Portami via da qui

Quella che state per leggere è la trascrizione di un brano di un collegio docenti telematico in un momento di forte perturbazione audio. Mi scuso se non ho potuto eliminare del tutto le interferenze.

Audiooooo AIUTO è partita la mitraglia non si sente niente c’è un rumore di sottofondo è terribile chiudete i microfoni Concettaaaaa si sente malissimo cosa succede? ogni parola ha un’eco infinito infinito infinito infinito infinito infinito pura fantascienza psichedelica! non si sente nulla la gente è strana non si capisce niente AIUTOOO IL TERREMOTOOO è assordante non si sente nulla voglio annegare in questo mare mare mare mare mare non sento la tua voce solo un rumore infernale mentre ti vengo a cercare io sento un rumore atroce ci sono i lavori della metro c non si sente nulla chiedo scusa io vedo solo l’immagine di un uomo con il cappuccio Continua a leggere “Portami via da qui”

Videodrome

Diario DaDa, 28 aprile-6 maggio 2020

28 aprile
Il governo ha un piano per riaprire a settembre. Abbattere le pareti per muoversi più liberamente all’interno degli edifici scolastici. Disporre i banchi in cerchio anziché a file. Dimezzare le classi ma senza raddoppiare i prof (leggo su Repubblica che l’orario dei docenti può salire dalle attuali 18 ore a un massimo di 24. La notizia, se è una notizia, è passata quasi inosservata). I potenziatori possono tornare utili. Occupare teatri e musei in disuso. Alcune materie possono essere svolte in luoghi aperti anziché nelle aule. La geografia si farà sul posto, l’arte nelle piazze, le scienze nei giardini.

Intanto, ho guardato la posta. Lina Azzo ci ha scritto una lettera. Inizia con «Carissimi» e finisce con «migliore». Ottimismo. Continua a leggere “Videodrome”

MARIKA MARIANELLO La didattica a distanza (Le gioie dell’insegnamento centocinquesima)

[Cattive maestre, 4 aprile 2020]

E così, dopo un lungo periodo di webinar  e d’autoformazione imposta, forzata e intensa sulle piattaforme più all’avanguardia e alla ricerca di materiali didattici stimolanti e fruibili, e dopo una cascata di circolari, e-mail, messaggi, fake news, meme, catene de Sant’Antonio e santini di Padre Pio e inviti a pregare insieme a Papa Francesco e consigli di classe informali e ufficiosi su Whatsapp, tra risposte stizzite e celebrazioni dell’ego varie, in una sorta di competizione sfigata a chi è più tecnologic@, più efficiente e più martire, viene attivata (finalmente?) la fatidica piattaforma d’istituto per le videolezioni:

Prof mi sente? Prof mi vede? Prof la vedo a scatti. Prof la sento metallica. Prof è robotica. Prof vedo tutto nero/bianco/grigio/viola. Prof non mi funziona il Wi Fi. Prof sto per finire i Giga. Prof sto senza batteria. Continua a leggere “MARIKA MARIANELLO La didattica a distanza (Le gioie dell’insegnamento centocinquesima)”

Da Da De Do Do Do De Da Da Da

Diario DaDa, 14-25 aprile 2020

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le città invisibili

14 aprile
Riassunto della puntata precedente (Il possibile l’abbiamo fatto ecc.): mercoledì 4 marzo sono uscito da scuola alle 2. Il pomeriggio, sul tardi, dopo l’annuncio della chiusura delle scuole, ho incontrato la Marescotti (nome di fantasia) che chiudeva la cartolibreria nella piazza. Continua a leggere “Da Da De Do Do Do De Da Da Da”

FLAVIO MARACCHIA Lettera alla scuola

[Gli opliti di Aristotele, 4 aprile 2020]

Mi arriva dalla scuola la comunicazione di dover presentare la programmazione entro la data stabilita. Per programmazione in una scuola elementare si intende la pianificazione del lavoro che il maestro ha intenzione di svolgere nella sua classe. La mia è sempre stata una programmazione a posteriori. La previsione del lavoro nel mio caso non sarebbe mai stata fedele all’originale. Oggi più che mai. Allora ho scritto e consegnato queste righe.

