ALDO NOVE L’amore ci dividerà di nuovo

(Da “Amore mio infinito”, Einaudi, Torino 2000, pp. 85-8)

Alle otto meno dieci si abbassava il ponte del liceo ginnasio e si muovevano gli eserciti accampati nel piazzale dentro i corridoi entravano gli opposti schieramenti sotto l’occhio vigile del bidello pugliese tra le grida wild boys, wild boys!
Io sono arrivato il primo giorno fuori dalla scuola superiore c’era questo spettacolo ho visto ciellini paninari fascisti comunisti dark, tutti assieme ricompattati dal suono della campana dal rumore dei registri blu chiaro alle otto e dieci del mattino nelle classi chiuse a metà degli anni Ottanta per imparare l’aoristo l’ottativo mi sentivo un’isola che sfiorava le altre, e c’erano tutti contro tutti.
C’erano i ciellini in maglioncino slavato a collo alto.
Nell’intervallo si ritrovavano per pregare con il rosario in mano correvano dappertutto con i giubbotti gialli da oratorio ti fermavano sulle scale per dirti che anche tu avevi un posto tra loro continuavano a dirtelo.

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Televisione (cattiva maestra)

A lunga scadenza la televisione può portare gradatamente alla fine della carriera degli insegnanti, visto che la scuola è stata un’invenzione della stampa e quindi continuerà a sussistere o scomparire a seconda dell’importanza che continuerà ad avere la parola stampata. Per quattrocento anni gli insegnanti hanno fatto parte del monopolio della conoscenza creato dalla stampa, e ora assistono al crollo di quel monopolio.
Neil Postman, Tecnopoly. La resa della cultura alla tecnologia Continua a leggere “Televisione (cattiva maestra)”

I muri bianchi non fanno pensare ovvero “La scuola raccontata al mio cane” di Paola Mastrocola

Non ho trovato questo libro interessante, né particolarmente stimolante. All’inizio mi sembrava abbastanza divertente, niente di più. Mi rendo conto che potrebbe essere anche un pamphlet antimoratti, e questo è sicuramente un pregio, ma dubito che susciti nel pubblico una sia pur minimale pulsione critica nei confronti della riforma. E questo perché l’intento principale è quello di strizzare gli occhi al lettore, cucinargli con diverso condimento quattro ben studiati luoghi comuni sulla scuola di oggi, vendere copie e copie.

All’inizio c’è una discreta pars destruens in cui si ironizza sui simboli e sul linguaggio della “nuova scuola”: il pof, i progetti, le figure strumentali, per esempio, ma anche il recupero, i debiti, gli obiettivi. Difficile, per addetti ai lavori annoiati da tanta inutile propaganda, non condividere almeno la penna felice con cui i rituali degli anni novanta sono rappresentati e duramente ridicolizzati. E condannati, senza pietà, il lassismo imperante, l’appiattimento culturale, i pedagogismi. Ancora più difficile, per il grande pubblico, non cogliere il disfattismo che trapela, anzi tracima dalle mura scolastiche. Continua a leggere “I muri bianchi non fanno pensare ovvero “La scuola raccontata al mio cane” di Paola Mastrocola”

DANIEL PENNAC II mal di grammatica si cura con la grammatica 

[Diario di scuola, pp. 97-8]

Il mal di grammatica si cura con la grammatica, gli errori di ortografia con l’esercizio dell’ortografìa, la paura di leggere con la lettura, quella di non capire con l’immersione nel testo, e l’abitudine a non riflettere con il pacato sostegno di una ragione strettamente limitata all’oggetto che ci riguarda, qui e ora, in questa classe, durante quest’ora di lezione, fintanto che ci siamo.

Ho maturato questa convinzione dalla mia personale esperienza scolastica. Mi hanno fatto tante volte la morale, spessissimo hanno tentato di farmi ragionare, e in maniera benevola, poiché fra gli insegnanti non mancano le persone gentili. Per esempio il direttore del collegio dove ero finito dopo la mia rapina domestica. Era un ex ufficiale di marina, rotto alla pazienza degli oceani, padre di famiglia e marito premuroso di una moglie che si diceva fosse affetta da un male misterioso. Un uomo molto preso dai suoi e dalla direzione di quel convitto dove i casi come il mio non mancavano certo. Eppure quante ore ha speso a convincermi che non ero l’idiota che sostenevo di essere Continua a leggere “DANIEL PENNAC II mal di grammatica si cura con la grammatica “

ROBERTO DI CARO – DENISE PARDO È caduta una Mariastella. Ritratto e storia del ministro dell’Istruzione

Un curriculum scolastico anonimo. Una laurea in legge senza lode. Una trasferta a Reggio Calabria per il praticantato legale. Poi la folgorante carriera politica. La vita da mediocre della ministra che voleva fare la ballerina e che ora infiamma la scuola
Finora le fabbriche sono state silenziose. Perfino i magistrati sono spaccati. Lei, Mariastella Gelmini, ha portato in piazza tutti: professori, genitori, precari, studenti. La sua riforma è la vera sconfitta del terzo governo Berlusconi.
È signorina. Ma di quelle Signorsì. Tremonti vuole tagli a scuola e università e il via alla privatizzazione strisciante: lei esegue, e lancia l’idea di trasformare istituti e atenei in Fondazioni in concorrenza fra loro. Il Vaticano vuole l’ora di religione cattolica come materia piena di insegnamento: per lei è subito una “posizione condivisibile”. La tattica è elementare Continua a leggere “ROBERTO DI CARO – DENISE PARDO È caduta una Mariastella. Ritratto e storia del ministro dell’Istruzione”

ADRIANO PROSPERI Il volto banale della xenofobia

[«la Repubblica», 1 luglio 2008]

Rilevare le impronte ai bambini degli zingari è una misura razzista. Le proteste del ministro che le propone e dei molti che silenziosamente o rumorosamente le approvano ci mettono davanti al volto autentico del razzismo.

Che non è quello mostruoso e abnorme che ci piace immaginare per nostra tranquillità: è quello pulito e rispettabile di tanti buoni padri di famiglia amanti della natura, dei cani e dei bambini, bene intenzionati nei confronti dell’umanità, decisi a isolare, rieducare o sopprimere le frange irregolari, sporche, malate, deformi. Una parola dal suono e dal significato benevolo riassume tutto questo: eugenetica. Basta visitare musei e centri di ricerca nelle capitali della scienza medica tedesca per trovarci davanti ai documenti lasciati negli anni dalla volontà di selezionare e migliorare la specie umana. Eppure, come da sempre accade quando si parla di zingari, ebrei e altre vittime predestinate del razzismo, chi propone o difende certe misure non vuole che lo si definisca razzista.

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FAQ – le domande degli studenti

Prof, ma il mio voto sta aumentando o diminuendo?
Prof, apriamo una discussione sull’italiano?
Prof, cosa ne pensa delle occupazioni?
Prof, ma a lei il latino nella vita gli è servito?
Prof, cosa ne pensa dei cleptomani?
Prof, ma all’alternanza scuola-lavoro ce fanno lavorà? Continua a leggere “FAQ – le domande degli studenti”