Scuole nella rete (e tanti saluti alla titolarità del posto)

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato una nota agli Usr per invitarli a dare avvio entro il 30 giugno alla costituzione delle scuole in rete. Sono andato a leggere la nota. Invita direttori, sovrintendenti e capi di gabinetto a ottemperare ai commi 70, 71 e 72 della 107, che sarà bene rispolverare, con alcune sottolineature (vedi sotto). Fin qui tutto bene, è la legge, siamo scesi tutti in piazza contro le ipotesi di superpoteri dei dirigenti e chiamata diretta, stiamo raccogliendo le firme da tre mesi per abrogare queste norme.
La nota contiene due allegati. Il primo detta istruzioni tecniche su come costituire le cosiddette reti di ambito. Tali istruzioni non sono affatto neutre, come si legge chiaramente nel secondo allegato, sulla costituzione della rete di scopo. L’analisi (istruttoria), le indicazioni sulle risorse da investire (quali docenti mi servono, in primis) e il monitoraggio sono infatti gestiti in modo verticistico da conferenze di dirigenti senza alcun controllo da parte degli organi collegiali, tranne per una clausola alla fine dell’art. 4 dove si parla di materie rientranti tra le competenze degli organi collegiali. Materie, non risorse umane, che rimangono sospese nella rete.

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Chi ha scritto quelle domande di Storia?

Chi ha scritto le domande di Storia del concorso per i docenti (lui lo chiama concorsone) si chiede Ernesto Galli della Loggia sul Corriere (uno che non è mai stato troppo amico della scuola pubblica, per quanto mi ricordo).

Sei domande in un’ora e mezzo. Per ogni domanda è prevista la definizione del problema (naturale), l’inquadramento in un percorso didattico (naturale anche questo), la bibliografia (sia storiografica sia riferita alle fonti, su cui Galli della Loggia si chiede giustamente: qual è la differenza), la filmografia e eventuali gite (entro un certo tetto di spesa). Continua a leggere “Chi ha scritto quelle domande di Storia?”

Cosa bolle in pentola (diario di scuola 2007-2010)

 

Compendio di notizie prevedibili o improvvisate con una spolverata di boiate su concorsi, precari storici e non, e sulla buffa e imprevedibile scuola pubblica italiana.

Finanziaria 2007
Questa è un’antologia di battute di ministri, viceministri e altri elementi dentro e intorno alla legge Finanziaria del 2007, con particolare riguardo all’annoso problema delle assunzioni dei precari e all’abolizione delle graduatorie permanenti, ventilata e poi moderatamente ritrattata. L’immagine è il commento della redazione. Dice Fioroni: «Gli stipendi già glieli diamo, perciò non ha senso che non siano assunti. Tra l’altro, a conti fatti ci sarà un risparmio. Abbiamo già calcolato che alla fine del triennio, quando avremo inserito in ruolo i 150mila, fuori ci saranno solo quelli che hanno meno di tre anni di insegnamento. Per il futuro, torneranno i concorsi per coprire il turn-over». Gli fa eco Mariangela Bastico: «Per l’anno 2010/2011, noi contiamo che tutti i precari storici, coloro che insegnano da anni costantemente, siano assunti a tempo indeterminato. Ma se nelle graduatorie ci saranno ancora supplenti, non saranno lasciati a spasso». Continua a leggere “Cosa bolle in pentola (diario di scuola 2007-2010)”

La didattica per competenze: aria fritta 2.0

Non esistono competenze culturali e scientifiche senza contenuti e sostanze disciplinari, senza una padronanza della materia.
Giulio Ferroni

L’aria fritta della buonascuola: la didattica per competenze. Saper fare. Imparare a imparare. Chi ha le competenze ha il know how: può praticamente tutto. Anche se non sa nulla, perché virtualmente sa tutto. Può competere, anche nel senso della competitività, in un mondo dove tutti vanno veloce. Prendiamo la geografia. Il mondo cambia,una carta geografica di quelle che si srotolano è una bella cosa ma dopo uno due anni non serve più. Molto meglio proiettare su una lavagna multimediale le mappe dei paesi che si aggiornano in tempo reale. Questo mi sta bene. Continua a leggere “La didattica per competenze: aria fritta 2.0”

Salto della quaglia

Oggi la Giannini ha annunciato che la Tombola (Teachers Prize) si farà anche in Italia: 50 000 euro al vincitore, 30 000 alla cinquina, gli altri si spartiranno il resto.

