MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così

[Lotta di classe, pp. 125-7]

Al papà di Ermanno ho detto cose stupende, mi venivano tutte frasi molto sagge e ogni volta che ne tiravo fuori una pensavo di essere Tiziano Terzani, lui e la moglie se ne sono andati che galleggiavano in aria. Questo papà di Ermanno era di una dolcezza infinita, però ogni volta che viene a ricevimento un padre io mi stupisco di quanto il padre non c’entri niente coi figli, in pratica sono solo le madri che trasmettono il carattere e gli atteggiamenti, insomma alla fine non vero che siamo tutti come i nostri genitori: siamo tutti come le nostre madri. La madre di Ermanno era abbastanza scettica, e si muoveva molto sulla sedia, masticava sempre la gomma mentre parlavamo Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY La nostra società ha bisogno di muratori così”

EDWARD BUNKER Un altro drink

[Da «Come una bestia feroce», pp. 83-5]

Il mio bicchiere era ormai vuoto: l’avevo scolato più velocemente di quanto avessi intenzione di fare. Il giovane barista se ne accorse e si avvicinò. Aveva capelli lunghi, il volto magro e pallido. Gli feci cenno di versarmi un altro drink. – Senti, sono fuori città da un po’. Come faccio a mettermi in contatto con Rick DeLavelle?
– Sei stato via un bel pezzo, amico. È morto tre anni fa.
– Sul serio? E com’è successo? Continua a leggere “EDWARD BUNKER Un altro drink”

Quando il dito indica la luna lo scemo guarda il dito

I ministri qualcosa devono dire, ma quando parlano spesso cadono in ridicoli autogol. Anche De Mauro, nel 2001, di fronte a circa 200000 precari da assumere (che non assunse), dice che si prevede un tale numero di pensionati in matematica nei prossimi anni che dovremo prendere gli insegnanti all’estero.

La Fedeli difficilmente potrà fare peggio della Gelmini e della Giannini, che hanno tenuto il ministero per 7 degli ultimi 9 anni. Tra l’altro come personaggio è certamente più sobrio, parla meno, bada più al sodo. E non è una con la battuta facile. Ma ogni tanto deve ricordarci che esiste. Continua a leggere “Quando il dito indica la luna lo scemo guarda il dito”

Je suis sinistra francese

La lettura di un articolo di Laurent Joffrin su Libération mi ha convinto a votare per Macron. In particolare dove dice: «Come si può predicare l’accoglienza dei migranti e allo stesso tempo esitare di schierarsi contro una candidata che propone di cacciare tutti gli immigrati regolari, di sopprimere lo ius soli e di negare l’assistenza sanitaria agli stranieri?».
Ma, pensandoci, non ricordo dove ho messo il certificato elettorale.

GIANLUCA GABRIELLI Nomina sunt substantia test

da Quando suona la campanella

Nomina sunt substantia rerum, oppure più modestamente, dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei. La massima senza dubbio vale anche per i testi scolastici. Nel 1928 il sussidiarioIl fascio della Bemporad non doveva lasciare dubbi ai docenti che l’adottavano, mentre l’egemonia cattolica degli anni cinquanta ben si intuisce nei vari Luce, Incontro alla luce,Fervore di vita, ecc. Negli anni settanta le istanze di trasformazione passano attraverso titoli come Progetto uomo e Quale realtà, e la nuova infantilizzazione e banalizzazione dell’epoca attuale viene ben esemplificata dagli impalpabili Compagni di volo, E’ tempo di volare, Sulle ali del vento, Paperlibro,… Continua a leggere “GIANLUCA GABRIELLI Nomina sunt substantia test”

SAM SAVAGE Un caso ordinario di biblio-bulimia

[Da «Firmino», Einaudi, Torino 2008, pp. 24, 82-83, 85-87]

Ora, maltrattato e frastornato dalla vita, ripenso all’infanzia sperando di trovarvi una qualche conferma del mio valore, un qualche segno che io ero destinato, almeno per un certo periodo, a essere tutt’altro che un dilettante e un buffone, e che, se ho fallito, ciò è accaduto per un’ineluttabile circostanza e non per mia inadeguatezza. Che dicano pure: “Cattiva sorte, Firmino, e non: “Era prevedibile”. Strizzo gli occhi e punto il telescopio ma, ahimè, non coglie alcun afflato divino, non rivela neppure una scintilla di genio, ma solo un disordine alimentare. Continua a leggere “SAM SAVAGE Un caso ordinario di biblio-bulimia”

ELENA DUSI Carlo Rubbia. L’errore nucleare. Il futuro è nel sole

[repubblica.it, 30 novembre 2009]

Parla il Nobel per la Fisica: “Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati”. La strada da percorrere? “Quella del solare termodinamico. Spagna, Germania e Usa l’hanno capito. E noi…”

ROMA – Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell’energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. “In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa.
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MAURIZIO RICCI Nucleare. Se dentro l’energia si nasconde un demone

[«la Repubblica», 29 luglio 2008]

È il nucleare la risposta alla crisi dell’energia? Anzitutto, bisogna capire di cosa stiamo parlando. Se il problema è il pieno della vostra macchina, lì il nucleare non può fare nulla. L’Italia potrebbe essere lastricata di centrali atomiche, ma, fino a quando non ci saranno in giro centinaia di migliala di auto elettriche, il problema del pieno resterà il problema del petrolio, che è una partita diversa e indipendente dal nucleare. Continua a leggere “MAURIZIO RICCI Nucleare. Se dentro l’energia si nasconde un demone”

ANGELO BARACCA Il nucleare civile non esiste

[«Carta», 18 aprile 2008]

Non si può dire che lo sviluppo dei programmi di energia nucleare civile nel mezzo secolo passato sia stato un successo. Quando vennero lanciati, con la campagna dell'”atomo per la pace” negli anni cinquanta, si vagheggiava la costruzione di migliala di centrali nucleari in tutto il mondo, e il direttore dell’Atomic energy commission, Lewis Strauss, prevedeva che “i nostri figli usufruiranno di energia elettrica troppo economica per venire misurata”. Continua a leggere “ANGELO BARACCA Il nucleare civile non esiste”