OCTAVIO PAZ Come chi ascolta piovere

[Da Albero interiore, 1987]

Ascoltami come chi ascolta piovere,
né attenta né distratta,
passi lievi, pioviggine,
acqua che è aria, aria che è tempo,
il giorno non finisce di andarsene,
la notte non arriva ancora,
figure della nebbia
al voltare l’angolo,
figure del tempo
nell’ansa di questa pausa,
ascoltami come chi ascolta piovere,
senza ascoltarmi, ascoltando ciò che dico Continua a leggere “OCTAVIO PAZ Come chi ascolta piovere”

RETE BESSA Campagna per la riconquista della scuola, l’universo e tutto quanto

[Rete Bessa, 14 maggio 2020]

Intro: “3…2…1…”

Negli ultimi due mesi la fantasia ha brillato.
Ovunque sono apparse opinioni e proposte sulla scuola del futuro. Molti interventi hanno elogiato la Didattica A Distanza come un’autostrada spianata verso il paradiso dell’istruzione.

Tra le voci che hanno preso posizione mancano di fatto, quelle del corpo insegnante e dell’intera popolazione scolastica. Forse perché manca una voce decisa per affermare qualcosa di differente.
Tappat* in casa, la quarantena non ci ha impedito di confrontarci: abbiamo continuato a riflettere, cercando di scoprire e sviluppare pratiche di resistenza scolastica anche quando siamo statu costrettu fare il nostro lavoro da dietro uno schermo. Continua a leggere “RETE BESSA Campagna per la riconquista della scuola, l’universo e tutto quanto”

GIANNI MARCONATO Nata come scuola dell’emergenza, la didattica a distanza è diventata una questione politica

[Il blog di Gianni Marconato, 18 maggio 2020]

Abbiamo detto più volte che la didattica a distanza più che un’opzione pedagogica è una risposta all’emergenza, è LA didattica dell’emergenza.

Abbiamo detto e toccato con mano che insegnare e imparare a distanza è più difficile, meno efficiente e meno efficace che farlo in presenza.

Abbiamo più volte ribadito che la connessione non può sostituire la relazione e che la “diversa presenza”, quella ricreata attraverso il digitale, è, appunto, “diversa”; la presenza digitale è un succedaneo della presenza biologica.

Abbiamo, infine, detto che se nelle condizioni in cui tutti ci siamo trovati, la didattica a distanza non poteva non essere la risposta degli insegnanti alle criticità del momento, superato il momento, tale modalità didattica doveva essere abbandonata per ritornare alla scuola in presenza. Continua a leggere “GIANNI MARCONATO Nata come scuola dell’emergenza, la didattica a distanza è diventata una questione politica”

FEDERICA CAPPUCCIO Il pensiero di Andrea Gavosto sulla riapertura della scuola

Un piano del ministero per la riapertura non c’è, il plexiglass non va bene, è claustrofobico e antididattico (ma ha fatto parlare di sé per una settimana), con la didattica a distanza si è avuta una caduta degli apprendimenti del 30, 40, 50 per cento. Quanto ci piace a Confindustria quantificare gli apprendimenti. Tra l’altro sono dati americani. Cosa ci incastra la scuola italiana con gli americani? E poi vai a sapere cosa intendono questi qui per apprendimenti. Vedi infra. La generazione che ha subito il distanziamento didattico ne porterà una «cicatrice indelebile, che renderà più difficile sia il proseguimento degli studi sia l’ingresso nel mercato del lavoro». Non dimentichiamolo: la quarantena ha interrotto anche i PCTO, con tutti danni che ne conseguono. Fine delle premesse. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO Il pensiero di Andrea Gavosto sulla riapertura della scuola”

Breakdown (Crollo nervoso)

[Diario DaDa, 7 maggio-9 giugno 2020]

7 maggio
Il primo capitolo del diario della DaDa era possibilista. Nessun entusiasmo (non ci poteva essere), ci è capitato di dover fare lezione da una finestrella, cerchiamo almeno di mantenere il contatto. Anche questo aspetto si è rivelato illusorio. Il secondo capitolo si apre con la constatazione che la DaDa è infernale. In sottofondo suona, ossessiva, De Do Do Do, De Da Da Da dei Police: Da Da De Do Do Do, De Da Da Da Da Da De Do Do Do, De Da Da Da eccetera. Il terzo capitolo vira sull’horror. Come il film di Cronenberg a cui si ispira («Videodrome»), affronta il tema della mutazione indotta da una tecnologia invadente. Il quarto capitolo è noir. Si intitola «Breakdown» («Crollo nervoso», episodio del 1955 di «Alfred Hitchcock presenta»). Continua a leggere “Breakdown (Crollo nervoso)”

MARCO GUASTAVIGNA Il pig-bang è già avvenuto

[post su facebook, 22 maggio 2020]

Sinceramente.
La scuola a logistica da definire mi preoccupa. E molto.
Ma ciò che mi indigna è la scuola della canalizzazione, del distanziamento culturale, della discriminazione nel campo della conoscenza, della capacità di interpretare, della emancipazione critica e consapevole. Della cittadinanza repubblicana, insomma.
E questa è lì, in piena e trionfante azione.
Quando è toccato a me, c’era un bivio alla fine dell’elementare.

