Leggi

Ma che sono le leggi se non, esse stesse, correnti di pensiero? Se non fossero questo, non sarebbero che carta morta: se lo lascio andare, questo libro dei codici che ho in mano, cade sul banco come un peso inerte.

E invece le leggi son vive perché dentro queste formule bisogna far circolare il pensiero tempo, lasciarvi entrare l’aria che respiriamo, mettervi dentro i nostri propositi, le nostre speranze, il nostro sangue e il nostro pianto.

Piero Calamandrei, In difesa di Danilo Dolci, 30 marzo 1956

Giustizia

È impossibile che leggi ed istituzioni che garantiscono la giustizia ed i diritti dei deboli, siano efficaci, quando la ricchezza è così distribuita, che di fronte ad un piccolo numero di persone, che possiedono le terre ed i capitali, vi è una moltitudine di proletari, che non hanno altra risorsa che le proprie braccia ed hanno bisogno dei ricchi per non morire di fame dall’oggi al domani. In questa condizione di cose la massima che la legge è uguale per tutti, la proclamazione dei diritti dell’uomo, e il suffragio universale non sono che ironie.

Gaetano Mosca, Elementi di scienza politica (1896)

ROSELLA BASIRICÒ I primi giorni di scuola

Nell’incredibile ‘abundantia’ di cattedre di quest’anno al Csa ho pescato Principina a Mare.
Ho esultato per svariate ragioni (per indole esultante, innanzitutto), ma principalmente per due: per la prima volta godrò del nostro misero stipendio fino al 31 agosto (non vedo proprio l’ora di stendermi sulla spiaggia, a luglio dell’anno prossimo, guardando le Egadi all’orizzonte e pensando che lo Stato mi sta pure pagando) e poi perchè, abitando sull’Aurelia, sto a 40 minuti dalla scuola.
Quando “sfreccio” (immaginatevi: ho un catorcio del ’92. Ma prestissimo si spalancheranno le porte della rottamazione) sulla statale verso Principina assisto all’interminabile fila delle auto che, nella corsia opposta, cercano di entrare a Grosseto: fermi, immobili, roba da potersi fare una briscola al tavolino portatile da campo.
Davanti a me invece si apre la strada, sgombera, veloce…. Li guardo sardonica e vien quasi voglia di abbassare il finestrino e far loro il gesto dell’ombrello Continua a leggere “ROSELLA BASIRICÒ I primi giorni di scuola”

FEDERICA CAPPUCCIO Improbabili colloqui

E pensare che mi ero anche preparata un discorso, avevo trovato un trespolo dove appoggiare il telefono per fare il videoselfie, con uno sfondo adeguato (dalla finestra della mia camera si vede il mare, sforzandosi). Perché è questo che chiede la Buona Scuola, no? Non occorrono più docenti che vanno in classe a insegnare quello che hanno studiato, diceva la ministra (ex) Giannini. Dovete insegnare a imparare. E per farlo dovete essere carini, sorridenti, disponibili. Se vi fanno domande sulla materia non cercate di mostrare una conoscenza a tutto tondo dell’argomento, ma un approccio originale. Digitalizzabile. Per esempio, la storia si potrebbe insegnare con una macchina del tempo. L’ho costruita io. Ho fatto un corso per trasformare la storia in plastici animati.

In realtà il mio colloquio estivo con il superpreside è durato tre secondi.

Prof, il preside oggi è superimpegnato. Ripassi un altro giorno. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO Improbabili colloqui”

Antipolitica

La vera antipolitica è quella di chi reprime la voce dei cittadini, li allontana dalla Politica spingendoli all’astensionismo, toglie loro la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Antipolitica è la difesa dei propri privilegi, il divorzio del Parlamento dai cittadini, la frode di chi elude la Costituzione per auto-garantirsi il potere.
Salvatore Settis, Costituzione!

L’antipolitica è essa stessa una politica, giacché la politica è una cosa terribile: basta solo sapere che esiste, e già ci si è dentro, si è perduta per sempre la propria innocenza.
Thomas Mann, Considerazioni di un impolitico

Plebiscito

Ora la mia preoccupazione fondamentale è che si addivenga a referendum, abilmente manipolati, con più proposte congiunte, alcune accettabili e altre del tutto inaccettabili, e che la gente totalmente impreparata e per giunta ingannata dai media, non possa saper distinguere e finisca col dare un voto favorevole complessivo sull’onda del consenso indiscriminato a un grande seduttore: il che appunto trasformerebbe un mezzo di cosiddetta democrazia diretta in un mezzo emotivo e irresponsabile di plebiscito.

Don Giuseppe Dossetti, 23 maggio 1994

SARA SIDORETTI In una mattina piovosa di novembre, mi ritrovo schiantata sul divano

In una mattina piovosa di novembre, mi ritrovo schiantata sul divano a cercare di rimettere insieme i pezzi. Il cervello fatica a concatenare i pensieri che vorticano casualmente con traiettorie caotiche e imprevedibili.
E mi chiedo: ma perché vivere è così difficile?
E comincio a domandarmi se questo senso di disagio non sia il sintomo precoce di una malattia neuro degenerativa. E subito dopo sopraggiunge l’ansia di non avere il tempo di approfondire questo pensiero, perché la capacità elaborativa del mio organismo è già completamente assorbita.
Mi sento come il mio caro vecchio smartphone, che ieri, ahimè, ho smarrito, affannata per risorse insufficienti. Sapevo come dare sollievo al perduto compagno, cancellando dati vecchi di cui solo lui aveva ancora memoria. Vorrei che qualcuno potesse cancellare qualche secchiata di stress che occupa la mia testa pesante. Continua a leggere “SARA SIDORETTI In una mattina piovosa di novembre, mi ritrovo schiantata sul divano”