La società della canoscenza

Ed ecco il programma del PD per la scuola. Ne sentivamo il bisogno.

In campagna elettorale gli investimenti del PD per la scuola nella legislatura appena sciolta sono diventati 4 miliardi. E sono consistiti in tutta l’aria fritta che ha accompagnato la Buona scuola: l’autonomia, l’organico potenziato, le assunzioni, la formazione. L’edilizia scolastica non è contemplata, quella non è conoscenza. Nemmeno il contratto. Forse perché non è ancora tra le 100 cose fatte. Ma non sarebbe più tra quelle da fare. Forse per un residuo pudore a parlare di salari azzerati e diritti dei lavoratori cancellati.

Ma ora, naturalmente, «rafforzeremo il percorso di investimenti». Senza quantificare. A leggere tra le righe del paragrafo che comincia con «nella prossima legislatura» si deduce facilmente che l’obiettivo è rientrare almeno in parte di quella spesa esorbitante. La veste è l’innovazione didattica e metodologica (va sempre bene). La sostanza è tagliare un anno di liceo: «ripensare l’organizzazione dei cicli della scuola dando spazi e tempi adeguati alla continuità e flessibilità dei processi di apprendimento». Più compatto è bello. Ma bisogna che sia elastico per far rientrare i programmi di 5 anni in una scatola più piccola. Senza dimenticare l’alternanza scuola-lavoro, che nel programma non è, stranamente, mai evocata.

Poi c’è un’emergenza da risolvere: la povertà educativa, una malattia che colpisce la popolazione scolastica, specialmente gli adolescenti.

Povertà educativa. Dispersione scolastica, bassi livelli di rendimento, disagi adolescenziali sono tutti sintomi di una malattia che colpisce le aree marginali del Paese e che possiamo indicare come povertà educativa. Sarà una delle nostre priorità.

Un esercito di mastre e maestri è pronto a partire per il fronte, per le «aree di priorità educativa». E lo stesso vale per il Mezzogiorno, dove manca il tempo pieno, che verrà esteso con un colpo di bacchetta magica. E un altro colpo di bacchetta magica per reclutare 10.000 ricercatori universitari e aiutare gli studenti meritevoli ma bisognosi. (Forse si riferisce ai 240 euro per l’affitto di una stanza polverosa) Ma pochi colpi di bacchetta magica, giro la paginetta sulla società della conoscenza e già si parla di ambiente.

 

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