Io sono allegro perché sono un cretino
Io sono allegro perché non mi rendo conto
Io sono allegro perché aspetto il mio destino
E intanto canto
Non si pulisce il destino della storia
E non si affama chi sa campare d’aria
Io sono allegro perché il sole da bambino
l’ho visto tanto e canto
E sulla vecchia corriera, e sulla vecchia corriera mi mancava l’aria
E sulla vecchia corriera, e sulla vecchia corriera mi mancava l’aria
Io sono allegro perché sono un cretino
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MICHELE SANTULLIANA Educazione civica: nonostante tutto un’opportunità
Alla fine sono arrivate. Il 22 giugno scorso, mentre gli istituti superiori erano alle prese con l’Esame di Stato (vorrei ancora chiamarla Maturità) sono state emanate dal Ministero dell’Istruzione le Linee guida per rendere operativo dal prossimo anno scolastico l’insegnamento dell’Educazione civica come da legge n. 92 del 20 agosto 2019. Tralasciando di commentare le tempistiche e di lamentare il silenzio sulla questione nel dibattito pubblico di queste settimane (del resto anche chi non lavora nella scuola ha capito che altre sono le priorità dei tempi) vorrei condividere alcune riflessioni nate sul campo, dal confronto coi colleghi che compongono il gruppo di lavoro della mia scuola, un liceo della provincia vicentina con sei indirizzi di studio.
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La storia è memoria
[La solitudine del satiro, 12 marzo 2012]
Ho avuto uno scatto d’ira durante il consiglio di classe contro una collega (che gli studenti, affettuosamente, hanno soprannominato la babbiona), perché, durante un’accesa discussione su una studentessa che «studia a memoria» ha giustificato il voto alto nella sua materia sostenendo «»la storia è memoria». Mi alzo e dico: ma che stai a dì.
Assassino
Io non ho ucciso una persona, ho ucciso un principio!
Rodion Raskol’nikov
Mio padre è stato per me «l’assassino»,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.
Umberto Saba, Mio padre è stato per me «l’assassino»
Venne alla spiaggia un assassino
Due occhi grandi da bambino
Due occhi enormi di paura
Eran gli specchi di un’avventura
E chiese al vecchio «dammi il pane
Ho poco tempo e troppa fame» Continua a leggere “Assassino”
LUISA MIRONE Fritto misto di didattica
[La scuola e noi, 5 ottobre 2020]
Creatività al potere
È una situazione di emergenza e all’emergenza si fa fronte con atteggiamenti flessibili, collaborativi, aperti. Ce lo ripetono e ce lo ripetiamo anche noi docenti dal mese di marzo. Se centinaia di medici, infermieri e brava gente di professioni varie non avessero dato prova – già da allora – di risorse inesplorate, competenze altissime e spirito di adattamento, per molti settori della vita del nostro Paese sarebbe stata la fine. Ma mi limiterò a parlare di quello dove opero, che è la scuola. Forse ci si aspettava che, a fronte di questa disponibilità laboriosa, la risposta istituzionale fosse diversa Continua a leggere “LUISA MIRONE Fritto misto di didattica”
ITALO SVEVO Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere
[La coscienza di Zeno, prefazione del Dottor S.]
Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica. Di psico-analisi non parlerò perché qui dentro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità.
Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie. Continua a leggere “ITALO SVEVO Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere”
REMO REMOTTI Mamma Roma addio
A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse Continua a leggere “REMO REMOTTI Mamma Roma addio”
FRANCO BERARDI (BIFO) Il giorno prima del diluvio
[Effimera, 11 settembre 2020]
Durante l’estate, in un’isola dalmata di struggente bellezza, ho incontrato il mio amico Srecko Horvat. Abbiamo parlato molto della tragedia jugoslava, che quasi tutti hanno dimenticato, ma resta ben viva nella memoria di chi l’ha vissuta e continua a viverla nella propria esistenza, come Srecko, e la sua compagna Sasha. Forse fu allora, in quegli anni in cui a città di Sarajevo venne distrutta dall’orrore demente del nazionalismo, che iniziò un processo di devastazione della solidarietà e della pietà.
Srecko mi ha parlato anche di Gunther Anders, un filosofo ebreo tedesco che fu compagno di Hannah Arendt, e che negli anni ’60 scrisse saggi importanti (ma poco noti in Italia) sulla prospettiva della catastrofe nucleare Continua a leggere “FRANCO BERARDI (BIFO) Il giorno prima del diluvio”
Proprietà privata
Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 17
Un sistema sociale essenzialmente basato sulla proprietà non può andare che verso la distruzione finale di ogni proprietà.
Hannah Arendt
AGATHA CHRISTIE La tragedia di Marsdon Manor
Era stato chiamato fuori città per qualche giorno e al mio ritorno trovai Poirot intento a chiudere le cinghie della sua valigetta.
«A la bonne heure, Hastings. Temevo che non sarebbe tornato per accompagnarmi.»
«È stato chiamato a risolvere un caso?»
«Sì, anche se devo ammettere che tutto considerato l’affare non mi sembra promettente. La compagnia assicuratrice Northern Union mi ha chiesto di indagare sulla morte di un certo signor Maltravers che qualche settimana fa si è assicurato sulla vita presso di loro per la grossa somma di cinquantamila sterline.» Continua a leggere “AGATHA CHRISTIE La tragedia di Marsdon Manor”