ANDREA BAJANI Il pessimismo storico e il pessimismo cosmico

[Domani niente scuola, pp. 69-70)

Poi bisognerebbe parlare delle agenzie di viaggi, che si occupano dei programmi delle gite e del vitto e alloggio dei ragazzi. Non so come mai, ma ero convinto che del palinsesto della gita, dei programmi quotidiani, si occupassero i professori. Per questo li pensavo poco entusiasti di offrirsi come accompagnatori: perché oltre al trauma relazionale immaginavo tutto il lavoro preliminare, documentarsi, studiare, far partecipi i ragazzi, attrezzarsi per trasformare la gita in un più adeguato e giustificabile “viaggio di istruzione”. Quando però poi all’aeroporto di Palermo ho chiesto a Francesca di mostrarmi il programma, lei ha rovistato nello zaino e ne ha tirato fuori un plico dell’agenzia. L’ho preso in mano, mi sono seduto e me lo son letto tutto, giorno dopo giorno. Poi gliel’ho restituito, e Francesca l’ha fatto sparire nello zaino.
Cosi ora ho finalmente la certezza che nelle gite di classe si va sempre negli stessi identici luoghi. Stesse piazze e stessi monumenti, ma anche stesse birrerie, stesse escursioni fuoriporta, stesso paese arroccato a un’ora e mezza dalla città. E io che ero convinto che alla birreria U Fleku, nel 1993, ci fossimo arrivati grazie al fiuto e alla vita avventurosa del professore di scienze, che gli era valsa la mia stima imperitura. Ora che però ci sono tornato due volte in dieci giorni, che per due volte in dieci giorni l’ho vista piena di scolaresche, che qualcuno mi ha detto che è stata addirittura comprata da una grossa multinazionale, ora mi è crollato un mito. Sono quindici anni che stimo inutilmente il mio ex professore di scienze.
Quindi di Praga tutto il mondo conosce soltanto quelle solite quattro cose, esposte alla foga fotografica dei turisti. Il ponte Carlo, la piazza dell’Orologio, piazza Venceslao, il castello. Fuori Praga, Kutnà Hora, e magari il campo di concentramento nazista di Terezin. Ecco, di nuovo una città che mi è sembrata come un programma scolastico. Certo sarebbe bello parlare di tutto, ma il programma del ministero è quello, e bisogna attenersi. All’esame di maturità si sa che poi i commissari chiedono gli argomenti elencati nel programma. Non chiedono mica gli svolazzi romantici dei professori. Nell’Ottocento ci sono Foscolo, Leopardi e Manzoni, a Praga ci sono la piazza dell’Orologio, piazza Venceslao e il castello. Poi ci sono anche il ponte Carlo e I Malavoglia. Tutto il resto magari compresso in una schedina riassuntiva, un box con dentro molti nomi scritti in grassetto e delle date tra parentesi. Mi sarebbe piaciuto essere a casa dei ragazzi, al ritorno dalla gita, sedermi accanto ai genitori e ascoltare le risposte alla domanda “Che cosa avete visto?”.
Il Pessimismo storico e il Pessimismo cosmico.

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