Editoriale Domani, 15 maggio 2026
Il passaggio al libro digitale ha costi e impatti didattici. Oltre agli studi che dimostrano i vantaggi dello studio su carta, i device sono spesso anche una fonte di distrazione. Il tutto, mentre si vieta l’uso dei telefoni a scuola
Nella scuola italiana il passaggio al libro digitale è un processo in corso. Non c’è un decreto che lo imponga né tantomeno è il frutto di una scelta pedagogica condivisa, ma sempre più spesso un’imposizione indotta da una necessità contabile. Da anni collegi docenti e consigli di classe sono costretti a rispettare tetti di spesa per le adozioni, fissati però senza tenere minimamente conto dell’aumento reale dei prezzi editoriali e dell’inflazione generale. Il risultato è una tensione costante: rientrare nei limiti imposti senza impoverire l’offerta didattica.
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