To everything turn, turn, turn (4)

Il ministro Fioramonti reintroduce la Storia (maestra di vita) nell’esame di Stato. Non poteva rimanere insensibile all’appello di intellettuali come Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri. Dice: «Solo la conoscenza del passato può permetterci di costruire il futuro».  Ma soprattutto: «La storia non può essere solo una sequela di date e di battaglie da mandare a memoria, ma il racconto di una evoluzione umana in ambiti che ancora ci riguardano come il progresso sociale, la conquista dei diritti civili, la partecipazione democratica».

Sì e no. Ni. La clausola del ministro Fioramonti prevede che la storia sia una traccia obbligata della tipologia B. Non un tema di storia, ma banalmente la traccia di un testo argomentativo, che banalmente c’era già. Una minestrina di comprensione del testo in formato domani sei sul mercato del lavoro con qualche domanda innocua tipo: «Nell’ultimo capoverso la congiunzione conclusiva “dunque” annuncia la sintesi del messaggio: riassumilo, evidenziando gli aspetti secondo te più interessanti».

La giornalista chiede al ministro Fioramonti se ha intenzione di aumentare le ore di storia: «Questo è un argomento spinoso».

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