FRANCESCO MASALA Frammenti di un discorso scolastico

[La bottega del Barbieri, 5 maggio 2020]

1 – Le parole della Ministro della Scuola confondono gli studenti (e non solo) 

“Voglio rassicurare i genitori e i ragazzi: il rischio che gli studenti possano perdere l’anno scolastico non c’è”, scrive su facebook la ministra della scuola Azzolina a fine febbraio (qui)

“anche se tutti saranno promossi, ci saranno anche le insufficienze, i 5 e i 4”, dice in un’intervista la ministra della scuola Azzolina a metà aprile (qui)

“per tutti è garantito il passaggio alla classe successiva, ma poi a settembre per chi ha conseguito valutazioni non sufficienti la strada sarà impervia”. dice la ministra della scuola Lucia Azzolina a fine aprile, rivolgendosi agli studenti durante una diretta in un sito internet (qui)

La ministra ha creato i promossi ope Covid-19 Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Frammenti di un discorso scolastico”

STEFANO BENNI La casa bella

[Da L’ultima lacrima, 1994]

Vivevo nella valle più bella, e la mia era la casa più bella, tutta impellicciata d’edera, in mezzo al bosco di castagni più bello del mondo. Avevamo il gallo più bello della zona, sembrava un leone dipinto, e quando la mattina cantava spaccava i sogni col martello.

Avevamo un pollaio con galline niente affatto stupide che facevano le uova migliori della zona e mucche dagli occhi dolci come Odalische, e maiali così grossi e rosei che veniva voglia di cavalcarli. Tutto intorno avevamo vigne, alberi da frutto e un orto dove l’insalata brillava come smeraldo e le carote sbucavano dal suolo spontaneamente, con una capriola. Il forno dove cuocevamo il pane spargeva un odore che metteva di buon umore tutta la valle e fermava i coltelli degli assassini, non c’erano piccoli o grandi delitti, nella valle, finché durava quell’odore. E infine le nostre castagne erano bellissime Continua a leggere “STEFANO BENNI La casa bella”

LUISA MIRONE Elogio del tema

[La scuola e noi, 13 gennaio 2020]

Estratto dell’intervento di Luisa Mirone alla Fiera Didacta Italia (Firenze, 9 ottobre 2019; panel ADI SD «La prima prova nel contesto del nuovo esame di Stato MIUR»)

Il tema alla prova

Ho la fortuna di insegnare in verticale: assumo la guida di una classe in prima e la accompagno sino alla quinta. Questo mi consente di seguire il percorso di acquisizione degli strumenti di ricognizione, indagine, interpretazione, formalizzazione del reale; il possesso e la consapevolezza di questi strumenti ritengo che sia l’unica reale competenza che la scuola debba e possa promuovere interdisciplinarmente e in vista del conseguimento della più alta competenza di cittadinanza, perché mi sembra che solo nella comprensione profonda della fisionomia e della destinazione degli strumenti di indagine e rappresentazione della realtà si apra autenticamente ai nostri allievi la possibilità di intervenire nel dibattito democratico. Continua a leggere “LUISA MIRONE Elogio del tema”

ALBERTO ASOR ROSA Elogio della classe

[«la Repubblica», 8 maggio 2020]

Ho insegnato in tutti gli ordini di scuola, dalla media (cosiddetta unica) all’Università. E, naturalmente, per arrivare a sedermi dalla parte dell’insegnante, ho fatto l’intero percorso sul versante opposto, in questo caso dalle elementari alle medie al ginnasio (una volta) al Liceo all’Università. Frutto conoscitivo ed esistenziale (per me) del doppio transito: io non credo che esista strumento pedagogico più straordinario, sia dalla parte dello studente sia dalla parte dell’insegnante, della classe. La “classe”! L’insegnamento è un gettito di notizie, informazioni, suggerimenti, suggestioni, indicazioni, comportamenti, esempi (sì, anche di esempi), che scende (almeno parzialmente) dall’alto sullo studioso-studente, che cerca di recepirne la maggior parte possibile e, se ne è in grado (e sempre più nel corso degli anni dovrebbe esserlo), la fa propria, l’assume e la rielabora, fino a realizzare un punto di vista proprio sempre più maturo e autonomo. Continua a leggere “ALBERTO ASOR ROSA Elogio della classe”

PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI Se sulla scuola a distanza un’insegnante…

[La scuola e noi, 4 maggio 2020]

Stai per leggere l’ennesimo post o articolo sulla scuola a distanza al tempo del coronavirus. Oppure stai per guardare un’intervista, un tutorial o un podcast che illustrano i 10 modi migliori per fare lezione con la DaD. È uno strano momento storico questo, nel quale la concatenazione tra un virus aggressivo, le politiche di lockdown, il distanziamento sociale e la paura diffusa che tutto ciò ha provocato sembrano aver messo in crisi le società contemporanee globalizzate. Sono in molti ad interpretare questo momento come una frattura storicamente significativa. Nelle analisi ritorna spesso la frase: ‘niente sarà più come prima’. Ci dicono: ‘al lockdown seguirà una crisi economica da cui sarà difficile riprendersi’ o ‘sul piano politico, ci aspetta una fase nella quale crescerà il grado di controllo che i governi eserciteranno sulla sfera individuale’. Continua a leggere “PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI Se sulla scuola a distanza un’insegnante…”

