GIACOMO LEOPARDI Alla luna

«Canti», 14

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Alla luna”

GUIDO CAVALCANTI Tu m’hai sì piena di dolor la mente

Tu m’hai sì piena di dolor la mente,
che l’anima si briga di partire,
e li sospir’ che manda ‘l cor dolente
mostrano agli occhi che non può soffrire.

Amor, che lo tuo grande valor sente,
dice: – E’ mi duol che ti convien morire
per questa fiera donna, che nïente
par che piatate di te voglia udire – .

I’ vo come colui ch’è fuor di vita,
che pare, a chi lo sguarda, ch’omo sia
fatto di rame o di pietra o di legno, Continua a leggere “GUIDO CAVALCANTI Tu m’hai sì piena di dolor la mente”

AGATHA CHRISTIE Doppio indizio

(1961)

Ma soprattutto nessuna pubblicità ripeté, forse per la quattordicesima volta, il signor Marcus Hardman.
La parola pubblicità era stata pronunciata durante tutto il colloquio con la regolarita di un leitmotiv. Il signor Hardman era un ometto piuttosto pingue, con le mani curatissime e una lagnosa voce tenorile. A modo suo, era quasi una celebrità: si può dire che la sua professione fosse quella di fare la vita mondana. Era ricco ma non, poi, tantissimo e spendeva assiduamente i suoi quattrini per divertirsi in mezzo all’alta società. Aveva l’hobby del collezionismo. E l’anima del collezionista. Antichi merletti, antichi ventagli, antichi gioielli: niente di smaccato o troppo modesto per Marcus Hardman. Continua a leggere “AGATHA CHRISTIE Doppio indizio”

Terra di nessuno

Voglio una scuola senza voti, senza discipline, senza compiti in classe e a casa, senza aule, senza orari e senza campanelle, senza registri, senza riunioni, senza scartoffie, senza progetti, senza uscite didattiche.

Una scuola aperta, di spazi aperti, all’aperto, sempre aperta, a km 0, inclusiva, plurale, democratica, solidale, popolare, rassicurante, libera, liberata, libertaria, liberatoria, divertente, ammiccante, sincera, amica, amichevole, curiosa, appassionante, proiettata verso il futuro, complice, fraterna, un scuola sorella, una scuola con un cuore grande.

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GIORGIO DE GIROLAMO L’avvento della meritocrazia

[Kritica economica, 24 novembre 2021]

“Il ritmo del progresso sociale dipende dal grado in cui il potere si accoppia all’intelligenza”. È su questo dogma che si fonda la costruzione della società meritocratica perfetta, che Michael Young, dal lontano 1958, proiettato in un immaginario e distopico 2033, dipinge ai nostri occhi. Con questo saggio, dal titolo “L’avvento della meritocrazia” (anche se più esaustivo degli scopi dell’autore è l’originale: The Rise of Meritocracy 1870-2033: An Essay on Education and Equality), Young, sociologo britannico e dirigente del partito laburista nel secondo dopoguerra (fino al 1950), introduce nel linguaggio politico e mediatico una parola tanto longeva quanto pericolosa.

Ma cosa intendeva davvero Young per meritocrazia? È un concetto assimilabile a quello oggi sovente rievocato?

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Allegoria

Una allegoria è un discorso dove, attraverso corrispondenze simboliche, il senso letterale lascia trasparire delle figure morali.
Gianni Celati, introduzione a Jonathan Swift, Favola della botte

(Composto greco di állos, «altro», e agoréuo, «parlo») figura retorica per la quale il riferimento a una certa circostanza richiama un senso più nascosto e profondo, spesso una realtà astratta come un vizio, una virtù, un’istituzione, un evento ecc. Secondo gli studiosi di retorica, è un «metalogismo», ovvero un procedimento che, partendo da un significato di base (detto «letterale»), porta a un diverso livello di senso costruito logicamente, ma al quale si può accedere solo conoscendo il contesto culturale del testo e decifrando il codice segreto dell’autore.
Da Sergio Bologna – Patrizia Rocchi, Letteratura visione del mondo

OSIP MANDEL’STAM Noi viviamo e non sentiamo più il paese

Noi viviamo e non sentiamo più il paese,
i nostri discorsi non raggiungono dieci passi,
e dove c’è posto per mezza discussione,
ti parlano sempre del montanaro del Cremlino.
I suoi ditoni sono grassi come vermi,
e le parole giuste, pesi di ginnasta,
i suoi occhiacci ridono
e i suoi gambali scintillano. Continua a leggere “OSIP MANDEL’STAM Noi viviamo e non sentiamo più il paese”

ALESSANDRO MANZONI Il debol parere di Renzo

Da «I promessi sposi», cap. 14

Intanto il sole era andato sotto, le cose diventavan tutte d’un colore; e molti, stanchi della giornata e annoiati di ciarlare al buio, tornavano verso casa. Il nostro giovine, dopo avere aiutato il passaggio della carrozza, finché c’era stato bisogno d’aiuto, e esser passato anche lui dietro a quella, tra le file de’ soldati, come in trionfo, si rallegrò quando la vide correr liberamente, e fuor di pericolo; fece un po’ di strada con la folla, e n’uscì, alla prima cantonata, per respirare anche lui un po’ liberamente. Fatto ch’ebbe pochi passi al largo, in mezzo all’agitazione di tanti sentimenti, di tante immagini, recenti e confuse, sentì un gran bisogno di mangiare e di riposarsi Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI Il debol parere di Renzo”

RENATA PULEO Merito fra dono e debito. Breve biografia di una parola e del suo successo

(intervento di Renata Puleo al convegno «Bonus in fabula» promosso dai docenti della scuola primaria Longhena, Bologna, il 14 giugno 2017)

È possibile meritare qualcosa, che sia premio o castigo, senza il concorso dell’Altro?

Nel mio gruppo – da quando abbiamo iniziato a lavorare sulla valutazione, sull’INVALSI, sul servizio nazionale di valutazione –  ci siamo sempre mantenuti su due piani di ricerca. Con appartenenze politiche e sindacali diverse e un retroterra marxista in comune, abbiamo puntato la barra sui cambiamenti antropologico culturali indotti dal neoliberismo, cornice senza la quale è impossibile comprendere quel che è avvenuto e avviene nella scuola. Continua a leggere “RENATA PULEO Merito fra dono e debito. Breve biografia di una parola e del suo successo”