ASCANIO CELESTINI La casa del ladro

Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che «L’Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale». In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l’aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: “stai attento” Continua a leggere “ASCANIO CELESTINI La casa del ladro”

ROSARIO PAONE La cultura compostabile (su «La cultura componibile» di Lucio Russo)

Uno dei paradossi più evidenti della cultura contemporanea è l’incredibile accumularsi di «conoscenze» che non producono «conoscenza». Non è un fenomeno nuovo, Lucio Russo, uno degli intellettuali italiani più originali e «liberi» ha affrontato il tema in un libretto, per quantità di pagine, dal titolo La cultura componibile. Tanto più aumentano le conoscenze tanto più si «specializzano», nascono ambiti che sviluppano linguaggi, metodi, problemi molto raffinati. Questo, però, produce una frammentazione del sapere che non viene ricomposto attraverso la discussione tra discipline e sottodiscipline, alla fine del percorso la «conoscenza», anziché progredire, diminuisce in una «babele» epistemologica. Ogni «specialista» può rivendicare il proprio spazio di «competenza» fissando e difendendo confini disciplinari, ed è ironico, ma logico, avvenga quando si chiede all’istruzione di livello inferiore un forte contenuto interdisciplinare. Continua a leggere “ROSARIO PAONE La cultura compostabile (su «La cultura componibile» di Lucio Russo)”

Benvenuti negli anni venti

Giorgia Meloni inserita dal Times tra le venti persone che possono cambiare il mondo nel 2020, scenari che prefigurano seriamente la terza guerra mondiale, Checco Zalone che sbanca il botteghino (per tacere di Hammamet, «con un impressionante Pierfrancesco Favino»), il papa che finalmente restituisce lo schiaffo di Anagni, un prefetto che si mette in tasca 700 euro in banconote del Monopoli. Benvenuti negli anni venti.

post scriptum: ho letto da qualche parte che potrebbero convertire la carta del docente in aumenti per i docenti. 500 euro (puliti) all’anno corrispondono a 13 mensilità da quasi 40 euro (lordi).

Umanità

Più che in ogni altra epoca storica, l’umanità si trova a un bivio. Una strada porta alla disperazione e allo sconforto più assoluto. L’altra all’estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta giusta.
Woody Allen, Effetti collaterali (1980)

Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…
Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta

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PIERO BEVILACQUA La carenza di fondi non è l’unico handicap della scuola

[Il manifesto, 28 dicembre 2019]

La scuola e l’Università sono gravemente sottofinanziati e vivono in perenne affanno per mancanza di risorse. E su questo punto le destre dovrebbero tacere perché con i tagli lineari del ministro Tremonti, hanno avviato il processo di sistematico ridimensionamento della scuola pubblica e dell’Università. Posso portare la testimonianza personale ricordando che dopo la riforma Gelmini, nel Dipartimento di Storia della Facoltà di Lettere della Sapienza, non disponevamo più neppure di fogli di carta intestata. Ed eravamo costretti a fare uso massiccio di fotocopie per replicare i pochi esemplari rimasti.
Ma la grave carenza di risorse non è l’unico problema. Al ministro Fioramonti rinnoverei l’invito a rimanere che gli ha rivolto Tomaso Montanari Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA La carenza di fondi non è l’unico handicap della scuola”

Damnatio memoriae

Odiatori anonimi, ma anche con nome e cognome (e faccia), parlamentari, ministri dell’istruzione in pectore, militanti del Movimento, giornalisti (o presunti tali) hanno espresso in modo vario la loro rabbia per le dimissioni di Fioramonti, intaccando quell’aureola che l’ex ministro si è tanto pazientemente costruito.

Fioramonti non ha versato i 70000 euro. Grazie a lui il bilancio del Movimento è in passivo. Un ladro, praticamente. Un ipocrita: chiedeva soldi per l’istruzione e intanto intascava i soldi del Movimento.

E poi, siamo sinceri, dove pensava di trovarli, Fioramonti, 3 miliardi per la scuola? Continua a leggere “Damnatio memoriae”

My make-up may be flaking but my smile, still, stays on

Conte annuncia che Lucia Azzolina (m5s) sarà il nuovo ministro dell’istruzione (non dell’università). Se controllate la posta c’è un suo messaggio di auguri del 21 dicembre che dice insegnando si impara (alla faccia di tutti quelli che vogliono insegnare a insegnare) e qualcosa sul nuovo anno con il sorriso (fremeva per la sua nuova poltrona). Evitate di leggere il cv, almeno per ora, specialmente il modo con cui ha sfruttato la sua posizione di membro della Commissione parlamentare istruzione della Camera per vincere il concorso a dirigente scolastico.

LEO FERRÈ La solitudine

Io vengo da un altro mondo, da un altro quartiere, da un’altra solitudine. Oggi come oggi, mi creo delle scorciatoie. Io non sono più dei vostri. Aspetto dei mutanti. Biologicamente me la cavo con l’idea che mi sono fatto della biologia: piscio; eiaculo; piango. Innanzi tutto noi dobbiamo lavorare le nostre idee come se fossero dei manufatti. Io sono pronto a procurarvi gli stampi. Ma…

la solitudine…

Innanzi tutto le lavanderie automatiche, agli angoli delle strade, sono imperturbabili così come il rosso o il verde dei semafori. I poliziotti del detersivo vi indicheranno dove vi sarà possibile lavare ciò che voi credete sia la vostra coscienza e che non è altro che una succursale di quel fascio di nervi che vi serve da cervello. E pertanto… Continua a leggere “LEO FERRÈ La solitudine”

Due passi indietro

Noi, a differenza di Dante, abbiamo una grande simpatia per Celestino V, papa dal 29 agosto al 13 dicembre 1294 (con le date ci siamo), anche lui santo, ma che «fece per viltade il gran rifiuto», rinunciando alla dignità del ministero «al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta», senza peraltro dover versare rimborsi di sorta a chicchessia. Simpatia che finisce quando al posto di Celestino V viene nominato un renziano o un forcaiolo a 5 stelle.