Casa (stare a)

[Diario della fase 1 della quarantena per il Covid-19 in 20 post su facebook e twitter, marzo-aprile 2020]

E erano alcuni, li quali avvisavano che il viver moderatamente e il guardarsi da ogni superfluità avesse molto a così fatto accidente resistere: fatta lor brigata, da ogni altro separati viveano, e in quelle case ricogliendosi e racchiudendosi, dove niuno infermo fosse.
Giovanni Boccaccio, Decameron

Comunque non è detto che dobbiamo tutti impazzire chiusi in casa. Ne parlavo questa mattina con il mio frigorifero.
Marco

Penne lisce über alles!
Annalisa Continua a leggere “Casa (stare a)”

AUTOCONVOCATI SCUOLE ROMA Didattica a distanza, precariato: alcune considerazioni e proposte di mobilitazione

L’emergenza causata dal covid 19 ha colpito in maniera profonda il mondo della scuola, determinandone una chiusura che di volta in volta è stata prorogata, al punto che non è affatto certo che essa riaprirà prima della fine dell’a.s. Molti docenti hanno da subito tentato di rimediare alla situazione e stabilire un contatto con gli studenti e le loro famiglie, di modo che non venisse interrotto totalmente anche il dialogo educativo. Questo è avvenuto nelle forme più varie, anche dovute alle non uniformi richieste dei D.S., che hanno alternato atteggiamenti più improntati al buon senso, ad altri più decisamente autoritari e alieni da qualsiasi forma di condivisione. La varietà è stata dovuta anche alla purtroppo frequente incapacità del corpo docente di creare momenti di confronto per produrre una linea di condotta comune basata su un’analisi critica della situazione. Continua a leggere “AUTOCONVOCATI SCUOLE ROMA Didattica a distanza, precariato: alcune considerazioni e proposte di mobilitazione”

MARIO FILLIOLEY Le scuole non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio

[post su facebook, 27 aprile 2020]

Qualche elemento concreto per cercare di capire com’è questo fatto che le scuole in Italia non possono riaprire (se non hai tempo, riassumo tutto in questo rigo: non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio. Non avete bisogno di leggere oltre).
1. Tuo figlio è un selvaggio. È brutale, lo so, ma è così: su 25 bambini che mediamente compongono una classe, ad ascoltare e fare quello che gli si chiede di fare sono sì e no in 3. Il resto della classe fa cosa gli pare. È un problema, ma era un problema pure prima, e si è cercato di segnalarlo: avere come genitore una specie di fratello maggiore (e nemmeno tanto maggiore, in quanto a maturità) ha delle conseguenze. Le conseguenze può piangersele l’insegnante in classe (è uno dei modi in cui le famiglie affrontano la questione, anche piuttosto diffuso) così come se le piangono i genitori stessi a casa (con la differenza che i responsabili dell’educazione dei figli sono i genitori, e non gli insegnanti, ai quali starebbe la responsabilità di istruirli e non di spiegargli che non possono giocare con lo schifidol durante l’ora di algebra Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY Le scuole non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio”

Videodrome

Diario DaDa, 28 aprile-6 maggio 2020

28 aprile
Il governo ha un piano per riaprire a settembre. Abbattere le pareti per muoversi più liberamente all’interno degli edifici scolastici. Disporre i banchi in cerchio anziché a file. Dimezzare le classi ma senza raddoppiare i prof (leggo su Repubblica che l’orario dei docenti può salire dalle attuali 18 ore a un massimo di 24. La notizia, se è una notizia, è passata quasi inosservata). I potenziatori possono tornare utili. Occupare teatri e musei in disuso. Alcune materie possono essere svolte in luoghi aperti anziché nelle aule. La geografia si farà sul posto, l’arte nelle piazze, le scienze nei giardini.

Intanto, ho guardato la posta. Lina Azzo ci ha scritto una lettera. Inizia con «Carissimi» e finisce con «migliore». Ottimismo. Continua a leggere “Videodrome”

GIUSEPPE CALICETI La didattica online rischia di accentuare gli aspetti classisti della scuola

[Striscia rossa, 17 aprile 2020]

Occorre prendere atto del fatto che la scuola on line accentua gli aspetti classisti che hanno ammorbato la nostra scuola pubblica negli ultimi decenni, cioè ben prima che arrivasse l’epidemia. Non solo perché la scuola on line non arriva a tutti – si calcola siano più del 6 per cento del totale gli studenti isolati, esclusi. Ma anche perché, spesso e volentieri, tende a riproporre gli aspetti più regressivi, sorpassati e deleteri dell’educazione e della formazione: i compiti, l’interrogazione a tu per tu studente-professore, l’insegnamento frontale. Cioè quello che serve a salvare la forma e la burocrazia (i voti) di fronte alle famiglie degli utenti. Il famoso pezzo di carta.

È probabile che la didattica on line, nei suoi step di ricerca più avanzati, si coniughi con una didattica e una teoria pedagogica spettacolari. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI La didattica online rischia di accentuare gli aspetti classisti della scuola”