PIERO BEVILACQUA Scuola di bambini consumatori

[Comune-info, 4 maggio 2018]

Negli Usa è esplosa la questione dell’abolizione nelle scuole della pausa di ricreazione. La motivazione? Rendere more productive, più produttivi i bambini… Non è certo un problema solo statunitense.In tutta Europa la scuola è sempre di più al servizio delle imprese. Secondo Piero Bevilacqua “siamo di fronte a un assurdo e strisciante progetto di assoggettamento totalitario della base formativa del cittadino europeo alle ragioni dell’economia capitalistica…”

È stata Juliet Schor, sociologa al Boston College, ad accorgersi del fenomeno. Stava studiando le famiglie che negli Usa praticano il cosiddetto downshifting, vale a dire la riduzione dei consumi, la decelerazione nella vita quotidiana, l’attitudine alla sobrietà e alla semplicità dei rapporti umani. E si accorse ben presto di una stranezza: nessuna delle famiglie che aveva fatto quella scelta aveva bambini in casa. Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA Scuola di bambini consumatori”

Pecoronismo

Coloro i quali bocciano solo per il gusto di bocciare sono criminali pericolosi e sadici, ma altrettanto pericolosi sono coloro i quali (o per far carriera o per pecoronismo gerarchico o per smania di passar per novatores) promuovono tutti e pretendono che tutti siano promossi: anche per costoro dovrebbe esserci un’azione penale o il manicomio.

Oronzo Parlangèli (citato da Vanessa Roghi, La lettera sovversiva)

RENATA PULEO Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione

[Educare alla libertà, 19 dicembre 2014]

Questo intervento si articola in quattro parti, come commento ad altrettanti documenti.

Vorrei provare a svolgere, attraverso queste letture, una riflessione intorno ad una considerazione che ormai ascoltiamo quotidianamente: gli insegnanti italiani non hanno una cultura della valutazione. Lo dicono commentatori politici, economisti, funzionari del Ministero e dell’Istituto Invalsi.

Una cultura è un vasto fenomeno fondato su opinioni, la doxa, saperi ingenui, saperi e opinioni autorevoli, l’endoxa, si definisce per aspetti legati ad elaborazioni subalterne, antagoniste e discorsi dominanti, spesso, come diceva Gramsci, molto miscelati fra loro. Continua a leggere “RENATA PULEO Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione”

GIROLAMO DE MICHELE Alternanza scuola lavoro, perché il sei in condotta è un arbitrio

[il manifesto, 7 aprile 2018]

Il caso. La punizione che ha colpito lo studente di Carpi che ha criticato su facebook l’alternanza scuola-lavoro non rientra tra le sanzioni disciplinari. Sorge il sospetto che sia stato punito per dimostrare che il diritto è quella cosa per la quale ha valore di legge ciò che il principe, o il preside sceriffo, o il tutor aziendale esterno, ha piacere che sia

La notizia dello studente dell’ITI Leonardo da Vinci di Carpi, sanzionato col sei in condotta per aver espresso una propria opinione sull’attività di alternanza scuola-lavoro (che fa seguito al caso di un tutor aziendale che aveva preteso un’analoga sanzione per un’intera classe, in quel caso senza esito) è preoccupante non solo perché sembra ledere la libertà di espressione – peraltro esercitata su facebook, e non negli spazi scolastici –, ma anche perché sembra reintrodurre una modalità di giustizia-fai-da-te irrispettosa delle norme che regolano le sanzioni disciplinari. Continua a leggere “GIROLAMO DE MICHELE Alternanza scuola lavoro, perché il sei in condotta è un arbitrio”

Stelle

«Desiderare» (desiderare), «cessare di (de-) guardare le stelle (sidera)» e di conseguenza «rimanerne con il rimpianto (desiderium)».
Ivano Dionigi, Il presente non basta

Sognare le stelle denota il bisogno di tornare indietro nel tempo. Esse sono il ricordo di qualcosa che abbiamo già vissuto e di cui rimane solo lo scintillio, ma che noi percepiamo come ancora vitale, tanto da esserne incantati.
Dream. L’arte incontra i sogni

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CHRISTIAN RAIMO Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s

[Internazionale, 16 novembre 2016]

Il 18 ottobre il ministero dell’istruzione (Miur) ha presentato il progetto Campioni per l’alternanza. Si tratta di un protocollo d’intesa con sedici aziende per l’alternanza scuola-lavoro nel triennio delle superiori, ed è il modello con cui il ministero ha deciso di lavorare da qui in avanti.

