Videodrome

Le elezioni politiche di primavera propongono tre possibili scenari. Vince il centrodestra, Per prima cosa si dimenticano di avere votato contro la Buona Scuola. Acqua passata. Poi ci becchiamo un clone della Mariastella Gelmini o della Valentina Aprea che trova la strada spianata per completare la 107 con chiamata diretta globale, school bonus per tutti, privatizzazione di tutto il sistema scolastico, consiglio di amministrazione e licenziamento di chiunque remi contro. Vince il centrosinistra. Per prima cosa inserisce tutte le norme della 107 in un bel contratto la cui parte economica ci concede, dopo 10 anni di vacanza, 21,75 euro netti a testa. E intanto continua a sfracellarci con il suo mix «di arroganza e di stucchevole bontà» (Gaber): la buona scuola, le scuole belle, le scuole sicure, le scuole allegre, le scuole colorate, i ministri folkloristici, i piani digitali. Mentre finanzia la scuola privata, distribuisce i premi della tombola e McDonald’s e biblioteche lucrano sul volontariato involontario di migliaia di studenti.

Oppure vincono le larghe intese. Sembra un film di Cronenberg

Le chiacchiere stanno a zero (virgola)

Bersani dice che se Renzi vuole parlare con i fuorusciti del PD deve andare da loro con delle proposte concrete. Riconoscere gli errori fatti. Aperte virgolette: «Non posso andare a dire agli insegnanti che il buono (sic) scuola è andato bene». Dice che lui non è Bersani ma rappresenta un pezzo del nostro popolo. Le proposte concrete deve farle Renzi, colui che fa e disfa.

Poi c’è il link a un altro articolo. Dice che il tempo pieno metterebbe d’accordo il PD ma Renzi non abiura l’algoritmo e la mobilità. Non dice nient’altro. La campagna elettorale si annuncia spettacolare.

Le chiacchiere stanno a zero

Le elezioni si avvicinano. I contatti si intensificano. Il capogruppo di MDP alla Camera, Francesco Laforgia, vuole discontinuità con le «politiche» del PD, Jobs Act e Buona Scuola: «Dobbiamo portare al voto milioni di persone che sono rimaste a casa in questi anni e dobbiamo farlo parlando innanzitutto al paese», Prima i contenuti, e poi le alleanze. Non ci piove. E altri dieci punti perché ci ricorda che la Buona Scuola è stata una riforma deleteria e niente affatto di sinistra. E ha capito che gli elettori non sono d’accordo. Continua a leggere “Le chiacchiere stanno a zero”

Se tocca a noi

In attesa di conoscere (anche no) il programma elettorale del PD sul tema della scuola (come si può perfezionare una riforma epocale?), mi sono andato a rispolverare il programma del 2013. Per tracciare un bilancio su quello che è stato attuato o non attuato. Mi è bastato leggere poche righe per sentirmi posseduto dallo spirito della più grande forza riformista del paese. Di tutti i tempi.

Per prima cosa, il documento è del febbraio 2013, praticamente alla vigilia delle elezioni, si dice voltiamo pagina rispetto alla scuola di Berlusconi e di Monti. Dite che nel governo Monti c’eravamo anche noi? Un cavillo, scusate. Continua a leggere “Se tocca a noi”

Ma che schifo di prof siete (Dematerializzazione 5)

Una prof ha scritto in un gruppo: “il mio collegio ha votato a favore della sperimentazione del liceo in 4 anni”.

Ho letto bene. Un collegio, a maggioranza, ha votato per il taglio di un miliardo e mezzo all’istruzione, per un altro colpo di mannaia alla formazione. Forse sono tutti vecchietti che non vedono l’ora di andare in pensione, a cui non importa nulla se il taglio di un anno comporta l’espulsione di 35000 insegnanti. Forse vogliono vedere l’effetto che fa comprimere i programmi di 5 anni in 4. Oppure hanno capito che le competenze sono più importanti delle conoscenze, e per farsi le competenze serve molto, ma molto meno tempo, anche poco. Oppure pensano che la scuola sia una tortura che deve essere abbreviata. Oppure sono dei balordi. O si sono confusi. Oppure sono semplicemente abituati a dire sì. Forse erano distratti perché giocavano con lo smartphone.

