FRANCESCA COIN La statua di Montanelli ci spiega perché l’Italia non è innocente

[Internazionale, 17 giugno 2020]

La lotta iconoclastica che sta attraversando le piazze del mondo pone al centro del dibattito internazionale il tema della memoria e dei criteri che ogni società sceglie per rappresentare se stessa attraverso la toponomastica, gli anniversari, i monumenti e gli eroi che decide di celebrare o di far cadere nell’oblio. In Italia al centro di questa discussione c’è Indro Montanelli. Celebre giornalista e fondatore del quotidiano il Giornale, convinto fascista in giovane età, comandante di una compagnia di àscari durante l’invasione dell’Etiopia, proprietario di Destà, una bambina di dodici anni comprata per 350 lire con un prezzo di favore dal padre, Montanelli è diventato il simbolo controverso dei valori che definiscono la storia coloniale e la cultura italiana.

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MARTINA DI FEBO DAD: Disvelamento di un Annunciato Disastro?

[Roars, 3 giugno 2020]

La didattica a distanza ha avuto un indubitabile merito: mettere a nudo la reale natura della scuola italiana. Molto è stato già scritto sulla diseguaglianza digitale, sulla discriminazione sociale e sull’esclusione delle fasce più deboli di studenti. Per colmare il divario tecnologico, cosa fa il MIUR? Stanzia 85 milioni per l’acquisto di dispositivi. Per cercare di raggiungere un milione e seicentomila allievi ancora dispersi ai primi di aprile, qual è stata la mossa strategica del MIUR? Stabilire l’obbligatorietà della didattica a distanza e della relativa valutazione espressa in decimi. È stato sottolineato come la didattica a distanza non sia democratica[1], pochi, tuttavia, hanno sollevato dubbi di costituzionalità sull’obbligatorietà[2] di una modalità didattica che non riesce a raggiungere la totalità di studenti (in particolare negli ordini della scuola dell’obbligo). Continua a leggere “MARTINA DI FEBO DAD: Disvelamento di un Annunciato Disastro?”

CHIARA PANZIERI Scuola e pandemia: la scelta della Francia

[La scuola e noi, 22 giugno 2020]

Dall’agosto 2019 vivo in Francia, a Parigi, il che è significato lasciare la scuola secondaria di primo grado dove insegnavo e catapultare tutta la famiglia in una realtà diversa, figli alla scuola secondaria di primo grado compresi; così dalla mia situazione sospesa, da insegnante e genitore, ho vissuto questo periodo come l’occasione di osservare le scelte di un altro Paese in materia di istruzione e di fronte alla pandemia.

I miei figli qui a Parigi sono tornati a scuola dallo scorso martedì, il 2 giugno, eravamo tutti un po’ emozionati, era chiusa dal 16 marzo: la scuola che riapre è una bella sensazione, una dose di energia e speranza. Per me poi, che ritengo la scuola respiro di un Paese, è stato come tornare a respirare.

Il mio è però un osservatorio molto limitato, abito in un quartiere alle porte della città, le 20ème, Porte de Montreuil, nell’Est parigino; le scuole qui sono classificate nella Zona di Éducation Prioritaire Continua a leggere “CHIARA PANZIERI Scuola e pandemia: la scelta della Francia”

FRANCESCO MASALA Dio non gioca a DaD

[La Bottega del Barbieri, 6 giugno 2020]

Le lodi delle magnifiche sorti e progressive della didattica a distanza le lascio fuori da questo spazio, perché a essere larghi, di tutte le considerazioni possibili, quelle a favore sono al massimo il 5%.

Sento già gli entusiasti della dad (sempre minuscola) fremere, chi si contenta frema e goda.

Mi ricordano quei chirurghi che, alla domande dei parenti del malato, rispondono che l’operazione è andata bene, ma il paziente è morto.

Per la dad è lo stesso, l’operazione, per chi voleva guadagnare, in tutti i sensi, è andata bene, peccato che la scuola è morta, per quest’anno.