Di alternanza scuola-lavoro parlavamo – e criticamente – già lo scorso febbraio, spiegando cos’era questa nuova disposizione della legge 107 (la cosiddetta Buona scuola): gli studenti dei licei devono fare obbligatoriamente almeno duecento ore di attività aggiuntiva nel corso del triennio, gli studenti dei tecnici e dei professionali devono fare almeno quattrocento ore. Continua a leggere “CHRISTIAN RAIMO Con l’alternanza scuola-lavoro l’istruzione s’inchina al modello McDonald’s”

Corruzione

Le conversazioni d’Italia sono un ginnasio dove colle offensioni delle parole e dei modi s’impara per una parte e si riceve stimolo dall’altra a far male a’ suoi simili co’ fatti. Nel che è riposto l’esizio (rovina, ndr) e l’infelicità sociale e nazionale. E questa è la somma della pravità e corruzion de’ costumi.
Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani Continua a leggere “Corruzione”

Sberle

Al muretto ho sentito due tizi che rimpiangevano il tempo in cui gli insegnanti davano sberle agli studenti. E le portavano a casa e mamma e papà gliene davano altre due a testa. Ora, premesso che io questo tempo non me lo ricordo il loro discorso di primo acchito mi è sembrato ridicolo, anacronistico e anche triste. Volevo dirgli che il modello autoritario della scuola è passato da un po’. Anche la famiglia, per dire. Ma questo non è un motivo per cui le sberle dovrebbero darle gli insegnanti. Stavo andando fuori tema. Il tema è che la scuola è sotto schiaffo. La categoria ha subito riforme di tutti i generi. Ogni riforma ha divelto qualcosa di buono che c’era. Renzi ha finito il lavoro. E noi, ogni volta, cercare di adattarci, adattare delle norme assurde, renderle meno assurde. E beccarsi gli insulti. E la faccia di Renzi che tronfio dice gli insegnanti devono tornare al centro. Ma al centro di cosa, di una piazza, di un bersaglio, di un ring?

GIOVANNI CAROSOTTI Il docente di filosofia, un intellettuale organico della Buona Scuola

[Roars, 19 aprile 2018]

Anche solo sfogliando il «documento aperto» del MIUR intitolato Filosofia a scuola oggi, se ne avverte la totale continuità, stilistica e contenutistica, con le proposte precedenti: l’uso strategico della coppia «conservazione\innovazione», per screditare tutti coloro non in linea con la “didattica innovativa”; il riferimento alla «Società della Conoscenza» come condizione epocale che renderebbe inevitabile la «didattica per competenze»; la necessità di riconfigurare radicalmente la professione docente, considerando in qualche modo frenanti le competenze professionali sino a ora acquisite. Il Sillabo della filosofia non intende solo applicare la didattica per competenze alla filosofia, ma giustificare attraverso quest’ultima il quadro teorico alla base dell’intero impianto della Legge 107. Una disciplina messa al servizio della legge, e dell’esecutivo che l’ha prodotta. Ciò che più irrita del testo in esame è la caricatura della figura dell’alunno di cui si dà per scontata la mancanza di curiosità se non sono in gioco attività pratico-ludiche, e la definizione del docente quale «attivatore delle potenzialità dello studente». C’è anche il portfolio filosofico dello studente, con tanto di presunte competenze filosofiche, da testimoniare in uno specifico libretto. Un documento che costituisce un lavoro intellettuale di compiacimento verso le tesi governative e che rappresenta quanto di più ostile possa esserci all’essenza stessa (libera, dialogica, pluralista, etica) della filosofia.

Il «documento aperto» del MIUR intitolato Filosofia a scuola oggi, pubblicato sul sito dell’INDIRE  inaugura un nuovo percorso verso l’attuazione effettiva della Legge 107.
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