Quando è toccato ai miei figli -dopo la riforma del 1962 – era diventato un trivio, che si delineava a 14 anni. La summa dell’ipocrisia era poi l’esame finale
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UMBERTO CURI La scuola non è più scuola se è solo tecnologia

[Strisciarossa, 15 maggio 2020]

Per quanto ancora frammentari e non univoci, i messaggi che ci raggiungono in questo esordio della fase a proposito della scuola sono ben più che allarmanti. Pur prescindendo dai provvedimenti adottati a partire dalla fine di febbraio, e sostanzialmente prorogati fino al prossimo mese di settembre, concentrati sulla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, ciò che preoccupa non poco è quanto filtra relativamente a ciò che dovrebbe accadere nel prossimo anno scolastico. Per dirla in estrema – ma realistica – sintesi, la prospettiva che emerge è quella di una definitiva e irreversibile liquidazione della scuola nella sua configurazione tradizionale, sostituita da un’ulteriore generalizzazione e da una ancor più pervasiva estensione delle modalità telematiche di insegnamento.

Esibendo in numerose occasioni un atteggiamento immotivatamente trionfalistico, neanche si trattasse di annunciare la cancellazione del contagio virale Continua a leggere “UMBERTO CURI La scuola non è più scuola se è solo tecnologia”

Marinetti

Marinetti (che proclamava un’automobile più bella della Vittoria di Samotracia e voleva persino uccidere il chiaro di luna) venne nominato membro dell’accademia d’Italia, che trattava il chiaro di luna con grande rispetto.
Umberto Eco, Il fascismo eterno

Chi conosce Marinetti ha l’impressione di un uomo impotente a riflettere. Non può vivere che di rumori e di trovate insulse. La sua più grande scoperta artistica è il teatro di varietà, la sua religione il tattilismo. Ma toglietelo dal palcoscenico, sottraetelo agli artifici delle luci e trovate un debole, un minorato. Nulla di più penoso che un colloquio con Marinetti da solo a solo.
Piero Gobetti (1924)

F. T. Marinetti: il guglielmone della letteratura.
Camillo Sbarbaro

FIORELLA FARINELLI I limiti della didattica a distanza

[Manifesto sardo, 10 maggio 2020]

Aver vissuto la pandemia ci farà diventare migliori? Impareremo a non massacrare il pianeta in nome del profitto e del mercato, saremo meno complici di un modello economico e sociale devastante, ci convinceremo che il bene di ciascuno passa dal bene di tutti? Non fa bene, forse, un troppo facile ottimismo. Ma è certo che stiamo reimparando l’essenziale. Come il valore di una scuola di tutti e per tutti, capace di tener conto delle caratteristiche di ciascuno, fiduciosa nella possibilità di chiunque di imparare e di migliorare.
Per molto tempo è stato sottovalutato o distorto, e troppi – proprio come per i sistemi sanitari pubblici e per la ricerca scientifica di base – hanno applaudito distratti e distruttori. Ma ora sappiamo cosa significa avere le scuole chiuse. Sembrava un problema dei soli Paesi poveri, quelli massacrati da guerre infinite o da ricorrenti catastrofi ambientali, quelli sotto il giogo di poteri determinati ad escludere. Continua a leggere “FIORELLA FARINELLI I limiti della didattica a distanza”

ROBERTO GRENDENE Imprese miracolose: le scuole private cattoliche

«Left», 5 giugno 2020

Il 2020 sarà l’anno di un triste primato. Sfonderanno il tetto del miliardo di euro i soldi pubblici (le nostre tasse) incassati dagli istituti che portano avanti il progetto educativo della Chiesa. Perché la Cei non li finanzia con una piccola parte delle sue immense ricchezze?

Ci risiamo: la Conferenza episcopale italiana batte cassa perché ulteriori soldi pubblici vengano versati alle sue scuole private, e il governo di turno non solo glieli concede, ma raddoppia lo stanziamento straordinario già inserito nel decreto Rilancio, portando a 150 i milioni da girare agli istituti paritari. Il 2020 sarà cosi l’anno di un triste primato, quello dello sfondamento del tetto del miliardo di euro di spesa pubblica destinato a tenere in piedi le scuole private cattoliche, che da sole già ricevono annualmente 430 milioni dallo Stato e 500 milioni dalle amministrazioni locali. Continua a leggere “ROBERTO GRENDENE Imprese miracolose: le scuole private cattoliche”