EMANUELA BANDINI La scuola ai tempi del Covid-19

[La letteratura e noi, 7 aprile 2020]

Ammettiamolo, siamo tutti in crisi.

È in crisi chi, come se nulla fosse cambiato, si domanda come poter garantire la “validità” di interrogazioni e verifiche svolte attraverso lo schermo (“e se copiano?”, “e se in casa qualcuno suggerisce?”, “ah, io voglio che inquadrino la scrivania, per controllare che non abbiano libri e appunti!”); ma è in crisi soprattutto chi si domanda quale sia il senso della valutazione, di qualunque tipo di valutazione, nelle attuali condizioni (didattiche, certamente, ma soprattutto sociali, sanitarie, psicologiche, economiche di molte famiglie).

In mezzo al fiorire dei dubbi è stata emanata la Nota ministeriale del 17 marzo, che da più parti è stata letta come una spinta alla valutazione, definita come un «dovere» e una «competenza propria del profilo professionale» per il docente e «un diritto» per lo studente. Continua a leggere “EMANUELA BANDINI La scuola ai tempi del Covid-19”

GIUSEPPE CALICETI Ma la scuola non può vendersi ai giganti del web

[Striscia rossa, 5 maggio 2020]

Per la scuola a distanza, il ministero dell’istruzione ha dato indicazioni agli istituti attraverso circolare protocollata sulle piattaforme da usare. Quali? Colossi statunitensi della tecnologia: Google Suite, Office 365, WeSchool, Amazon. Perché? Per avere garanzie di affidabilità, probabilmente. Ma anche perché esse si sono offerte, almeno per ora, gratuitamente.
Non è una cosa da poco: una istituzione pubblica come la scuola ha utilizzato aziende private senza far certo troppe gare di appalto; multinazionali che, come è dichiarato nei loro statuti, hanno come principale obiettivo non certo la formazione, ma la raccolta di dati e comportamenti da rivendere o da usare per individuare gusti e orientamenti. E come fine ultimo quello di manipolarli in nome dell’aumento del proprio fatturato. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Ma la scuola non può vendersi ai giganti del web”

LUCIA TOZZI La scuola non è sacrificabile

[Monitor, 14 aprile 2020]

La scuola è stata la prima a chiudere per il Covid-19. Nelle prime regioni colpite il provvedimento è arrivato in due giorni. Bar, ristoranti, luoghi culturali, eventi, negozi, uffici, località turistiche hanno avuto più di due settimane di tregua, dalle conseguenze tragiche, alimentata da enfatici appelli alla resistenza in nome della produttività e del consumo e alla sdrammatizzazione del rischio. Fabbriche e cantieri sono andati avanti ancora più a lungo, e molte aziende (fino al cinquanta per cento) non hanno mai chiuso, comprese quelle di armi, nonostante il pesantissimo regime di clausura e distanziamento fisico imposto alla popolazione.

La prospettiva è incerta, perché i dati e le informazioni che dovrebbero dimostrare l’efficacia o meno di determinate politiche in diversi paesi sono inaffidabili, sospetti. Continua a leggere “LUCIA TOZZI La scuola non è sacrificabile”

LUIGI BALLERINI Il «fattore umano» della scuola

[la Repubblica@scuola, 14 aprile 2020]

Chissà come si divertivano. Titola così un racconto di Isaac Asimov ambientato nel 2157. L’autore immagina un dialogo fra l’undicenne, Margie, e suo fratello Tommy, tredicenne, a casa, mentre aspettano di iniziare le lezioni. Il ragazzo sta sfogliando un libro cartaceo che desta la curiosità della sorella per il fatto di avere parole statiche, così diverso dal loro telelibro che invece contiene migliaia di testi. Tommy è venuto anche a sapere che il loro bisnonno non aveva un robot-maestro a casa, ma che a quell’epoca tutti i ragazzi si radunavano in un posto chiamato scuola. Un posto scomodo che si perdeva tempo per raggiungere e per giunta abitato da imperfetti insegnanti umani che ne sapevano molto meno degli attuali maestri meccanici. La sorellina, nella chiosa del racconto, mentre in sala è alle prese con il robot di matematica è sorpresa da un pensiero: “L’insegnante meccanico faceva lampeggiare sullo schermo: – Quando addizioniamo le frazioni 1/2 + 1/4… Margie stava pensando ai bambini di quei tempi, e a come dovevano amare la scuola. Chissà, stava pensando, come si divertivano!”. Continua a leggere “LUIGI BALLERINI Il «fattore umano» della scuola”

CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica a distanza ed equivoci digitali

[MicroMega, 28 aprile 2020]

Oltrepassato il varco temporale e psicologico del primo mese dall’interruzione della didattica in presenza, si predispongono le condizioni per una conclusione inedita dell’anno scolastico, e non si intravede certezza alcuna per il rientro autunnale. E fino alla fine di agosto, sarà improbabile avere notizie fondate. La scuola italiana continua nella modalità a distanza, con uno sforzo non omogeneo nel garantire l’effettiva e non formale validità dell’anno scolastico. Il 26 marzo il Ministero dell’Istruzione si è attivato con un finanziamento di 85 milioni per consentire alle scuole di dotarsi di piattaforme per la didattica a distanza, per formare il personale scolastico e rendere disponibili computer e tablet, da destinare a tutti quegli studenti che, come emerso dal monitoraggio effettuato dalle scuole, ne risultavano sprovvisti. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica a distanza ed equivoci digitali”

ALBERTO BACCINI – ROSSELLA LATEMPA Come resuscitare i test INVALSI

[Roars, 28 aprile 2020]

Si moltiplicano interventi e commenti sulla scuola, proprio ora che la scuola non c’è. C’è chi si chiede con candore–dopo aver per anni scritto editoriali sulla scuola –  “come diavolo riescono – gli insegnanti -a tenere tanti bambini occupati e attenti”[1],  chi scrive una lettera di protesta domandando al ministero “di attivarsi concretamente per la sua riapertura in sicurezza”; ci sono le tante voci di insegnanti e maestri, che raccontano le loro esperienze a distanza (quiquiqui).

