FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile

La vita quotidiana nella buona scuola

Il primo collegio (1 settembre)

Il preside Affabile è affabile finché tutti intorno gli sorridono, stendono tappetini, fanno inchini. Quando una collega si alza durante il collegio e chiede chiarimenti su come sono state spalmate le ore di potenziamento Affabile perde quella sua aria paterna. Inizia ad alzare la voce: voi (fa un gesto come per abbracciare tutto il collegio) voi… voi da quest’anno siete tutti potenziatori. Anzi, per me siete tutti potenziatori. Poi, il tono torna affabile: per favore non usate più quell’espressione, spalmare. Siamo in una scuola, non dietro al banco di Mac Donald’s. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile”

ROSELLA BASIRICÒ Questione morale

La porta della segreteria è chiusa.
Non è ancora l’orario di ricevimento dei docenti. Guai a sgarrare l’orario, sparano a vista a qualunque docente varchi la soglia fuori dai tempi previsti.
Lì dentro poi lavora un’impiegata che nessuno ha mai visto sorridere: qualcuno giura che sì, una volta è accaduto, sotto le vacanze di Natale dell’anno scorso. Negli altri 364 giorni, però, siamo tutti concordi nel vederla ingrugnita come un orango della giungla.
Io, che per formazione ho alle spalle vent’anni di parrocchia, azzardo l’ipotesi difensiva che “la poveretta” abbia un background familiare sofferto… I colleghi mi sorridono ironicamente compassionevoli, ma poi faccio una battutina sul grugno della “poveretta” e capiscono che sono un po’ dei loro.
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