Siamo agli sgoccioli

Prof, giochiamo a lupus in fabula?
Gli dei dell’Iliade avevano i superpoteri
I verbi difettivi sono quelli che si usano poco.
Ma se quest’anno amo fatto tutte e 5 e declinazioni in seconda che famo?
Parlami di Caio Gracco. De chi, de Carlo Cracco?
Sto libro che ci ha dato da leggere è pieno de parolacce. Ti sei scandalizzata, Nicole? Un pochetto, all’inizio.
Qua in classe latinisti non ce ne sono (fa un gesto circolare)… nemmeno io.
Benedetta, ma tu quando vai dal salumiere chiedi il didietro del salame? Certo, io sono una ragazza educata.
I banditi quando entrano alla posta non dicono come nei film «mani in alto, questa è una rapina». Non dicono nulla (tema).
Prof, ma se uno ha tutte sufficienze e un 5½, il 5½ diventa 6?

Identità

L’essere tutt’uno, di persona o cosa che in un primo tempo sia apparsa con nome o aspetti diversi che abbiano fatto credere trattarsi di persone o cose distinte.
Vocabolario Treccani

Lo sradicamento dalla propria cultura costa caro. Per questo è così importante avere chiaro il senso della propria identità, della sua forza e del suo valore. Solo allora l’uomo può liberamente confrontarsi con una cultura diversa. In caso contrario si chiuderà nella sua tana, isolandosi timorosamente dagli altri.
Ryszard Kapuscinski, L’altro Continua a leggere “Identità”

ROSELLA BASIRICÒ Questione morale

La porta della segreteria è chiusa.
Non è ancora l’orario di ricevimento dei docenti. Guai a sgarrare l’orario, sparano a vista a qualunque docente varchi la soglia fuori dai tempi previsti.
Lì dentro poi lavora un’impiegata che nessuno ha mai visto sorridere: qualcuno giura che sì, una volta è accaduto, sotto le vacanze di Natale dell’anno scorso. Negli altri 364 giorni, però, siamo tutti concordi nel vederla ingrugnita come un orango della giungla.
Io, che per formazione ho alle spalle vent’anni di parrocchia, azzardo l’ipotesi difensiva che “la poveretta” abbia un background familiare sofferto… I colleghi mi sorridono ironicamente compassionevoli, ma poi faccio una battutina sul grugno della “poveretta” e capiscono che sono un po’ dei loro.
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FRIEDRICH DURRENMATT Il tunnel

Un ventiquattrenne, grasso per tenere a distanza quanto di spaventoso accade dietro le quinte (e che vedeva: era una sua dote, forse l’unica), che amava turare i buchi della sua carne proprio perché attraverso quelli poteva irrompere l’orrore, nel senso che fumava sigari (Ormond Brasil 10) e portava, in aggiunta ai suoi, anche un secondo paio d’occhiali da sole, e batuffoli di ovatta nelle orecchie: questo giovanotto, dipendente ancora dai genitori e alle prese con vaghi studi all’università che si poteva raggiungere in due ore di viaggio in ferrovia, salì una domenica pomeriggio sul solito treno, partenza alle diciassette e cinquanta, arrivo alle diciannove e ventisette, per seguire il giorno seguente un seminario che aveva già deciso di marinare.
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Potere

Ogni potere fondato esclusivamente sulla forza, si distrugge per la stessa via.
Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e del mestieri

Non è possibile conquistare il potere senza compromettersi.
Aldous Huxley, Isola

Quali ragioni ci sono per ritenere che coloro i quali rivendicano il potere in nome del sapere e della tecnica saranno più umani nell’esercizio di questo stesso potere rispetto a quelli che fondavano sulla ricchezza e la nobiltà di nascita?
Noam Chomsky

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RENATA PULEO Bambole

[da Quando suona la campanella. Racconti di scuola, a cura di Piero Castello e altri, manifestolibri, Roma 2006]

A casa la Bambina fece i compiti in un angolo del tavolo di cucina. Li fece con cura dei particolari, la cornicetta geometrica a chiudere la pagina del quaderno, il cielo azzurro, colorato fino al tetto della casa, come le aveva detto sua sorella. Eppure aveva fretta. La aspettava la sua classe, e pensò un attimo di entrare subito nel gioco facendo finta di essere la maestra che prepara il lavoro.

Lasciò dunque di proposito sul tavolo i quaderni, l’astuccio dei colori e la penna nel calamaio. Dispose le bambole in una doppia fila di quattro, prese i piccoli quaderni che aveva incollato per ciascuna di loro, il registro con la pagina mobile, con gli otto nomi, proprio come quello che usava la sua maestra. Continua a leggere “RENATA PULEO Bambole”

PIER PAOLO PASOLINI Io so i nomi

[Da «Scritti Corsari», 14 novembre 1974]

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti. Continua a leggere “PIER PAOLO PASOLINI Io so i nomi”

SERGE LATOUCHE Sobri per scelta verso la felicità

[«la Repubblica», 13 agosto 2008]

La decrescita? Ma è già una realtà! Ecco un argomento spesso usato contro i sostenitori della decrescita dai loro avversari. Che però corrono troppo. Se l’andamento dell’economia è indubbiamente fiacco, non siamo ancora alla crescita negativa. Con un Pil di mille miliardi di euro, l’un per cento corrisponde pur sempre a dieci miliardi, pari a una crescita del dieci per cento in un Paese con un Pii di cento miliardi di euro (l’ordine di grandezza dei Paesi del Sud). Dieci miliardi in più di prelievi dalle risorse naturali, di rifiuti e di inquinamento; dieci miliardi in più di dissesto del clima e di specie estinte.
È ancora troppo perché la biosfera possa rigenerarsi. Ma soprattutto, un conto è scegliere la decrescita, altro è subirla. Continua a leggere “SERGE LATOUCHE Sobri per scelta verso la felicità”