GABRIELE RIZZA Dalla socialità dei banchi alla solitudine del computer: la didattica a distanza è un mostro

[La Critica, 2 maggio 2020]

La diffusione del Coronavirus ha ricordato l’importanza vitale di due istituzioni: la sanità e la scuola. Se la sanità cura le persone, la scuola coltiva la conoscenza, l’educazione e la formazione di ragazzi e bambini. Negli ultimi anni la discussione pubblica e politica sul ruolo della scuola era caduta così in basso da rendere questione cruciale l’utilizzo o meno dei tablet a supporto della didattica e come educazione ai dispositivi elettronici. Dimenticando che, prima di chinare la testa sui libri o su uno schermo, si apprende e si cresce guardando negli occhi il proprio insegnante e i propri compagni di classe.

Il virus ha imposto la chiusura delle scuole ma non dell’insegnamento, abbracciando in massa per la prima volta la didattica a distanza. Stravolgendo così la vita degli insegnanti e degli studenti. Dalle parti del MIUR e dei salotti buoni qualcuno ne ha addirittura elogiato l’efficacia e l’opportunità offerta. Continua a leggere “GABRIELE RIZZA Dalla socialità dei banchi alla solitudine del computer: la didattica a distanza è un mostro”

FRANCO LORENZONI I fantasmi dell’educazione a distanza

[«Internazionale», 30 aprile 2020]

Molti narrano di ciò che accade ai loro figli, ma non abbiamo dati certi sul numero dei fantasmi che si stanno perdendo nelle loro case in solitudini sofferenti. Eppure questo è un tempo di grandi inciampi e apprendimenti interessanti, per molti. Per spendere al meglio gli 85 milioni messi a disposizione dal governo per fornire tablet agli studenti che non li hanno, molte e molti insegnanti hanno dovuto affinare la loro attenzione sociologica e svolgere inediti compiti di assistenza sociale, aiutati spesso da gruppi di genitori rivelatisi solidali e da operatori del terzo settore, poco considerati spesso nelle scuole, che si sono rivelati preziosi alleati per la maggiore conoscenza che hanno sovente del territorio. Continua a leggere “FRANCO LORENZONI I fantasmi dell’educazione a distanza”

UN GRUPPO DI INSEGNANTI DI BOLOGNA Senza perdere la testa

[Comune-Info, 6 maggio 2020]

Noi docenti dell’Istituto Comprensivo 8 di Bologna abbiamo iniziato subito a riflettere e confrontarci su questo periodo e sulla scuola che verrà, molto prima che tutto arrivasse alla ribalta sui giornali e sui social.

Noi insegnanti abbiamo vissuto quelle prime convulse settimane e sappiamo bene cosa è stato il “fai da te”: docenti al lavoro senza orario per attivare spazi digitali sicuri, docenti attivi su drive, registro elettronico e anche telefono personale per preparare materiale, riceverlo dagli alunni e tenere contatti.

Ricordiamolo: la situazione era imprevista ed eccezionale.

Non si può negare la mancanza di direttive e di un contesto legislativo chiaro, di preparazione e di strumenti, non c’è stato il tempo per una discussione pedagogica negli organi collegiali, non ce lo ha lasciato l’emergenza. Continua a leggere “UN GRUPPO DI INSEGNANTI DI BOLOGNA Senza perdere la testa”

PIETRO DE ANGELIS Breve manifesto contro la DaD

[post su facebook, 20 maggio 2020]

1) La Dad non è una forma di didattica perché impedisce la relazione fisica ed emotiva tra il docente e il discente.

2) La Dad non è una forma di didattica perché impedisce la convivenza all’interno di uno stesso spazio condiviso, l’apprendimento delle regole del vivere civile e lo sviluppo di un senso di appartenenza e comunità.

3) La Dad non è una forma di didattica perché impedisce la possibilità di plasmare il tempo dell’apprendimento sulle esigenze e le richieste della classe (da cui è impossibile avere alcun feedback reale). Continua a leggere “PIETRO DE ANGELIS Breve manifesto contro la DaD”

PAOLA NICOLINI Fare scuola fuori dalla scuola

[Comune-Info, 6 maggio 2020]

Dopo essersi sgolati in tutti i modi possibili, tra esperti di varia natura e provenienza, da pediatri a psicologi, da educatori a pedagogisti, da neurologi a psichiatri per dire che il ricorso a strumenti tecnologici come tablet e smartphone va fatto con molta cautela, solo per pochissimo tempo, solo in rarissimi casi, solo se accompagnati da un adulto, solo dopo una certa età e comunque non prima dei cinque-sei anni ma qualcuno in più non sarebbe male, ecco che ci siamo trovati in emergenza a spazzare via tutte le raccomandazioni e a “fare scuola” online, con dosaggi di utilizzo proprio di quei dispositivi che basterebbe per il resto della vita di un bambino o di una bambina.