Il messaggio è chiaro: gli insegnanti sono determinanti (bontà sua) ma devono essere competitivi, devono concorrere per dei premi, a livello di scuola, e poi tra una scuola e l’altra, fino al vincitore: qualificazioni e fase finale. Il prossimo passo saranno le Olimpiadi dei docenti. Io mi prenoto per il salto della quaglia.

Ballon d’essai. Alcune riflessioni sul taglio di un anno di scuola secondaria di secondo grado. Preliminari e in ordine sparso

C’è una teoria, è un po’ più di una teoria. Dice che tutto quello che accade da vent’anni nella scuola è frutto di un progetto di demolizione della scuola pubblica attraverso il suo dissanguamento. Questo progetto è iniziato con Berlinguer. La sua riforma tagliava un anno di scuola primaria. Produsse un esodo anomalo di maestre/i verso la scuola secondaria favorito da corsi di riconversione che apparentemente dovevano sanare la situazione dei precari storici. Per fortuna arrivò la Moratti che cancellò la riforma Berlinguer e impiegò altri quattro anni per presentare un’altra riforma. Continua a leggere “Ballon d’essai. Alcune riflessioni sul taglio di un anno di scuola secondaria di secondo grado. Preliminari e in ordine sparso”

Lo sapevate…

Lo sapevate…

che l’Italia è al 21° posto nell’UE per il rapporto tra la spesa per l’istruzione e il PIL (quanti paesi ci sono nell’UE?!?)…

che le ore di insegnamento all’anno per docente (630) nella scuola secondaria sono nella media europea e comunque poco al di sotto della Germania capolista (713) e il doppio della Danimarca fanalino di coda (377)…

che i docenti tedeschi insegnano per 25 ore settimanali ma di 45 minuti (25 h = 18,75 ore da 60) in compenso lo stipendio di un insegnante italiano di scuola secondaria in uscita è pari a quello di un insegnante tedesco in entrata, mentre i tedeschi in uscita guadagnano il doppio di quelli italiani… Continua a leggere “Lo sapevate…”

La scuola del Grullo Parlante

Premetto: le affermazioni tipo “questa classe politica è screditata” mi sembrano equivalenti a “tutti i poliziotti sono bastardi” o “i sindacati sono tutti uguali” ecc. No grazie, mi tengo la mia facoltà di distinguere. Non voterò per il meno peggio, casomai resterò a casa o voterò scheda nulla. Meglio la prima perché la seconda non è dimostrabile. Di certo non voterò per il peggio.

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Dice che il nuovo concorso

Con questo nuovo concorso nella scuola il governo raggiunge tre obiettivi. Istituisce una corsia preferenziale per i raccomandati che sono da più dieci anni a bocca asciutta, fa un clamoroso spot sull’assunzione di 30 000 precari nella scuola con l’accompagnamento di pifferi come quello del merito, getta le premesse per una futura guerra tra poveri, cosa che ci manca da alcuni anni. Continua a leggere “Dice che il nuovo concorso”

Risposta a Scanzi

Non è vero -come ha sostenuto un noto (!?) opinionista televisivo- che se la riforma fosse stata presentata dai berluscones il pd si sarebbe opposto strenuamente.
Intanto perché l’ha proposto il Pd, la contradddizione non lo consente.
Anche se non penso che sono tutti uguali, nondimeno dovremmo ammettere che in fatto di scuola le politiche dei berlu e del pd si somigliano molto.
Giova ricordare infatti alcuni passaggi della nostra storia recente.
La riforma Moratti passò in Parlamento per pochi voti. Molti deputati del pd erano assenti.
Fioroni ha fatto anche cose buone, ripristinando la commissione mista negli Esami di Stato e assumendo 50000 precari. Ma non ha abolito un solo punto della riforma Moratti, limitando a disinnescare temporaneamente gli aspetti più truculenti.

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