GIANLUCA GABRIELLI Nomina sunt substantia test

[da Quando suona la campanella]

Nomina sunt substantia rerum, oppure più modestamente, dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei. La massima senza dubbio vale anche per i testi scolastici. Nel 1928 il sussidiarioIl fascio della Bemporad non doveva lasciare dubbi ai docenti che l’adottavano, mentre l’egemonia cattolica degli anni cinquanta ben si intuisce nei vari Luce, Incontro alla luce,Fervore di vita, ecc. Negli anni settanta le istanze di trasformazione passano attraverso titoli come Progetto uomo e Quale realtà, e la nuova infantilizzazione e banalizzazione dell’epoca attuale viene ben esemplificata dagli impalpabili Compagni di volo, E’ tempo di volare, Sulle ali del vento, Paperlibro,…

Ma la vera cifra che dà conto dell’ideologia imperante nel presente è il continuo e sempre più pervasivo riferimento ai test invalsi. Era prevedibile: quello dei test è il più grande intervento centralizzato sulla didattica dai tempi del libro di Stato del fascismo. All’idea classica che impone i contenuti del curricolo attraverso il Programma (bassa efficacia, tempi di interiorizzazione dilatati, ampio spazio alla discrezionalità e alla resistenza dei docenti) si sostituisce l’imposizione dei soli test annuali, ma si lega il loro esito a prospettive di valutazione e all’erogazione di premi o sanzioni, ottenendo in maniera più efficace una retroazione sulla didattica. Che questo sia in netto contrasto con l’idea radicata di libertà di pensiero e di insegnamento dei docenti poco importa ai nuovi ingegneri dell’apprendimento, che sommano in sé il massimo di liberismo economico (privatizzerebbero tutto) e il massimo di dirigismo didattico (ormai i test dell’anno precedente sono la bibbia dell’insegnante conformista).

Di questa sotterranea involuzione filtra qualcosa nei titoli? Eccome! Prendiamo a riferimento il 2005 come anno di una stentata introduzione dei test ancora in forma facoltativa da parte del ministro Moratti, e il 2008 come anno di svolta impositiva con la scelta di Fioroni di rendere obbligatori i test nell’esame di Stato di terza media. Bene, digitando il termine “invalsi” nella maschera del titolo del catalogo Iccu dei libri censiti nelle biblioteche italiane, scopriamo che già nel 2011 sono registrati 142 testi. Tutti eserciziari. Ciò significa che le case editrici scolastiche, che gestiscono un fatturato enorme, avevano a quel tempo già compreso l’esigenza indotta di ricambio dei contenuti didattici e vi hanno costruito una nuova e ricca (per loro) stagione produttiva. Oggi non c’è sussidiario o libro di lettura che non includa verifiche o domande che rimandano allo stile invalsi, un testo senza di esse sarebbe impensabile, e se ci fossero autori tanto arditi da proporlo ad un editore della ristretta cerchia monopolistica oggi esistente in Italia, si vedrebbero porgere un cortese rifiuto, fossero pure la Montessori o Mario Lodi in persona.

E come sono i titoli di questa nuova stagione “totalitaria” stile invalsi? Molto interessanti, dalla loro rassegna emergono in maniera eloquente alcuni aspetti del nuovo corso.

Prima di tutto il messaggio che passa è che l’invalsi è una nuova materia a sé stante:Invalsi passo passo, oppure Quaderno invalsi, o Prepariamoci alla prova invalsi. Ma ancora La prova Invalsi: strategie per affrontare con successo la prova; Capire le prove Invalsi: una guida intelligente; Prova l’invalsi: esercizi e accorgimenti per affrontare la prova Invalsi con sicurezza; Arriva l’invalsi; Il nuovo arriva l’invalsi, e così via, comprendendo il bizzarro In test…a: quaderno operativo per esercitarsi con le prove invalsi. La fenomenologia stagionale (primaverile) della materia “invalsi” è chiara: tra i due e i tre mesi prima della prova il docente che ci crede, che viene pressato dai dirigenti o che teme di fare brutta figura nel momento di restituzione pubblica dei risultati dei test (e che non fa sciopero) sospende le altre materie e fa comprare ai genitori uno di questi circa 100 manualetti operativi in commercio; seguono alcuni mesi di immersione totale, quindi – dopo la prova – la vita ricomincia a fluire a scuola quasi normale, anche se ovviamente le abitudini e gli stili – dei docenti e degli allievi – mutano sotto la pressione della pratica e delle paure della valutazione, portando avanti una carsica e in apparenza inarrestabile invalsizzazione delle menti (come ben sintetizza un altro titolo: Più faccio più imparo: quaderno operativo con esercizi per allenare la mente alle prove Invalsi).

Ai nuovi addetti all’editing delle case editrici scolastiche non sfugge che i “vecchi saperi” vanno trasmutati nelle modalità invalsi. Così in un compendio di matematica troviamo il sottotitolo Dalle regole all’inValsi, mentre ne Il quaderno dell’acero rosso l’italiano e la matematica vanno Verso l’Invalsi; o ancora possiamo sfogliare I nodi della grammaticache vengono proposti Per affrontare gli errori e prepararsi alla prova INVALSI.

Anche il profilo agonistico dei test emerge chiaramente dai titoli in circolazione:Quaderno di allenamento alle prove INVALSI, Palestra INVALSI, Palestra competenze e invalsi, Mettiamoci alla prova, Superiamo le prove Invalsi: d’altronde l’uso del cronometro nelle prove di seconda classe della primaria evoca più le sfide olimpiche che il fascino della lettura: il nuovo che avanza non è cooperativo ma competitivo.

Il potere espansivo dei test si misura anche nella capacità di tracimare in aree del sapere esenti dalle prove, come le scienze, la storia e la geografia: Melazzurra più: libro-quaderno per le vacanze di: italiano, storia, geografia con prove sul modello Invalsi;Prove di scienze su modello Invalsi, Provare per credere!: eserciziario-laboratorio di scienze: verifica delle competenze sul modello invalsi, Laboratorio di storia: laboratorio per lo sviluppo delle competenze, preparazione alle prove Invalsi; La letteratura al presente: […] prove sul modello Invalsi. In questi casi l’obiettivo non è più la raccolta di dati confrontabili imposta a livello nazionale, ma semplicemente la scelta del docente di classe di riorganizzare la propria didattica “al passo con i tempi”, forse per convinzione, oppure per conformismo, o per trovarsi pronto nel caso di un allargamento dell’area culturale testabile.

Infine, anche la differenziazione dei livelli comincia a farsi strada nonostante il carattere universale della scuola dell’obbligo: accanto a Ready to start!, a Let’s try! e a Successo Invalsi, compaiono titoli meno ottimistici e ambiziosi, come Try again! e S.O.S. Invalsi.

Insomma, se ancora nel 2010 un ingenuo pubblicista poteva includere nel titolo la squalificante ma realistica parola “quiz” (Quiz di cultura generale per la scuola primaria: con le prove Invalsi 2010), oggi a nessuno è più permesso di sbagliare: le prove invalsi sono la nuova forma che assume il sapere nell’epoca postmoderna. Si vocifera che siano in corso di preparazione eserciziari invalsi di flauto dolce, di modellazione della creta e di commento ai canti leopardiani, nonché un mini test in forma di canzoncina per la scuola dell’infanzia. Non resta che concludere in maniera invalsiana:
In occasione dei prossimi test invalsi farai sciopero?No

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