Spillover

Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere in premio una vita nuova in spazi più larghi. Ha una minima probabilità di non finire in un vicolo cieco.

David Quammen, Spillover

FRANCO BATTIATO Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Continua a leggere “FRANCO BATTIATO Povera patria”

ALESSANDRO BARBERO Abbattere le statue è un’idiozia

[«Il Foro», 17 giugno 2020]

Io penso che la revisione delle glorie e dei grandi personaggi della nostra civiltà occidentale abbia delle ragioni e fino a un certo punto ci permetta una visione più ampia della storia: non c’è dubbio che la colonizzazione dell’America è stata una grande avventura per i coloni europei, e una grande tragedia per le popolazioni indigene, e così via. La revisione però deve fermarsi qui. Se si comincia a sostenere che la colonizzazione dell’America è stata solo una grande tragedia e non anche una grande avventura, si cade nell’errore opposto e si smette di nuovo di capire la storia nella sua complessità, per tornare a vederla in forma appiattita e moralistica.
Quanto poi alla specifica forma assunta dal revisionismo politicamente corretto in questi ultimi tempi, con la caccia alle statue, la trovo sbagliata da cima a fondo e molto pericolosa.
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KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile

[La scuola e noi, 6 luglio 2020]

Premessa

Ogni ragionamento inerente fatti concreti, come le modalità di riapertura delle scuole a settembre, dovrebbe fondarsi su alcuni solidi dati di realtà.

Eppure nella scuola, tra docenti e personale ATA, e in certa misura anche tra i dirigenti scolastici, ma soprattutto tra le famiglie e nell’opinione pubblica, cresce il senso di disorientamento. La gran parte dei collegi dei docenti che si sono svolti a fine giugno ha preceduto l’approvazione delle Linee Guida definitive per la riapertura. Ciò ha prodotto situazioni difformi in un quadro già di per sé variegato rispetto alle caratteristiche degli edifici scolastici. Ci sono istituti che hanno iniziato una riflessione di merito per la riapertura, organizzando gruppi di lavoro e sottocommissioni e impostando soluzioni sulla base di alcuni scenari possibili. Altri hanno potuto avviare solo una riflessione più blanda: i dirigenti si sono limitati a enunciare alcune opzioni, ma di fatto non si è aperto alcun vero confronto. Continua a leggere “KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile”

MASSIMO GARGIULO Scuola: una «Modesta proposta»

[Toscana Today, 15 luglio 2020]

Ciò che scriveva lo scrittore irlandese Jonathan Swift nel 1729 sulla scuola e i bambini ai quali non si era in grado di dare la scuola

Negli articoli scorsi ho accennato a una questione oggetto di dibattito e propaganda tra scuola e politica, quella delle classi sovraffollate. Nel farlo mi sono rivolto anche ad alcune pagine del Talmud babilonese che imponevano criteri numerici (e pedagogici) più avanzati rispetto alla realtà che noi viviamo, malamente celata da proclami e finti buoni propositi. Proprio tale contatto con un pragmatico realismo, quello che vivo quotidianamente nelle aule e quello che tutti noi siamo costretti a constatare nella concretezza delle decisioni o non decisioni della politica, mi stimola a riconsiderare l’attualità della celebre “Modesta proposta”, avanzata dallo scrittore irlandese Jonathan Swift nel lontano 1729 e che di frequente si ritrova nella stampa anche nei nostri giorni. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO Scuola: una «Modesta proposta»”

Giustizia

Questa storia non è tanto edificante. Il 2008 è stato l’anno della riforma Gelmini, il cui effetto pratico contingente è stato far perdere posto a un sacco di docenti immessi in ruolo da Fioroni e segare le gambe per anni a un esercito di precari. Io ero nella prima categoria. E naturalmente ho fatto una lunga battaglia per il riconoscimento di un punteggio nelle graduatorie interne, battaglia che naturalmente ho perso. E poiché era una battaglia contro un privilegio riconosciuto illegalmente a qualcun altro, mi sono messo l’animo in pace, compilando la mia domanda di trasferimento come soprannumerario e approdando felicemente al Virgilio, cosa per cui non ho alcun rimpianto. Oggi, per caso, vengo a sapere che la scuola dove nel frattempo sono felicemente tornato ha corretto l’errore fatto 12 anni fa. Un’inezia, una di quelle cose che nella maggior parte dei casi nessuno se ne accorge, e invece sono tentato di guardare indietro.

ITALO CALVINO L’aria buona

Da «Marcovaldo»

– Questi bambini, – disse il dottore della Mutua, – avrebbero bisogno di respirare un po’ d’aria buona, a una certa altezza, di correre sui prati…
Era tra i letti del seminterrato dove abitava la famigliola, e premeva lo stetoscopio sulla
schiena della piccola Teresa, tra le scapole fragili come le ali d’un uccelletto implume.
I letti erano due e i quattro bambini, tutti ammalati, facevano capolino a testa e a piedi dei letti, con le gote accaldate e gli occhi lucidi.
– Sui prati come l’aiola della piazza? – chiese Michelino.
– Un’altezza come il grattacielo? – chiese Filippetto.
– Aria buona da mangiare? – domandò Pietruccio.
Marcovaldo, lungo e affilato, e sua moglie Domitilla, bassa e tozza, erano appoggiati
con un gomito ai due lati di uno sgangherato cassettone. Continua a leggere “ITALO CALVINO L’aria buona”

ANTONIO VIGILANTE Lettera a una studentessa delusa dalla scuola

[Gli Stati Generali, 24 giugno 2020]

Cara *, gli esami di Stato non sono andati come speravi ed ora ti senti delusa, amareggiata, arrabbiata. Hai l’impressione che l’impegno di anni non sia servito a nulla e che la scuola ti abbia ingannata. Hai ragione, e comprendo perfettamente la tua rabbia. Non ti scrivo per cercare di lenirla, ma per continuare il discorso di questi cinque anni: e cercare insieme qualche conclusione.
Ragioniamo di esami. Li amo poco, come amo poco tutto ciò che serve a creare gerarchie, vincitori e vinti, primi secondi e terzi. Io sono per i giochi a somma positiva, quelli nei quali vincono tutti. E così penso un po’ la scuola. Io metto sul tavolo quello che so, tu quello che sai tu. Io quello che penso, tu quello che pensi tu. E ragioniamo insieme, cerchiamo insieme, scaviamo insieme. Ci arricchiamo insieme. Ma questo non basta. La scuola ha bisogno di classificare
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EUGENIO MONTALE Annetta

[Da Diario del ’72]

Perdona Annetta se dove tu sei
(non certo tra di noi, i sedicenti
vivi) poco ti giunge il mio ricordo.
Le tue apparizioni furono per molti anni
rare e impreviste, non certo da te volute.
Anche i luoghi (la rupe dei doganieri,
la foce del Bisagno dove ti trasformasti in Dafne)
non avevano senso senza di te.
Di certo resta il gioco delle sciarade incatenate
o incastrate che fossero di cui eri maestra.
Erano veri spettacoli in miniatura. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Annetta”