EDOARDO SANGUINETI Ritorna mia luna

Da Laborintus

Ritorna mia luna in alternative di pienezza e di esiguità
mia luna la bivio e lingua di luna 
cronometro sepolto e Sinus Rosis e salmodia litania ombra
ferro di cavallo e margherita e mammella malata e nausea
(vedo i miei pesci morire sopra gli scogli delle tue ciglia)
e disavventura e ostacolo passo doppio epidemia chorus e mese di aprile
apposizione ventilata risucchio di inibizione e coda e strumento
mostra di tutto o anche insetto o accostamento di giallo e di nero
dunque foglia in campo
tu pipistrello in pesce tu luna tu macchia in augmento lunae
(dunque in campo giallo e nero) pennello del sogno talvolta luogo comune
vor der Mondbrucke vor der Mondbruchen
in un orizzonte isterico di paglia maiale impagliato con ali di farfalla
crittografia maschera polvere da sparo fegato indemoniato nulla.

ISAAC ASIMOV Chissà come si divertivano!

Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!

Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta. Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com’era previsto che facessero: su uno schermo, è logico. E poi, quando si tornava alla pagina precedente, sopra c’erano le stesse parole che loro avevano già letto la prima volta – Mamma mia, che spreco – disse Tommy. – Quando uno è arrivato in fondo al libro, che cosa fa? Continua a leggere “ISAAC ASIMOV Chissà come si divertivano!”

Draghi

L’alternanza tra demagoghi populisti e tecnocrati rischia di diventare una tendenza costante della politica italiana.
The Guardian

Quasi dieci anni fa Mario Draghi si prese il ruolo di salvatore dell’euro Pronunciò tre parole magiche – whatever it takes, costi quel che costi – e gli speculatori che minacciavano di far crollare la moneta unica fuggirono con la coda tra le gambe.

[…]

Dopo l’università cominciò una carriera folgorante come alto funzionario. contribuì a preparare l’italia a entrare nella zona euro con rigide politiche economiche.

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ALESSANDRO LIBURDI A scuola di luglio? Quant’è bello pappagallare

[La voce di Tristan, 11 febbraio 2021]

Ripartiamo dalle basi. Sono un docente, non faccio semplicemente il docente. Sono e non faccio, anche se oggi si tende a valorizzare di più il saper fare che il saper essere. Aspetta, aspetta, aspetta: dov’è che l’hai già sentita questa? Ma sì, a scuola. La didattica delle competenze, ricordi? Va be’, sorvoliamo, prima che parta l’embolo a te che leggi e a me che scrivo.

Sono un docente, e non sono un eroe. Non sono Luigi delle Bicocche, per intenderci. Non sono un operaio alla catena, un commesso viaggiatore, un barista o un ristoratore. Ma lavoro comunque: lavoro per la Conoscenza. Questa sconosciuta e sprovveduta sottodivinità che il capitale e la logica del conveniente da anni deturpano, attaccandola come se fosse la vera peste del III millennio.

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FRANCESCO GUCCINI Un altro giorno è andato

Da L’isola non trovata (1970)

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l’ oggi dove è andato l’ieri se ne andrà.
Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai…

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Problema

Draghi ha nominato 23 ministri, 15 sono politici e 8 tecnici (15+8=23 stacce), un terzo sono donne (un terzo di 23 è tipo 7,66 periodico, lo 0,66 periodico è Brunetta), tre quarti sono del Nord (anche qua viene fuori un numero periodico, a conferma di quello che c’è scritto sopra). Veniamo al sodo: quante ministre politiche donna del Sud sono state nominate da Draghi?

Statistica

«Ci sono tre statistici che vanno a caccia di anatre», disse. Fece una pausa. «Sono statistici di mestiere».
«Fino a qui ci sono».
«E se ne sono andati a caccia di anatre, e sono accovacciati nel fango dove si nascondono le anatre, per dargli la caccia, con gli stivaloni di gomma e i cappelli e tutto il resto, con i loro Winchester ultimissimo modello doppia canna, e cosi via. E fanno il verso delle anatre con uno di quegli affari che usano sempre i cacciatori di anatre».
«I richiami», dissi io.
«Proprio quelli», Stice cercò di annuire contro la finestra. «Bene, ed ecco che arriva quest’anatra che vola sopra le loro teste».
«La loro preda. L’oggetto del loro essere li».

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MARIO LUZI Ménage

Da Nel Magma

La rivedo ora non più sola, diversa,
nella stanza più interna della casa,
nella luce unita, senza colore né tempo, filtrata dalle tende,
con le gambe tirate sul divano, accoccolata
accanto al giradischi tenuto basso.
“Non in questa vita, in un’altra” folgora il suo sguardo gioioso
eppure più evasivo e come offeso
dalla presenza dell’uomo che la limita e la schiaccia.
“Non in questa vita, in un’altra” le leggo bene in fondo alle pupille.

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GIANNI RODARI Gli affari del signor Gatto

Una volta un gatto si mise in testa di diventare ricco. Egli aveva tre zii e li andò a trovare, l’uno dopo l’altro, per farsi dare qualche buon consiglio.

— Potresti fare il ladro, — disse lo zio Primo, — per arricchire senza fatica non c’è sistema piú sicuro.

— Sono troppo onesto, per quel mestiere.

— E che fa? Tra i ladri ci sono molte persone oneste e tra le persone oneste ci sono molti ladri. Il conto torna e di notte tutti i gatti sono bigi.

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Distanza

Avrei desiderato andarmi a rintanare in campagna, sulla riva del mare, fra quei pescatori e coglierli vivi come Dio li ha fatti. Ma forse non sarà male dall’altro canto che io li consideri da una certa distanza in mezzo all’attività di una città come Milano o Firenze. Non ti pare che per noi l’aspetto di certe cose non ha risalto che visto sotto un dato angolo visuale? e che mai riusciremo ad essere tanto schiettamente ed efficacemente veri che allorquando facciamo un lavoro di ricostruzione intellettuale e sostituiamo la nostra mente ai nostri occhi?
Giovanni Verga, Lettera a Luigi Capuana (Catania, 14 marzo 1879)

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