È una versione analoga? Dàje, narra.

Continua a leggere “Ci sono un francese, un tedesco, un cinese, un romano in una birreria. E una mosca”

ANDREA CAMILLERI L’odore del diavolo

[da «Un mese con Montalbano»]

La signora Clementina Vasile Cozzo era un’anziana ex maestra, paralitica, che aveva aiutato in diverse occasioni il commissario Montalbano. Tra loro era nata qualcosa di più che un’amicizia: il commissario, che aveva perso la madre quand’era picciliddro, provava una specie di sentimento filiale. Spesso Montalbano, dopo essere andato a farle visita, si tratteneva a pranzo o a cena, la cucina della càmmarera Pina prometteva bene e manteneva sempre meglio.
Continua a leggere “ANDREA CAMILLERI L’odore del diavolo”

Matematica

La matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto la verità, ma anche la bellezza suprema, una bellezza fredda e austera, come quella della scultura.
Bertrand Russell

In matematica e in modo specialissimo in aritmetica, ciò che conta – giacché in aritmetica bisogna sempre contare – ciò che conta è soprattutto comprendere…. […]. La matematica è nemica mortale della memoria – eccellente in altri campi – ma nefasta aritmeticamente parlando.
Da Eugéne Ionesco, La lezione
Continua a leggere “Matematica”

Nell’era Fedeli non poteva che uscire Caproni

Prevedevo un ermetico duro e mi è uscito un antiermetico altrettanto duro. Lasciati da parte i «capronichi?» e i «non ci si arriva con il programma» (colpa vostra), ma anche gli italianisti per un giorno che «ma come, Caproni, uno dei più grandi poeti del Novecento, non lo fate?» e, nota bene, l’analisi del testo non la sceglie più nessuno anche perché è diventata un surrogato dei test invalsi, la poesia è di quelle che rileggi più volte prima di dire: «Poteva andare peggio, poteva uscire Piero Bigongiari».

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino. Continua a leggere “Nell’era Fedeli non poteva che uscire Caproni”

Nichilisti

Non c’è altro vero che il nulla.
Giacomo Leopardi, lettera a Pietro Giordani, 6 marzo 1820

I nichilisti che del nichilismo facevano un fatto alla moda, quando avevano a che fare con le forze dell’ordine, non avendo fatto niente in concreto che fosse contrario alle leggi, avevano con le forze dell’ordine un atteggiamento di tracotanza che, se li faceva magari finire in prigione per una nottata, li restituiva poi alla società il mattino dopo più nichilisti e più tracotanti di prima.
Paolo Nori, Pancetta

Chi cammina dietro le traccie… non lascia impronte

  1. Il miur è stato frainteso voleva scrivere camicie come indumento da indossare all’esame e gli sono uscite traccie
  2. Da quando a viale Trastevere c’è la Fedeli per non farla sentire in difficoltà mettono qua e là errori nelle circolari
  3. La buonascuola è portentosa gli effetti si vedono già dopo due anni
  4. Il sito del miur è stato hackerato da Di Maio cit.

EDGAR ALLAN POE Il pozzo e il pendolo

Impia tortorum longas hic turba furores Sanguinis innocui, non satiata, aluit. Sospite nunc patria, fracto nunc funeris antro Mors ubi dira fuit vita salusque patent.

(Quartina composta per essere apposta sulle porte di un mercato destinato ad essere costruito sul luogo ove aveva sede il club dei Giacobini a Parigi.)

Io ero ammalato… ammalato fino alla morte per quella lenta agonia; e come alfine essi mi sciolsero e potei sedere, mi sentii venir meno. La sentenza – la paurosa sentenza di morte – fu l’ultimo accento distinto che m’arrivasse all’orecchio. Dipoi le voci degli inquisitori sembrarono perdersi in un sognante e indefinito ronzio. Il suono che udivo, ridestava, in me, l’idea di una rotazione ma soltanto, forse, perché, nella mia immaginazione, si associava al ritmo d’una macina da mulino. Continua a leggere “EDGAR ALLAN POE Il pozzo e il pendolo”

Rivoluzione

La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo; non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza, è l’azione implacabile di una classe che abbatte il potere di un’altra classe.
Mao Tse-Tung

Un’azione rivoluzionaria nella cultura non dovrebbe avere per scopo di tradurre o spiegare la vita ma di ampliarla. Bisogna respingere ovunque l’infelicità. La rivoluzione non è tutta nella questione di sapere a quale livello di produzione giunge l’industria pesante, e chi ne sarà il padrone. Con lo sfruttamento dell’uomo devono sparire le passioni, le compensazioni e le abitudini, che ne erano i prodotti. Devono profilarsi nuovi desideri, in rapporto con le possibilità attuali. Si devono ormai, nel punto culminante della lotta tra la società attuale e le forze che stanno per distruggerla, trovare  i primi elementi di una costruzione superiore dell’ambiente circostante, e di nuove condizioni di comportamento.
Guy Debord, Rapporto sulla costruzione delle situazioni (1957) Continua a leggere “Rivoluzione”