Pomodoro

Prendiamo, per esempio, il pomodoro. Ortaggio considerato banale, che invece – se ben osservato – rivela una forma potremmo dire «superiore» di «intelligenza strategica» nella tecnica elaborata per contrastare efficacemente la minaccia potenzialmente mortale dei bruchi che si cibano delle sue foglie. La pianta – come racconta il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso – ne tollera un certo numero, ma quando viene superata la soglia del lecito e la moltitudine di bruchi diventa dannosa minacciando la sopravvivenza dell’ospite, questo incomincia a secernere una sostanza neuro-attiva che opera sul sistema nervoso dei bruchi inducendoli a comportamenti cannibali, cioè a divorarsi l’un l’altro finché il loro numero ridiventando compatibile con la vita del pomodoro, che a quel punto smette di produrre il proprio filtro magico e lascia ai bruchi superstiti il loro spazio vitale, con una sensibilità e un rispetto dell’equilibrio generale che nessun umano potrebbe sognarsi (non stermina i bruchi, li rende semplicemente «sostenibili», e dunque «compatibili»).

Marco Revelli, Umano Inumano Postumano

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: