Lasciateci lavorare

La notizia. Bussetti vuole dare un segnale. Scriverà una circolare sui compiti per le vacanze. Una specie di preghiera. Dice: «Vorrei sensibilizzare il corpo docente e le scuole ad un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie». I compiti per le vacanze spezzano la monotonia della propaganda ministeriale che oscilla da settimane tra crocifisso e educazione civica. L’Italia si divide tra innocentisti e colpevolisti dei compiti delle vacanze. Qualcuno evoca il pericolo dell’analfabetismo di ritorno. Continua a leggere “Lasciateci lavorare”

Lasciamoli lavorare (8)

Questa si preannuncia come la settimana del crocifisso (Il ministro annuncia che saranno montati durante le vacanze natalizie) e di Satana. La cosa, se ho capito bene, sta in questi termini: siccome si avvicina la fine del mondo Satana vuole impadronirsi del creato e delle creature e induce l’uomo (secondo il noto discorso delle tentazioni) a inquinare il pianeta. l’inquinamento provoca il riscaldamento globale (e questa è una notizia non da poco). Il riscaldamento globale porta verso la fine del mondo. E via discorrendo. Questo lo dice il capo gabinetto del ministero della famiglia. E cosa c’entra con la scuola? C’entra in modo trasversale. Tiene insieme la storia, la geografia, forse l’educazione civica, con il crocifisso in ogni aula, strumento che scaccia Satana e la tentazione degli studenti di inquinare. Lasciamoli lavorare. E intanto preghiamo.

Lasciamoli lavorare (7)

Ho capito come funziona. Una settimana si parla di crocifisso e l’altra di educazione civica. Serve a distrarsi dalle notizie preoccupanti (per esempio la regionalizzazione, che sta facendo dei passi da gigante). Questa è stata la settimana dell’educazione civica. L’educazione civica, garantisce il ministro, sarà obbligatoria dall’asilo (o all’asilo. Nido?) e materia d’esame in terza media e alla maturità. Un’ora a settimana (in più o in meno?) per contrastare il bullismo, il cyberbullismo, la diseducazione stradale, l’alcool e la droga. E la Costituzione? Non si fa politica a scuola. E i finanziamenti? Come diceva sua nonna – la nonna di Bussetti, il ministro – ci si scalda con la legna che si ha. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (7)”

Lasciamoli lavorare (6)

Bussetti, il ministro, è andato al congresso della Fidae (federazione di scuole cattoliche). Ha detto che va garantita la libertà di scelta tra scuola pubblica e paritaria (la solita solfa). Che l’insegnante ha una missione (roba forte). Che è impensabile fare riforme della scuola (si trova tutto il lavoro già fatto) e che la scuola non deve mettere sulla bancarella tutto quello che può offrire agli studenti per farli iscrivere. In netta controtendenza rispetto alla linea seguita dall’autonomia in avanti. Riflessione lodevole. Tra le righe: comprimere, livellare, standardizzare. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (6)”

Lasciamoli lavorare (5)

Premessa: il nuovo esame di Stato è regolato dal decreto 62 del 2017, nel quadro delle deleghe alla 107. Quindi è stato il PD. Il governo del cambiamento si è solo limitato a passarlo. Probabilmente il ministro non l’ha nemmeno letto. Qualcuno ha scritto cosa doveva dire.