Il sottoscritto non presenterà ora alcuna programmazione, né qualcosa che possa anche solo avvicinarsi all’idea di una programmazione. La vita di tutti è stata stravolta, ognuno di noi vive l’incertezza del domani, la scuola italiana attraversa un momento drammatico come mai era successo nella storia della Repubblica,  eppure sembra non voler o poter rinunciare alla sua parte burocratica, quella che sempre di più l’ha trasformata in una fabbrica di acronimi e ha finito per svilire il significato delle parole fino all’inverosimile. È assurdo. Programmazione. Ma come si può parlare di programmazione in giorni come questi? Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Lettera alla scuola”

RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD

Diario della didattica in quarantena: giorno 47

Noi docenti stiamo elaborando il lutto della perdita della scuola.
Qualcuno è rimasto alla fase 1 (negazione) e continua a far finta che questo simulacro di scuola, che stiamo recitando da due mesi, sia perfettamente sovrapponibile alla realtà precedente.
Molti sono passati alla fase 2 (patteggiamento) e vi si sono trovati così bene che lì permangono: sono quelli che ossessivamente ripetono «non c’è alternativa»; ammettono che vi sono dei problemi materiali, che pensano di risolvere con qualche tablet in comodato d’uso, un po’ di giga a prezzo scontato e soprattutto sommergendo i colleghi con videotutorial su tutto lo scibile appinformatico esistente e futuribile. Continua a leggere “RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD”

Il possibile l’abbiamo fatto, l’impossibile lo stiamo facendo, per la didattica a distanza ci stiamo attrezzando

Diario DaDa, 9 marzo-8 aprile 2020

Giro per casa, vedo dei tutorial, corro sul posto, mi informo, faccio delle cose, zummo con la classe, leggo le mail, cucino, vado a buttare la spazzatura

9 marzo
Google Chrome: non risponde.
Aule virtuali su Spaggiari: non pervenute.
Hub Scuola: Siete in tantissimi! È possibile che in questi giorni riscontriate qualche rallentamento: stiamo facendo del nostro meglio per garantirvi un sistema efficiente.
My Pearson Place: in attesa di risposta

Siccome non sapevo cosa fare ho scritto a Rossella della quarta azzurra (nomi di fantasia): a mezzogiorno comincia il compito di italiano virtuale. Risposta: come possiamo farlo?

Per tutti: mi faccio sentire nel pomeriggio.

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Un genio assoluto

[La solitudine del satiro, 20 aprile 2012]

Una collega intrattiene una conversazione con me su Facebook. Parliamo di un’altra collega. Lei ne parla male in realtà, ma io non la difendo. A un certo punto si raccomanda di non riferire all’interessata le battute precedenti su di lei, tra cui una dove dice: «sta rovinando la sezione tal dei tali insieme a quell’altro coso». Poi modera: «non è male, solo è un po’ moscia». Io trascrivo tutta la conversazione nel mio diario, chi ne ha uno in genere lo fa con tanto di nomi e cognomi. Un giorno questo diario diventa pubblico e la collega di cui si parla male lo legge. Facebook ha infranto il sottile diaframma tra verba volant e scripta manent. Continua a leggere “Un genio assoluto”

Le domande per il compito di storia

[La solitudine del satiro, 20 marzo 2012]

1) Che fine ha fatto Vercingetorige?
2) Con chi aveva fatto i buffi Cesare?
3) Dove si incontrano Cesare Crasso e Pompeo per firmare il primo triumvirato?
4) Cosa fanno dopo
5) Traduci la seguente frase: «veni vidi vici» (un punto per ogni errore)
6) Che numero è uscito ai dadi quando Cesare dice alea iacta est?
7) In che piazza di Roma rimane la curia dove Cesare è stato pugnalato?
8) Di che squadra era Cesare, della Roma o della Lazio? Continua a leggere “Le domande per il compito di storia”

Autosuggestione

[La solitudine del satiro, 25 novembre 2011]

Assemblea straordinaria in aula magna con studenti e prof circa 300 presenti più un numero imprecisato di spettatori sul balcone del secondo piano.

Come da circolare ogni volta che c’è un’assemblea si fa presente che qualora lo studente chieda di utilizzare la magna aula essa non può contenere al più di 120 studenti. E qualcuno è seduto sul parapetto con vista lungotevere.

Proteste e proposte.

Una prof va e chiede qual è il motivo alla base di un’eventuale occupazione. Non avrà alcuna risposta. Continua a leggere “Autosuggestione”