O forse il collegio, come sede decisionale del corpo docente, si sta dematerializzando.

La scuola dell’autonomia

estratto dalla Relazione finale della SSIS, indirizzo linguistico letterario, maggio 2002

Ho scelto l’Amaldi perché è una scuola dell’estrema periferia romana, di cui si dice tutto il male possibile – basta il nome del quartiere, Torbellamonaca, a evocare immagini terrificanti anche a decine di chilometri. Ci si arriva con la macchina, sbagliando strada, attraversando incroci stretti e scoscesi tra torri immense di palazzi circondati da campi, prati e autostrade. E basso, esteso c’è anche l’Amaldi, edificio modernissimo la cui entrata informa della presenza di un cinema aperto al pubblico e da cui già si scorgono attrezzature non comuni: una pista di atletica, un ampio parcheggio. Continua a leggere “La scuola dell’autonomia”

Programmazione (Dematerializzazione 4)

La programmazione di quest’anno tiene conto dei seguenti eventi:

  • riduzione del numero di ore per materie letterarie dettato da riforma nota come Gelmini (d’ora in poi Gelmini)
  • aumento del numero di alunni per classe dettato da politica governi da Berlinguer a oggi
  • progressiva dematerializzazione delle conoscenze a favore delle competenze dettato da cambiamento della mentalità
  • diffusione armi di distrazione di massa come smartphone, tablet e altri aggeggi dettato da logiche di mercato
  • ometto l’alternanza scuola-lavoro perché insegno al biennio
  • pertanto la presente programmazione si comporrà solo di obiettivi: specifici, generici, trasversali e, se avanza tempo, trascendenti.

Continua a leggere “Programmazione (Dematerializzazione 4)”

Armiamoci e partite

Estrapolazioni da un’assemblea sindacale nell’era della Buona Scuola

La scuola è balcanizzata
La 107 ha dato una pistola in mano al dirigente
L’alternanza scuola-lavoro è un cannone contro la didattica
C’è un clima incandescente in questa scuola
Mi sento nudo di fronte alle intemperie
Il sindacalista promette di tornare presto. Ci alziamo e imbracciamo i fucili

Dematerializzazione (3)

Nella più completa indifferenza si legge di soffitti che crollano sulla testa degli studenti (ma per fortuna è successo di sabato, ha fatto solo un po’ di rumore), di topi che scorrazzano indisturbati mentre i bimbi fanno lezione. In media un articolo sul Messaggero e Roma Today alla settimana, qualche volta segue la derattizzazione, quasi sempre ci sono genitori allarmati che protestano davanti al Municipio, polemiche sulle risorse economiche che mancano e così il baraccone continua a tenersi in piedi.

Abbiamo imparato dai terremotati questa raffinata forma di dematerializzazione dell’intervento pubblico. Consoliamoci: alcuni sono solo innocui topolini di campagna. Pensa se fossero stati serpenti a sonagli.

Dematerializzazione (2)

Venerdì gli studenti medi, in tutta Italia, hanno manifestato contro la #buonascuola, in particolare contro il modo in cui è stata attuata l’alternanza scuola-lavoro. Gli studenti, proprio perché sono i primi destinatari della riforma, meritano delle risposte.

La Fedeli, proprio perché è la Fedeli, ha risposto che l’alternanza scuola lavoro è un’innovazione (infatti prima non c’era) e eleva la qualità della scuola. Avrebbe potuto dire che l’alternanza scuola lavoro è bella. E divertitevi. O parlare del tempo che farà questo fine settimana. O tacere.

Il Miur non si spreca più nemmeno per fare un discorso compiuto. Hanno tagliato anche l’ufficio stampa. Dematerializzazione anche questa?