DANIEL PENNAC II mal di grammatica si cura con la grammatica 

[Diario di scuola, pp. 97-8]

Il mal di grammatica si cura con la grammatica, gli errori di ortografia con l’esercizio dell’ortografìa, la paura di leggere con la lettura, quella di non capire con l’immersione nel testo, e l’abitudine a non riflettere con il pacato sostegno di una ragione strettamente limitata all’oggetto che ci riguarda, qui e ora, in questa classe, durante quest’ora di lezione, fintanto che ci siamo.

Ho maturato questa convinzione dalla mia personale esperienza scolastica. Mi hanno fatto tante volte la morale, spessissimo hanno tentato di farmi ragionare, e in maniera benevola, poiché fra gli insegnanti non mancano le persone gentili. Per esempio il direttore del collegio dove ero finito dopo la mia rapina domestica. Era un ex ufficiale di marina, rotto alla pazienza degli oceani, padre di famiglia e marito premuroso di una moglie che si diceva fosse affetta da un male misterioso. Un uomo molto preso dai suoi e dalla direzione di quel convitto dove i casi come il mio non mancavano certo. Eppure quante ore ha speso a convincermi che non ero l’idiota che sostenevo di essere Continua a leggere “DANIEL PENNAC II mal di grammatica si cura con la grammatica “

FAQ – le domande degli studenti

Prof, ma il mio voto sta aumentando o diminuendo?
Prof, apriamo una discussione sull’italiano?
Prof, cosa ne pensa delle occupazioni?
Prof, ma a lei il latino nella vita gli è servito?
Prof, cosa ne pensa dei cleptomani?
Prof, ma all’alternanza scuola-lavoro ce fanno lavorà? Continua a leggere “FAQ – le domande degli studenti”

DANIEL PENNAC Insomma, andavo male a scuola

[Diario di scuola, pp. 13-6]

Il fatto è che io andavo male a scuola e da questo lei non si è mai più ripresa. Oggi che la la sua coscienza di donna molto anziana abbandona i lidi dal presente per rifluire piano verso i lontani arcipelaghi della memoria, i primi scogli che affiorano le rammentano l’ansia che la tormentò per tutta ia mia carriera scolastica. Mi rivolge uno sguardo preoccupato e, lentamente: “Che cosa fai nella vita?”.
Il mio avvenire le parve da subito talmente compromesso che non è mai stata davvero sicura del mio presente. Poiché non ero destinato a un avvenire, non le parevo equipaggiato per durare. Ero il suo figlio precario. Eppure sapeva che ce l’avevo fatta da quando nel settembre del 1969 ero entrato nella mia prima classe in qualità di professore. Ma nei decenni che seguirono (cioè per tutta la durata della mia vita adulta), la sua ansia resistette segretamente a tutte le “dimostrazioni di successo” che le portavano le mie telefonate, le mie lettere, le mie visite, la pubblicazione dei miei libri, gli articoli di giornale o le mie apparizioni nei programmi culturali della tivù. Continua a leggere “DANIEL PENNAC Insomma, andavo male a scuola”

DANILO DOLCI Ciascuno cresce solo se sognato

C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.
 
C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.
 
C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

LIVIA TESTA La ola mentre spiego

Cari ragazzi,
dopo due mesi ho di nuovo internet e così vorrei raccontarvi tre recenti aneddoti, che mi hanno definitivamente convinto a portare in gita per quattro giorni la mia terza, nonostante la mia atavica e selvaggia riluttanza ad abbandonare il focolare domestico.

1. Visita istituzionale alla Camera dei Deputati (tra l’altro il giorno delle dimissioni mastelliane). Il commesso parlamentare ci introduce ai velluti e agli ori della Sala dei ricevimenti. A destra il gigantesco Quarto Stato, a sinistra un’altrettanto ciclopica reinterpretazione dell’opera in questione, in cui un artista contemporaneo voleva esprimere (tipo) la perdita della coscienza di classe da parte del popolo.

Il tapino parla, parla e parla e poi pone la fatidica domanda: L’Italia è una repubblica fondata su?

Continua a leggere “LIVIA TESTA La ola mentre spiego”