Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)

Martedì 17 novembre 2020

Pillole di scuola in presenza

Terza media. F=m*a sul touchscreen. Newton sarebbe orgoglioso. Vedo che fate Fisica anche se siete ancora in terza media, ma chi sa spiegarmi il significato della formula?… sguardi un pò persi, poi un bagliore. Una ragazza risponde che la forza è uguale al prodotto tra massa e accelerazione. Le chiedo di spiegarmi che cosa è l’accelerazione. “È la variazione della velocità rispetto al tempo”. È una quantità positiva? “No, può essere negativa e allora si chiama decelerazione”. Ad esempio quando si va in bicicletta, suggerisco “Sì, perché l’attrito fa una forza frenante e l’accelerazione della bici è negativa”. Fermi tutti, l’ultima domanda è su quante “elle” ci vanno in accelerazione o decelerazione. Lei si stranisce, mi imbruttisce dal banco, pure se ha la mascherina, quasi mi sfida, sembra uscita da un film di Sergio Leone “Come con quante elle? Con una sola!”. Ahò, nun te incazzà, sai quanti ne conosco di ben più grandi che lo scrivono con due “elle”… domanda trabochetto, su chi provoca cosa. “È la forza che provoca l’accelerazione”. Arifermi tutti, ‘sta ragazza in terza media, potrà fare strada, molta. La formulazione infatti dovrebbe essere a=F/m, perché la variabile dipendente è l’accelerazione, quella indipendente è la forza, però si preferisce F=m*a perché più semplice. Se ha capito questa cosa, e l’ha capita, non sarà Newton, ma sta un bel pezzo avanti.

Guai a chi la manna a casa dietro ‘no schermo! A lei, e a tutto il resto della classe che, nella peggiore delle ipotesi, ascolta una coetanea che spiega in modo chiaro e conciso cosa fa girare il mondo. E, a volte, non sono i soldi.

Seconda media. Un professore “Ti devo far vedere una cosa”. Oddio, no, sarà un altro cursore scomparso dal desktop, un wi-fi che non prende, un microfono che funziona ma silenziato, un audio scollegato… macché. “Stavo facendo lezione e un ragazzo l’ho dovuto riprendere perché era distratto, allora mi sono avvicinato e gli ho chiesto cosa stesse facendo. Stava disegnano, guarda qua!!! Gli ho chiesto se potevo fare una foto al suo disegno”. Il professore? Vedemo ‘sto disegno. So svenuto. Era un Valdimir Ilic Uljanov che guidava un timone di una barca, con alle spalle la bandiera con falce e martello. Di famiglia ucraina, il padre (o lo zio, il prof non sapeva con esattezza), combatte sul fronte del Donbass. Dalla parte giusta.

So quelle cose che te fanno svòrtà la giornata, ti danno quell’energia che manco un pocket coffee e pensi: se questo me lo mannano a distanza, finisce in trincea da qualche parte verso Lugansk. E magari è meglio che continua a percorrere la strada da disegnatore, sperando che suo padre (o suo zio) torni presto: sano, salvo e vittorioso.

Quinta elementare. Proviamo il touchscreen, chi li conosce i pink floyd? “Io”. Dimmi, chi sono? “Sono un crostaceo”. La maestra ed io ci guardiamo perplessi, molto perplessi. Scusa? “Sono un crostaceo”. Che je passano a mensa a ‘sti regazzini? Spiega un attimo… “Sono un crostaceo. L’altro giorno ho visto un documentario sui pesci e uno di questi, che era però un crostaceo, hanno detto che si chiamava Pink Floyd”. Teribbbile!!!… e faccio partire “Another brick in the wall”. Il ritornello lo conoscevano tutti. Prossimo video, un ragazzino “I wat to break free di Freddie Mercury”. E andiamo…

Pillole di presenza. Segni di speranza.