Ci siamo detti che è stata una didattica di emergenza, ha svolto un ruolo di surrogato in mancanza di altre possibilità di risposta in tempi brevi. Ce ne siamo dovuti in gran parte fare una ragione, di necessità si fa virtù, ben si sa. Continua a leggere “PAOLA NICOLINI Fare scuola fuori dalla scuola”

SARA DI CARLO Ceci n’est pas une école

[Le parole e le cose, 3 maggio 2020]

È il lontano 1951 quando Isaac Asimov scrive il racconto breve The fun they had in cui immagina la scoperta, a opera di un ragazzino di nome Tommy, di un vecchio libro sul quale viene descritto il sistema scolastico del XX secolo. Tutto si srotola attraverso la sorpresa che Tommy e la sua amica Margie provano nel rendersi conto che nel passato l’istruzione non era affidata a un insegnante elettronico ma a esseri in carne e ossa, che esistevano luoghi comunitari chiamate scuole in cui ci si incontrava e si imparavano cose. E così, a chiosa del racconto, Margie pensa a quanto i bambini potessero aver amato la scuola e chiude: “Chissà come si divertivano!”.

Non è stato necessario arrivare al 2157 – anno in cui Asimov colloca la propria storia –, poiché dall’oggi al domani ci siamo trovati sprofondati nella distopia di quell’ipotesi narrativa. Continua a leggere “SARA DI CARLO Ceci n’est pas une école”

MAURO PIRAS Di bocciature, voti e altre amenità

[Le parole e le cose, 13 aprile 2020]

Lo dico subito: questo è uno sfogo. Una reazione irritata a una serie di cose che abbiamo dovuto sentire in giro sulla scuola in queste settimane, nel pieno dell’emergenza. Una reazione ai luoghi comuni, alla pigrizia intellettuale, ai riflessi condizionati, o forse a una visione reazionaria della scuola talmente radicata nella cultura dell’italiano medio (del giornalista medio, del politico medio, dell’opinionista medio) che neanche ce ne rendiamo più conto. “È un 6 politico!”, “Se li promuoviamo tutti non c’è più serietà!”, “Così si deresponsabilizzano gli studenti!”, “Il lavoro dei docenti non ha più nessuna dignità!”, “Non ha più senso mettere i voti!”. Ecc. Tutto più o meno riassumibile nel sommo principio: “Signora mia, non c’è più la scuola di una volta!”. Continua a leggere “MAURO PIRAS Di bocciature, voti e altre amenità”

RETE BESSA Decalogo con lode sulla didattica a distanza

[Rete Bessa, 23 marzo 2020]

L’emergenza CoronaVirus non ha risparmiato il mondo della scuola. In particolare, è emerso il tema della didattica a distanza che il Ministero e il dibattito mainstream hanno dipinto come soluzione alle difficoltà di questo momento.
Se è evidente che la tecnologia consente di mantenere un contatto con gli studenti quanto mai necessario, l’accelerazione acritica del dibattito e dei provvedimenti di questi giorni è preoccupante. Sappiamo bene che durante qualunque emergenza vengono spesso adottate misure e innovazioni che sono poi destinate a rimanere nella quotidianità lavorativa e sociale, senza che ci sia stato nemmeno il tempo di vagliare le diverse opzioni in campo, né di discutere i provvedimenti. Continua a leggere “RETE BESSA Decalogo con lode sulla didattica a distanza”

DAVIDE TEDESCHI – RICCARDO BESCHI Didattica a distanza: contraddizioni di un modello classista

[L’ordine nuovo, 10 aprile 2020]

Dal 5 marzo in tutta Italia è stata sospesa l’attività didattica in presenza per far fronte all’emergenza Covid-19. La disposizione, attiva inizialmente fino a domenica 15/03/20, è stata poi prolungata, e ad oggi, non si hanno notizie circa un eventuale prolungamento fino alla fine dell’anno scolastico, che sembra inevitabile date le sempre più restrittive misure di distanziamento sociale che si stanno attuando nell’ultimo periodo. Ci preme tuttavia sottolineare che alcuni settori produttivi non essenziali, come i settori della difesa, dell’aerospazio o della telecomunicazione pubblicitaria, siano tuttora attivi in barba ad ogni diritto alla salute dei lavoratori coinvolti. Continua a leggere “DAVIDE TEDESCHI – RICCARDO BESCHI Didattica a distanza: contraddizioni di un modello classista”

ALBERTO GIOVANNI BIUSO La scuola dell’ignoranza (su «La scuola dell’ignoranza» a cura di Sergio Colella e altri)

[Roars, 12 febbraio 2020]

L’articolo 33 è stato dissolto attraverso la strutturazione di un impianto ideologico e pratico pesantemente autoritario, nel quale il talento e la responsabilità culturale di ogni singolo docente vengono sostituiti da una serie di metodologie imposte dall’alto e verticisticamente calate nella pratica didattica quotidiana. Lo strumento formalmente tecnico ma sostanzialmente ideologico per conseguire tale risultato è la cosiddetta valutazione. Leggere i documenti internazionali e le loro implementazioni italiane significa osservare quasi in vitro che cosa significhi il disprezzo verso l’argomentazione scientifica da parte degli apparati preposti al controllo e alla formazione di un cittadino passivo.

Agnotologia

L’agnotologia è un ambito di studi fondato dallo storico della scienza Robert Proctor per analizzare «i sistemi di produzione dell’ignoranza»1. Continua a leggere “ALBERTO GIOVANNI BIUSO La scuola dell’ignoranza (su «La scuola dell’ignoranza» a cura di Sergio Colella e altri)”