Allora bisogna che qui al nord incominciate a imparare l’uso esatto dei termini e delle lucuzioni romane. Sticazzi si usa quando di una cosa non ce ne frega niente. Per esempio: Lo sai che Saint Vincent ha 4000 abitanti? Sticazzi, puoi dire. Cioè, chissenefrega. Come lo usate voi, Italo, è sbagliato. Devi cercare un ago nel pagliaio? Allora devi dire: mecojoni! Mecojoni indica stupore, lo usi per dire: accidenti! Capisci la differenza Italo? Non puoi usare sticazzi per esprimere meraviglia, sorpresa. Sticazzi lo usi per dire chissenefrega. Ho vinto alla lotteria 40 milioni di euro? Mecojoni, devi dire! Se dici sticazzi significa: non me ne frega niente. Deruta e D’Intino devono cercare tutti i trans di Aosta e provincia. Tu che devi dire?». Continua a leggere “Sticazzi e mecojoni”
UMBERTO SABA A mia moglie
Da «Casa e campagna» (1921)
Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell’andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull’erba
pettoruta e superba. Continua a leggere “UMBERTO SABA A mia moglie”
MÅNESKIN Torna a casa
Da «Il ballo della vita» (2018)
Cammino per la mia città ed il vento soffia forte
Mi son lasciato tutto indietro e il sole all’orizzonte
Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
Coi morsi di mille serpenti fermo per le spire
Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire
Con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire
Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto
Alice, le sue meraviglie e il Cappellaio Matto Continua a leggere “MÅNESKIN Torna a casa”
Prof mi fa un’altra domanda?
Prof non sono preparata, dice Giorgia.
Ma come, se l’altra volta hai chiesto di venire volontaria?
L’altra volta ero preparata. Ora non più.
Francesco dice quanto mi mette?
Zero.
Ma non lo può mettere.
Facciamo zero virgola uno.
Prof, ho preso almeno 6?
Hai preso 7, Valentina.
E perché non 8?
Cioccolato
– Ogni uomo, ogni donna e ogni teoria hanno un. punto debole.
– Anche la teoria del cioccolato del nonno?
Eraclito ha incrociato le gambe, come è solito fare quando spara un ragionamento dei suoi.
– Sì: è una buona teoria, ma è incompleta. Manca un punto, e cioè che ci sono grosse differenze tra i mangiatori di cioccolato: essi si dividono in liberal-lattisti, fondamentalisti fondentisti, bianchisti e nocciolisti. Per non parlare dei giansenisti gianduisti e dei boeristi.
– E i nutellisti?
– I nutellisti sono epicurei. Continua a leggere “Cioccolato”
FILIPPO TOMMASO MARINETTI All’automobile da corsa
Da «La ville charnelle» (1908)
Veemente Dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti…
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali…
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!… Continua a leggere “FILIPPO TOMMASO MARINETTI All’automobile da corsa”
EDGAR ALLAN POE Il cuore rivelatore
Questo è vero, sono un uomo nervoso, spaventosamente nervoso, e lo sono sempre stato; ma perché pretendete che sono pazzo? La malattia mi ha reso i sensi più acuti — mica me li ha distrutti — logorati. E già avevo l’udito finissimo, e tutto ho sentito del cielo e della terra. Anche dell’inferno ho sentito parecchio. Com’è dunque che sarei pazzo? State attenti! E osservate con quanto senno, con quale calma sono capace di raccontarvi tutta la storia.
Come in principio l’idea mi venne non è possibile dirlo; ma una volta che mi entrò in testa ne fui ossessionato notte e giorno. Un motivo, non c’era. La passione non c’entrava per nulla. Gli volevo bene, al caro vecchietto. E lui non mi aveva fatto alcun male. Mai mi aveva offeso. Né io volevo il suo oro. Continua a leggere “EDGAR ALLAN POE Il cuore rivelatore”
ANTONELLO VENDITTI Bomba o non bomba
Da «Sotto il segno dei pesci» (1978)
Partirono in due ed erano abbastanza
Un pianoforte, una chitarra e molta fantasia
E fu a Bologna che scoppiò la prima bomba
Fra una festa e una piadina di periferia
E bomba o non bomba noi arriveremo a Roma, malgrado voi
A Sassomarconi incontrammo una ragazza
Che viveva sdraiata sull’orlo di una piazza
Noi le dicemmo «Vieni, dolce sarà la strada»
Lei sfogliò il fiore e poi ci disse «No»
Ma bomba o non bomba noi arriveremo a Roma, malgrado voi Continua a leggere “ANTONELLO VENDITTI Bomba o non bomba”
Preside
Vi ricordate Lina Azzo, quella che quando era deputata ha passato il concorso da preside, che poi ha fatto la ministra, che appena è iniziata la pandemia ha mandato tutti in dad e dopo ha detto che in quel periodo piangeva tutti i giorni pensando a quei poveri studenti costretti a seguire le lezioni a distanza, che nel frattempo si è fatta consigliare dal signor Bianchi, che sarebbe diventato il futuro ministro, a comprare un banco monoposto per ogni studente per rispettare il distanziamento, che dopo i banchi monoposto sono stati ammucchiati tutti nei cortili delle scuole e non sono nemmeno buoni a accendere il fuoco perché sono sintetici, che comunque alla fine è scesa dal carro di Conte per avere il terzo mandato? Ecco, ora andrà a fare la preside.
Femmina
La femmina di rado ride, ma quando ride è vulcanica. Quando ride il maschio dovrebbe andare a nascondersi nel rifugio anti-ciclone. Nulla regge al riso vaginale, nemmeno il cemento armato. La femmina, una volta desta la sua risibilità, batte la iena e lo sciacallo e il gatto selvatico. La si sente a volte fra la folla che medita il linciaggio, per esempio. Significa che il coperchio a saltato, che tutto è possibile. Significa che caccerà da sola, e allora attento a non farti tagliare le palle! Significa che se viene la peste LEI viene per prima, e con gran tenaglie aguzze che ti strapperanno la pelle di dosso. Significa che andrà a letto non solo con Tizio, Caio e Sempronio, ma anche col Colera, la Meningite e la Lebbra; significa che si stenderà sull’altare come una cavalla in foia e prenderà tutti, compreso lo Spirito Santo. Significa che quanto il povero maschio, con la sua astuzia logaritmica, ha impiegato cinquemila, diecimila, ventimila anni a costruire, lei lo distrugge in una notte sola. Lo distrugge e ci piscia sopra, nessuno la ferma quando ha attaccato a ridere.
Henry Miller, Tropico del Capricorno