PIERO BEVILACQUA Contro l’alternanza scuola-lavoro

[EddyBurg, 9 gennaio 2017]

Che cosa sta accadendo nella scuola italiana? Nel quasi totale silenzio-assenso dell’intellettualità nazionale e della grande stampa – salvo qualche eccezione, ma non certo critica, come quella del Sole 24 ore, e di qualche entusiasta apologeta – i nostri istituti superiori vengono progressivamente spinti a trasformarsi in scuole per l’avviamento al lavoro. L’applicazione della cosiddetta “alternanza scuola lavoro”, prevista nelle sue linee generali dal decreto legislativo del 15 aprile 2005, sta trovando, con la legge sulla Buona scuola del defunto governo Renzi, esiti sempre più chiari. Intanto quest’ultima stabilisce l’obbligo di dedicare ben 400 ore ad attività lavorative nel corso del triennio delle scuole professionali e tecniche, e 200 nel triennio dei licei. Ore che verranno sottratte allo studio per fare esperienze pratiche all’interno di fabbriche, imprese agricole, musei, ospedali, archivi, ecc. Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA Contro l’alternanza scuola-lavoro”

MAURO PRESINI Caro invalsamatore di bambini

[Like @ Rolling Stone, 10 maggio 2018]

Caro ricercatore Invalsi, spiegami bene una cosa, anzi come diceva l’avvocato Joe Miller nel film Philadelphia, “spiegamela come se avessi soltanto quattro anni“…
Nel questionario, rivolto ai bambini di 10 anni, che accompagna la prova Invalsi di italiano, tu hai fatto questa domanda:

PENSANDO AL TUO FUTURO, QUANTO PENSI SIANO VERE QUESTE FRASI?
A. Raggiungerò il titolo di studio che voglio
B. Avrò sempre abbastanza soldi per vivere
C. Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero
D. Riuscirò a comprare le cose che voglio
E. Troverò un buon lavoro

Per ogni affermazione, i bambini dovevano mettere una sola crocetta scegliendo fra: per niente, pochissimo, poco, abbastanza, molto, totalmente. Continua a leggere “MAURO PRESINI Caro invalsamatore di bambini”

Contratto

 

L’Huffington Post ha pubblicato il testo integrale del contratto di governo tra m5s e Lega, preceduto da un riassunto curato da cinque giornalisti. La premessa è il cambiamento, in particolare rispetto alle politiche dei tagli lineari e del risparmio a cui la scuola è stata sottoposta in questi anni. A proposito: dov’era la Lega ai tempi della riforma Gelmini? Poi c’è un’altra premessa, che ruota intorno all’eccessiva precarizzazione degli insegnanti. La piaga del precariato nella scuola che si riaffaccia a ogni inizio di legislatura.

I punti forti del documento sono tre. Il primo punto ha un sapore medievale: «Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio affrontando all’origine il problema dei trasferimenti». Continua a leggere “Contratto”

Compassione

Intanto l’innominato, ritto sulla porta del castello, guardava in giù; e vedeva la bussola venir passo passo, come prima la carrozza, e avanti, a una distanza che cresceva ogni momento, salir di corsa il Nibbio. Quando questo fu in cima, il signore gli accennò che lo seguisse; e andò con lui in una stanza del castello.

«Ebbene?» disse, fermandosi lì.

«Tutto a un puntino» rispose, inchinandosi, il Nibbio Continua a leggere “Compassione”

ANDREA MARIUZZO Meritocrazia: un concetto da valutare prima dell’uso

[Roars, 22 febbraio 2014]

Who defines Merit?, si è chiesto qualche giorno fa sul magazine specializzato Inside Higher Ed il direttore e fondatore Scott Jaschik, riassumendo i risultati di una densa discussione sui criteri di ammissione invalsi tra gli admissions leaders dei maggiori istituti universitari statunitensi, riunitisi a Los Angeles nell’ambito di una serie di iniziative sul tema dell’esperienza universitaria degli studenti a basso reddito. Una lettura del genere rivela subito quanto siano complessi e scivolosi i concetti sottesi alla “selezione meritocratica di docenti e studenti”, troppo spesso proposta da chi cerca facili soluzioni ai problemi della formazione media e (soprattutto) superiore italiana come se non fosse bisognosa di ulteriori specificazioni. Continua a leggere “ANDREA MARIUZZO Meritocrazia: un concetto da valutare prima dell’uso”

Razzismo (e razzisti)

Il razzismo è sopravvissuto a intere biblioteche di confutazioni.
Hannah Arendt

Razzismo

I nazisti non hanno inventato il razzismo, essi lo hanno semplicemente messo in azione. Tuttavia il nazismo non sarebbe finito con Adolf Hitler. L’attuazione nazista della politica razziale fu in sostanza il momento culminante della lunga evoluzione che noi abbiamo analizzato risalendo alle sue origini nel secolo XVIII; e il suo corso continua a scorrere ancora verso il futuro.
G. L. Mosse, Il razzismo in Europa

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PIERO BEVILACQUA Scuola di bambini consumatori

[Comune-info, 4 maggio 2018]

Negli Usa è esplosa la questione dell’abolizione nelle scuole della pausa di ricreazione. La motivazione? Rendere more productive, più produttivi i bambini… Non è certo un problema solo statunitense.In tutta Europa la scuola è sempre di più al servizio delle imprese. Secondo Piero Bevilacqua “siamo di fronte a un assurdo e strisciante progetto di assoggettamento totalitario della base formativa del cittadino europeo alle ragioni dell’economia capitalistica…”

È stata Juliet Schor, sociologa al Boston College, ad accorgersi del fenomeno. Stava studiando le famiglie che negli Usa praticano il cosiddetto downshifting, vale a dire la riduzione dei consumi, la decelerazione nella vita quotidiana, l’attitudine alla sobrietà e alla semplicità dei rapporti umani. E si accorse ben presto di una stranezza: nessuna delle famiglie che aveva fatto quella scelta aveva bambini in casa. Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA Scuola di bambini consumatori”

Pecoronismo

Coloro i quali bocciano solo per il gusto di bocciare sono criminali pericolosi e sadici, ma altrettanto pericolosi sono coloro i quali (o per far carriera o per pecoronismo gerarchico o per smania di passar per novatores) promuovono tutti e pretendono che tutti siano promossi: anche per costoro dovrebbe esserci un’azione penale o il manicomio.

Oronzo Parlangèli (citato da Vanessa Roghi, La lettera sovversiva)

RENATA PULEO Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione

[Educare alla libertà, 19 dicembre 2014]

Questo intervento si articola in quattro parti, come commento ad altrettanti documenti.

Vorrei provare a svolgere, attraverso queste letture, una riflessione intorno ad una considerazione che ormai ascoltiamo quotidianamente: gli insegnanti italiani non hanno una cultura della valutazione. Lo dicono commentatori politici, economisti, funzionari del Ministero e dell’Istituto Invalsi.

Una cultura è un vasto fenomeno fondato su opinioni, la doxa, saperi ingenui, saperi e opinioni autorevoli, l’endoxa, si definisce per aspetti legati ad elaborazioni subalterne, antagoniste e discorsi dominanti, spesso, come diceva Gramsci, molto miscelati fra loro. Continua a leggere “RENATA PULEO Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione”