Heidegger

Quel filosofo che tutti dicevano che era il filosofo fondamentale del Novecento, quello tedesco, come si chiama, coso lì, Heidegger.
Io Heidegger non faccio per vantarmi, non so neanche i suoi libri come si intitolano.

Paolo Nori, Sanguina ancora

CHARLES BUKOWSKI Una poesia è una città

Una poesia è una città piena di strade e tombini
piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
piena di banalità e di roba da bere,
piena di pioggia e di tuono e di periodi
di siccità, una poesia è una città in guerra,
una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
una poesia è una città che brucia,
una poesia è una città sotto le cannonate
le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
per le strade come Lady Godiva Continua a leggere “CHARLES BUKOWSKI Una poesia è una città”

RICHARD YATES «Michael… ho una cosa importante da dirti»

Da «Il vento selvaggio che passa», minimum fax, Roma 2020, pp. 45-6

«Michael?», disse, «Pensi di riuscire a sederti un momento, per favore? Mi stai mettendo un po’ ansia, E inoltre», aggiunse, posando la spazzola con cautela come se potesse rompersi, «inoltre ho una cosa importante da dirti».
Mentre si disponevano in atteggiamento da conversazione, seduti quasi di fronte in due poltrone imbottite del Copley Plaza, di primo acchito Michael pensò che lei fosse incinta – non sarebbe stata esattamente una notizia magnifica, ma nemmeno una brutta notizia o magari che avesse scoperto di non poterne avere affatto, di figli; poi tra i pensieri che gli mulinavano nella mente si affacciò la possibilità spaventosa che lei avesse una malattia incurabile.
«È una cosa che avrei voluto dirti fin dal principio», disse lei, «ma avevo paura che potesse… cambiare tutto, in un certo senso».

Continua a leggere “RICHARD YATES «Michael… ho una cosa importante da dirti»”

DONATELLA DI CESARE Un cittadino esemplare

[Jacobin Italia, 1 ottobre 2021]

I giudici che hanno condannato Mimmo Lucano stanno sfidando tutti noi e il nostro senso di giustizia. Questa condanna è una ferita che va ben oltre il legalismo meschino e attacca la solidarietà. Per questo bisogna reagire

Ci sono sentenze che, oltre a essere ingiuste, e perciò più che discutibili, sfidano apertamente la giustizia e il senso di ciò che è equo, retto, dovuto. Il verdetto dei giudici di Locri non è emesso in nome del popolo italiano, che oggi in gran parte è scioccato e profondamente indignato. Piuttosto appare la condanna ignobile decisa da uno Stato nazionale, repressivo e xenofobo, che all’insegna del sovranismo e dei confini chiusi conduce ormai da tempo una guerra non dichiarata contro i migranti.

Continua a leggere “DONATELLA DI CESARE Un cittadino esemplare”

SAMUELE BERSANI Giudizi universali

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone
togli la ragione e lasciami sognare lasciami sognare in pace

Liberi com’eravamo ieri dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori
come Mastroianni anni fa come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già

Continua a leggere “SAMUELE BERSANI Giudizi universali”

Sesso

Il sesso è una cosa che non capisco proprio. Giuro su Dio che non lo capisco.
Holden Caulfield, da J. D Salinger, Il giovane Holden

Quel che tiene assieme il mondo, come io ho appreso per amara esperienza, è il rapporto sessuale. Ma il chiavare, la cosa in sé, e la fica, la cosa in sé, paion contenere un qualche elemento non identificato assai più pericoloso della nitroglicerina.
Da Henry Miller, Tropico del Capricorno

Continua a leggere “Sesso”

DARIO BELLEZZA Roma

[a Giorgio Montefoschi]

Roma — o altissimo sparire di una città di pietra
quando le sue immagini liete non confortano
l’Inesistenza futura! Così invano si passa
lo sguardo su canterine foto di un giubilo antico,
su ardenti foto di repertorio Anni Cinquanta.
Non c’è più la città, la spaurita città
della sparita giovinezza: vecchie austere guardano
il mondo indifferente; puttane illustri si vendono
sotto il ponte di Testaccio; inamabili vecchie
rotte ad ogni incanto. O incontro, o magia
o incantamento, prima dell’avvento finale
fra Terzo Mondo e Traffico Sconvolto, prima
del canto terminale di una gioia virtuosa e teologale.

Continua a leggere “DARIO BELLEZZA Roma”

GIOVANNI PAPINI Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai

Da «Lacerba», ottobre 1914

1. Finalmente è arrivato il giorno dell’ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima dell’anime per la ripulitura della terra. Ci voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue per l’arsura dell’agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una muraglia di svampate per i freschi di settembre. È finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell’ipocrisia e della pacioseria. I fratelli son sempre buoni ad ammazzare i fratelli: i civili son pronti a tornar selvaggi; gli uomini non rinnegano le madri belve.

Continua a leggere “GIOVANNI PAPINI Amiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai”