Scimmia

Guardando l’uomo in divisa, chiuso e rigido dentro tanto splendore, la scimmia pensò: «In fondo, la mia condizione non è triste: mangio bene, faccio la mia ginnastica, la gente che si affolla intorno a questa gabbia mi diverte. Ma vorrei tanto avere un vestito come il suo».

Leonardo Sciascia, Favole della dittatura

VLADIMIR MAJAKOVSKIJ All’amato me stesso

Quattro. Pesanti come un colpo.
«A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio».
Ma uno come me dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?
S’io fossi piccolo come il grande oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l’alta marea,
accarezzando la luna.
Dove trovare un’amata uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!
O s’io fossi povero come un miliardario… Continua a leggere “VLADIMIR MAJAKOVSKIJ All’amato me stesso”

MOHSIN HAMID Contro le guerre

Da «Financial Times», 3 settembre 2021, tradotto da Internazionale, 1428, 24 settembre 2021

Poco più di mezzo secolo fa, nel 1970, i miei nonni portarono mia madre a Kabul per fare spese prima del suo matrimonio. Da Lahore, Kabul era raggiungibile con un breve volo o con un lungo viaggio in auto, ma era comunque molto più vicina di Karachi. Era la prima volta che mia madre usciva dal Pakistan.

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Marketing

Il ministro Bianchi dice che alla scuola manca un pochino di marketing. Ora, a parte l’espressione becera, non si può fare a meno di notare che si tratta dell’ultimo segmento del programma di aziendalizzazione della scuola pubblica. Il confezionamento. Quando lui dice che le/gli studenti non si ritrovano in una classe più piccola, implicitamente indica la strada, nascondendo una realtà imbarazzante, le classi pollaio, dietro l’immagine della scuola affettuosa, dove campeggiano la compagnia, la protezione (non per nulla ha parlato di bambini) e il calore. Già, perché, viene da sé, se le classi si riducono, sarà necessario alzare la temperatura dei termosifoni. E questo inciderà sui cambiamenti climatici. Voi siete per caso a favore del riscaldamento globale?

MODERNA CITY RAMBLERS Nostra signora dei depistati

Da «Niente di nuovo sul fronte occidentale» (2013)

A Roma in via dell’Acquasparta,
nelle cantine di un vecchio palazzo,
c’è un armadio chiuso verso il muro,
da oltre quarant’anni sempre al buio.
Tra polvere, fascicoli e altre carte,
memorie di guerra e documenti,
troverai una carta da gioco
con il sorriso indecifrabile di un’algida regina.
E allora penserai a qualche scherzo
chissà cosa significa quel numero?
Chissà chi è passato e quando è stato?
Cosa voleva dire in quel modo? Continua a leggere “MODERNA CITY RAMBLERS Nostra signora dei depistati”

Se vi chiedono dove i cani devono pisciare (cit.), votate, votate

Mancano solo 9 giorni al referendum e trovo incredibile che si parli così poco di quanto costa un referendum del genere.

Mediamente un referendum costa 300 milioni. A quanto ammontano i tagli alla scuola previsti dal decreto 36? Ah scusate ho sentito dire che le classi pollaio non si possono ridurre perché le/gli studenti in 20 dentro un’aula si sentono sole/i. Però mi raccomando andate a votare per questi referendum importantissimi, è un gesto democratico, non per niente in educazione civica glielo diciamo: votate sempre, con il naso turato, a occhi chiusi, ma votate, anche se vi chiedono dove i cani devono pisciare (cit.), votate, votate.

Pomodoro

Prendiamo, per esempio, il pomodoro. Ortaggio considerato banale, che invece – se ben osservato – rivela una forma potremmo dire «superiore» di «intelligenza strategica» nella tecnica elaborata per contrastare efficacemente la minaccia potenzialmente mortale dei bruchi che si cibano delle sue foglie. La pianta – come racconta il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso – ne tollera un certo numero, ma quando viene superata la soglia del lecito e la moltitudine di bruchi diventa dannosa minacciando la sopravvivenza dell’ospite, questo incomincia a secernere una sostanza neuro-attiva che opera sul sistema nervoso dei bruchi inducendoli a comportamenti cannibali, cioè a divorarsi l’un l’altro finché il loro numero ridiventando compatibile con la vita del pomodoro Continua a leggere “Pomodoro”

UGO FOSCOLO Alla sera

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l’immago, a me sí cara vieni,
O Sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all’universo meni,
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
Questo reo tempo, e van con lui le torme Continua a leggere “UGO FOSCOLO Alla sera”