ANDREA BAJANI Codici

[Domani niente scuola, pp. 32-5]

I più sobri, i più conservatori, i reazionari tecnologici, si limitano a una pioggia di faccine gialle che sorridono o dissorridono (ovvero rovesciano la bocca in segno di delusione) a ogni riga. Questa tipologia di conversatori, di cui Silvio è tra i miei contatti il più tenace, se la cava benissimo con punti esclamativi, puntini di sospensione e faccine sorridenti a profusione. Il punto esclamativo è il vero denominatore comune tra i conversatori. Non si dà la possibilità di frasi semplicemente affermative, ogni comunicazione contiene in sé un urlo misurato (“Ciao Andrea!”, “Ora devo studiare!”, “Ma quando vieni a trovarci?!”, “Che sonno!”, “Oggi in classe abbiamo parlato di te!”, “Sono al telefono!”, “Ti saluta la Serena!”). Quando manca l’esclamazione, entrano in campo i puntini di sospensione, che non di rado vengono utilizzati come puri sostituti del punto esclamativo (“Ciao Andrea…”, “Ora devo studiare…”, “Ma quando vieni a trovarci…?”, “Che sonno…”, “Oggi in classe abbiamo parlato di te…”, “Sono al telefono…”, “Ti saluta la Serena…”). Continua a leggere “ANDREA BAJANI Codici”

Serpente

In un racconto indiano gli abitanti di un villaggio vanno a lamentarsi presso un saggio della crudeltà di un serpente gigante che li morde e uccide. Il fischio che annuncia il suo arrivo basta a seminare il terrore nel villaggio. Il saggio va a trovare il serpente e riesce a convincerlo a lasciare in pace gli abitanti del villaggio, i quali tuttavia finiscono ben presto per prendere in giro il serpente diventato pacifico. Ridono della sua debolezza e si divertono a provocarlo. Stanco del loro disprezzo, il serpente si reca dal saggio e gli confessa il suo sgomento. Come mi devo comportare? Il saggio riflette e dice: “Ti ho chiesto di non mordere, mica di smettere di fischiare”.

Quelli che l’anno scorso mia figlia aveva 8

[La scuola deve cambiare, 22 ottobre 2016]

12 ottobre

Un genitore dice io vi ammiro voi prof per la passione per la preparazione, la pazienza, la serietà. E anche l’abnegazione, il mettersi sempre in gioco, non so che altro. Avete la fortuna di stare sempre in mezzo a dei ragazzi. Ma del resto avete un bello stipendio.
Dice?
Siete pagati bene per fare un lavoro part time.

3 novembre

Chiedo alla mamma della ragazza dai capelli strani perché ha due telefoni. Dice che è sempre scarico, così non ha scuse. Ma portati una cabina no? Continua a leggere “Quelli che l’anno scorso mia figlia aveva 8”

Tram

Chiunque di noi viaggi in tram non ha la minima idea – a meno che non sia un fisico di professione – di come esso fa a mettersi in movimento; e neppure ha bisogno di saperlo. […] Il selvaggio ha una conoscenza incomparabilmente migliore dei propri utensili.

Max Weber, La scienza come professione

DANIEL PENNAC Lo studente normale

[Diario di scuola, p. 218]

II buon senso pedagogico dovrebbe rappresentarci il somaro come lo studente più normale che ci sia: quello che giustifica pienamente la funzione di insegnante poiché abbiamo tutto da insegnargli, a cominciare dalla necessità stessa di imparare! E invece no. Sin dalla notte dei tempi scolastici, lo studente ritenuto normale è quello che oppone meno resistenza all’insegnamento, quello che si presume non dubiti del nostro sapere e non metta alla prova la nostra competenza, uno studente che ci faciliti il compito, dotato di una capacità di comprensione immediata, che ci risparmi la ricerca delle vie d’accesso al suo intelletto, uno studente naturalmente fornito di capacità di apprendimento, che cessi di essere un ragazzino turbolento o un adolescente problematico durante la nostra ora di lezione, uno studente convinto sin dalla culla della necessità di tenere a freno i propri istinti e le proprie emozioni mediante l’esercizio della ragione se non si vuole vivere in una giungla di predatori, uno studente consapevole che la vita intellettuale è una fonte di piaceri che possiamo variare all’infìnito, rendere sempre più raffinati, mentre la maggior parte degli altri piaceri è condannata alla monotonia della ripetizione o all’usura del corpo, insomma uno studente che abbia capito, che il sapere è l’unica soluzione. Soluzione allo stato di schiavitù in cui ci terrebbe l’ignoranza e consolazione unica alla nostra ontologica solitudine.

Mezzi (pubblici)

Milano, la proposta della Lega: “Carrozze metro solo per milanesi”
[“la Repubblica”, 7 maggio 2009]
 
MILANO Una volta c’erano i posti riservati alle donne, agli anziani o agli invalidi. Ora il deputato della Lega Matteo Salvini propone le carrozze della metropolitana “per soli milanesi”. Il capogruppo del Carroccio nel comune di Milano sceglie piazza della Scala e la presentazione dei candidati milanesi della Lega per lanciare la sua provocazione. Lo dice da leghista convinto e “da milanese che prende il tram”.

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