Una novità importante è che il nuovo esame, finalmente, sarà aderente ai programmi scolastici: «Prosegue il lavoro di accompagnamento verso il nuovo Esame – ha detto il ministro Marco Bussetti -. Il Miur, anche alla luce delle nuove regole, lavorerà affinché le tracce siano davvero corrispondenti con quanto fatto dai ragazzi durante il percorso di studi Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (5)”

Lasciamoli lavorare (4)

In questa settimana si è capito che i 14 euro saranno 8 e arriveranno ad aprile. All’anno fanno 72 euro più 6 di tredicesima. Non c’è pericolo che scatti l’aliquota. Per il resto non si muove una foglia. Ho fatto una ricerca su abolizione ambiti territoriali. Dice che è stato presentato un disegno di legge. Nulla di più. La proposta di eliminare le materie non sembra avere avuto seguito. Qualcosa si dice (in giro) sulla mobilità. Pende come una spada di Pericle (la definizione non è mia) l’ipotesi della regionalizzazione. Dice che i 5s sono contrari. Ma, dubbio, se votano senza battere ciglio il dl razzismo di Salvini, si opporranno alle norme sui trasferimenti dei docenti? Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (4)”

Lasciamoli lavorare (3)

L’aumento per i docenti proposto dal governo “lasciamoli lavorare” ammonta a 14 euro (tredicesima di 28 euro, ndr). Come da programma: si fa il fuoco con la legna che si ha. Macari dobbiamo ringraziare che non ci sia una diminuzione (l’annata è stata magra).

Per insegnare non servirà più una formazione. Via tutto questo apparato, SSIS, TFA, PAS, FIT. Sono solo acronimi. Si impara a imparare e si impara a insegnare. Ma non si insegna a insegnare.

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Rassegna stampa

La polizia è entrata nell’istituto alle 7 di domenica. Ha trovato 71 studenti, di cui 23 maggiorenni e 48 minorenni (quanti maschi? quante femmine?). Gli agenti erano «un numero cospicuo» (60 secondo il collettivo, il conto della questura non è pervenuto). Hanno bussato. Prima con gentilezza, poi più insistentemente. Poi, forse, con un piede di porco. I ribelli hanno aperto e a quel punto è successa una cosa aberrante. Quelli del collettivo dicono: «Alcuni studenti sono stati svegliati a strattoni, accompagnati in bagno e studentesse impossibilitate a cambiarsi data la loro insistente presenza». Sono stati trovati alcol (bottiglie di birra e qualche superalcolico), stereo, sacchi a pelo, coperte, persino una postazione da djset. Nessun libro.  Continua a leggere “Rassegna stampa”

Lasciamoli lavorare (2)

Riassumo lo stato dell’arte per quanto riguarda la legge di bilancio. La fonte è Il Sole 24 ore. Siccome qualcuno, a proposito dei terreni agricoli per le famiglie numerose ha scritto «Basta un giornalone a tiratura nazionale scriva che gli asini volano e tutti a guardare in sù» (sic, sù), ho voluto consultare il giornalone almeno di prima mano. Primo: per il reddito di cittadinanza e l’abolizione della Fornero sono pronti dei decreti, ma non sono nella legge di bilancio (non c’era più spazio, il testo consta di 115 articoli). Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (2)”

Come diceva mia nonna: ci si scalda con la legna che si ha

Marco Bussetti, il ministro, ha proclamato che il governo (del cambiamento) non ha intenzione di spendere un soldo in più nella scuola: «Come diceva mia nonna – spiega – ci si scalda con la legna che si ha». Se la scuola, insegnava una ministra altrettanto saggia, può sopravvivere al taglio di 8 miliardi, vuol dire che potrà diventare più efficiente senza finanziamenti. La scuola è virtuosa. Per esempio, quello che prima si faceva a pagamento, ora lo si fa anche gratis (o per due spiccioli) per dedizione al proprio lavoro. Il taglio di materie ha aumentato l’ignoranza (ma di poco), ma ha migliorato l’efficacia, la scuola funziona meglio, più leggera, più snella, è diminuito l’insuccesso scolastico. E poi ci sono le scuole private che possono tamponare laddove ci sono carenze della scuola pubblica. Facciamo l’ipotesi, diceva Calamandrei, che ci sia un partito al potere che dice di voler rispettare la Costituzione. Ma vuole istituire una larvata dittatura. Impadronirsi delle scuole di Stato. Cosa fa? «comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private».