Ma oltre alle testimonianze o ai commenti, c’è una sorta di rumore di fondo che non cessa. È il rumore del lavorio incessante di chi fa leva sulle nuove e temporanee prassi scolastiche per riorganizzare in maniera strutturale la scuola che verrà.

È recente la proposta di alcuni dirigenti scolastici, tra i più indaffarati  e “social”, che hanno stilato un documento operativo per il rientro a settembre, per i diversi ordini di scuola. Continua a leggere “ALBERTO BACCINI – ROSSELLA LATEMPA Come resuscitare i test INVALSI”

RAFFAELE IOSA Allons enfants. Bon retour à l’école

[post su facebook, 11 maggio 2020]

Con determinazione coraggiosa e con pratiche di «accomodamento ragionevole» la scuola francese restituisce oggi 11 maggio gradualmente la scuola ai suoi bambini e ragazzi, con 300.000 alunni delle materne ed elementari, prevedendo in tre settimane il rientro successivo dei collegès e dei licèes. Esprimo simpatia ed ammirazione per questa scelta. La seguiremo in Italia nella sua evoluzione e negli esiti come una buona pratica civica e pedagogica.

Così, in poche parole, nello stile (se si vuole) retorico francese questa volta meritevole di lettura, il ministro dell’Istruzione Blanquet spiega, il 4 maggio scorso, le ragioni della riapertura delle scuole. Sarà retorico, ma preciso e forte.

“….La Scuola della Repubblica è il bene comune della Nazione e di tutti i suoi figli. Il confinamento imposto dalle circostanze di salute rivela più che mai l’importanza del legame concreto tra lo studente e l’insegnante. Continua a leggere “RAFFAELE IOSA Allons enfants. Bon retour à l’école”

FRANCESCO MASALA Frammenti di un discorso scolastico

[La bottega del Barbieri, 5 maggio 2020]

1 – Le parole della Ministro della Scuola confondono gli studenti (e non solo) 

“Voglio rassicurare i genitori e i ragazzi: il rischio che gli studenti possano perdere l’anno scolastico non c’è”, scrive su facebook la ministra della scuola Azzolina a fine febbraio (qui)

“anche se tutti saranno promossi, ci saranno anche le insufficienze, i 5 e i 4”, dice in un’intervista la ministra della scuola Azzolina a metà aprile (qui)

“per tutti è garantito il passaggio alla classe successiva, ma poi a settembre per chi ha conseguito valutazioni non sufficienti la strada sarà impervia”. dice la ministra della scuola Lucia Azzolina a fine aprile, rivolgendosi agli studenti durante una diretta in un sito internet (qui)

La ministra ha creato i promossi ope Covid-19 Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Frammenti di un discorso scolastico”

ALBERTO ASOR ROSA Elogio della classe

[«la Repubblica», 8 maggio 2020]

Ho insegnato in tutti gli ordini di scuola, dalla media (cosiddetta unica) all’Università. E, naturalmente, per arrivare a sedermi dalla parte dell’insegnante, ho fatto l’intero percorso sul versante opposto, in questo caso dalle elementari alle medie al ginnasio (una volta) al Liceo all’Università. Frutto conoscitivo ed esistenziale (per me) del doppio transito: io non credo che esista strumento pedagogico più straordinario, sia dalla parte dello studente sia dalla parte dell’insegnante, della classe. La “classe”! L’insegnamento è un gettito di notizie, informazioni, suggerimenti, suggestioni, indicazioni, comportamenti, esempi (sì, anche di esempi), che scende (almeno parzialmente) dall’alto sullo studioso-studente, che cerca di recepirne la maggior parte possibile e, se ne è in grado (e sempre più nel corso degli anni dovrebbe esserlo), la fa propria, l’assume e la rielabora, fino a realizzare un punto di vista proprio sempre più maturo e autonomo. Continua a leggere “ALBERTO ASOR ROSA Elogio della classe”

PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI Se sulla scuola a distanza un’insegnante…

[La scuola e noi, 4 maggio 2020]

Stai per leggere l’ennesimo post o articolo sulla scuola a distanza al tempo del coronavirus. Oppure stai per guardare un’intervista, un tutorial o un podcast che illustrano i 10 modi migliori per fare lezione con la DaD. È uno strano momento storico questo, nel quale la concatenazione tra un virus aggressivo, le politiche di lockdown, il distanziamento sociale e la paura diffusa che tutto ciò ha provocato sembrano aver messo in crisi le società contemporanee globalizzate. Sono in molti ad interpretare questo momento come una frattura storicamente significativa. Nelle analisi ritorna spesso la frase: ‘niente sarà più come prima’. Ci dicono: ‘al lockdown seguirà una crisi economica da cui sarà difficile riprendersi’ o ‘sul piano politico, ci aspetta una fase nella quale crescerà il grado di controllo che i governi eserciteranno sulla sfera individuale’. Continua a leggere “PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI Se sulla scuola a distanza un’insegnante…”