Superuomo

È singolare come quasi sempre alla dottrina del superuomo si siano votati individui scarsi, tra i meno dotati sotto ogni profilo, di intelletto mediocre, poco virili e ancor meno coraggiosi o, quasi, si direbbe, per usare le loro categorie, dei sottouomini. È una caratteristica del secolo scorso aver prodotto in tanti uomini meschini una tale smania di rendersi almeno un poco notevoli attraverso il male. Prima, il male poteva avere una sua magnificenza, incarnandosi in personaggi monumentali, poi si è sbriciolato in una poltiglia di sadismo diffuso e impiegatizio, da torturatore di routine, da mostro o serial killer piccolo-borghese che esercita la sua capacità di oppressione su obiettivi sempre indifesi, alla portata, da terrorizzare e uccidere col minimo sforzo.

Edoardo Albinati, La scuola cattolica