Ho avuto accesso ai risultati di un questionario inviato alle studentesse e studenti delle scuole superiori. Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Dio non gioca a DaD”

MASSIMO GARGIULO I prof non sono eroi? Il Talmud come antidoto di civiltà

[Toscana Today, 21 giugno 2020]

Per chi insegna lasciare un segno è la vera soddisfazione, sentirsi dire dagli ex alunni ad anni di distanza, di avere segnato la loro vita

Qualche settimana fa un quotidiano italiano ha scelto come titolo di prima pagina: “I prof non sono eroi”. La causa immediata era la mancanza di presidenti di commissione per l’esame di Stato, che il Ministero ha scelto di far svolgere in presenza. La causa di contesto era l’implicito paragone con il personale sanitario, meritevole di aver svolto il proprio lavoro a diretto contatto con il covid e che poteva vantare un’adesione volontaria massiccia alla chiamata per prestare servizio nelle zone maggiormente colpite. E questo è un gesto sicuramente significativo, che cioè produce segno, elemento sul quale tornerò. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO I prof non sono eroi? Il Talmud come antidoto di civiltà”

CAPAREZZA Musicanarchica

Allora, dunque, si fa un gran parlare di libertà artistica ma come si può raggiungerla se chi giudica ti etichetta in fretta? Altro non aspetta che servirti dentro un movimento, voglio musica anarchica e anarchica musica sento! E’ un batti e ribatti di dibattiti atti a premiare battiti che in effetti stando ai fatti fottono quelli che non si omologano no non è morto non li schiodi dal podio mamma quanto li odio! Ho un dito medio come rimedio al tedio di queste radio. In radio tutti Monchy con il mio walkie-talkie e me la spasso da solo in casa tipo (Matul e Corkin?). Se non ti attizzo più della Rizzo cazzo cambia indirizzo ma non dirmi che tu fai cultura che schizzo e mi (Cecchi Paonizzo?).

Rit.
Musica anarchica sbarca fra tutti questi musicisti di marca.
Ti prego sbarca anarchica musica in fondo sei l’unica prolifica, tu sei l’unica che gratifica.
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SILVIA BALLESTRA Montanelli non merita una statua

[Internazionale, 16 giugno 2020]

Nel 2019 sono state le attiviste del movimento Non una di meno, nel 2020 i ragazzi dei collettivi studenteschi: un anno una colata di vernice rosa (gli donava), l’anno dopo rossa. Non sembra amatissimo, l’Indro Montanelli in bronzo lucido e marmo nero che accoglie chi da piazza Cavour entra al parco di Porta Venezia (un tempo Giardini pubblici, ora Giardini Montanelli). Dunque non è solo in relazione agli avvenimenti di questi giorni in tutto il mondo, giorni in cui si tirano giù le statue di razzisti e schiavisti sull’onda delle proteste nate dall’uccisione di George Floyd e conseguente rivolta, che Montanelli viene verniciato a spruzzo: chi ha parlato di emulazione e addirittura di moda si sbaglia, a meno che non si voglia ammettere che la “moda” sia partita da qui.

Niente 8 marzo, quest’anno, causa covid-19, ma nei cartelli delle donne posti accanto alla statua rosa e bronzo, l’anno scorso, c’era già tutto: “Montanelli colonialista fascista e stupratore”.
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FRANCO BERARDI (BIFO) Il sistema psico-immunitario della generazione proto-digitale

[Effimera, 28 maggio 2020]

È ormai largamente provato che il coronavirus colpisce (talora letalmente) persone di età anziana in maniera quasi esclusiva. Persone che hanno meno di quarant’anni non compaiono ch’io sappia negli elenchi dei decessi e sono rare seppur non rarissime negli elenchi dei contagiati.

Eppure, quasi in tutto il mondo, i ragazzi e le ragazze hanno rinunciato alla scuola e hanno accettato le regole della detenzione sanitaria obbligatoria (DSO).

Cioè hanno rinunciato alle due cose più importanti per una persona in età giovanile, hanno rinunciato al piacere di incontrarsi, di studiare insieme, di corteggiarsi, di far l’amore e così via. Continua a leggere “FRANCO BERARDI (BIFO) Il sistema psico-immunitario della generazione proto-digitale”

DAVIDE VIERO Teledidattica in assenza

[Roars, 28 maggio 2020]

L’educazione si caratterizza per il suo particolare dislocamento tra piani diversi: tra presente e futuro, tra visibile ed invisibile, tra ancora e non ancora. Proprio in virtù di questo fatto l’agire educativo non può procedere in modo automatico, bensì deve essere la risultante di un soggetto che tiene presente una molteplicità di fattori. In particolar modo, deve tenerli tutti presenti nella  mediazione col fine di ogni insegnamento, ovvero con l’infinito compimento dell’allievo. Di ogni allievo.

Se già Marx aveva intuito che le trasformazioni avvengono sempre su base materiale, si tratta oggi di dover decidere se subire le trasformazioni che la realtà ci mette di fronte, oppure se creare nuove condizioni materiali rispondenti al fine coincidente con questo compimento dell’uomo. Continua a leggere “DAVIDE VIERO Teledidattica in assenza”