Beatrice

I’ son Beatrice che ti faccio andare; vegno del loco ove tornar disio; amor mi mosse, che mi fa parlare.
Dante, Inferno, II, 69-71

Per la nostra indagine è indifferente sapere chi era Beatrice. e se essa sia vissuta davvero; la Beatrice della Vita Nuova e della Commedia è una creazione di Dante e non ha quasi a che fare con una giovane di Firenze che più tardi sposò Simone de’ Bardi. E se essa d’altro canto è niente più che un’allegoria di mistica sapienza, resta in lei tanta realtà e personalità che si ha il diritto di considerarla una figura umana, che possano o no quei dati di fatto riferirsi ad una persona determinata.
Erich Auerbach, Dante, poeta del mondo terreno

Nel capitolo XL della Vita nuova Dante racconta che mentre percorreva le strade di Firenze vide alcuni pellegrini e pensò con un certo stupore che nessuno di loro aveva sentito udito di Beatrice Portinari, che tanto lo affliggeva.
B. Suárez Lynch, Estudios dantescos, in Jorge Luis Borges – Adolfo Bioy Casares, Racconti brevi e straordinari

KONSTANTINOS KAVAFIS Itaca

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto e squisita
è l’emozione che ci tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi
né Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

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STEFANIA CONSIGLIERE – CRISTINA ZAVARONI Come siamo arrivati fin qui? Il contagio di un’idea di salute

[Giap, 7 dicembre 2020]

1.Cronache di una primavera e di un autunno

Nei primi giorni di maggio, sul finire della cosiddetta fase 1, in un lungo post intitolato Ammalarsi di paura, analizzavamo l’inaudita gravità della situazione lombarda con gli strumenti dell’antropologia medica e dell’etnopsichiatria e proponevamo di includere fra le concause di quel disastro anche l’effetto nocebo indotto dal «terrore a mezzo stampa». Come molti testi nati in quei mesi, anche quello, in qualche modo, si era scritto da sé in tempi rapidissimi, in una sorta di stato non ordinario di coscienza indotto dal trattenimento casalingo.

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Didattica a distanza, seconda ondata

[Pillole di informazione digitale, 23 novembre 2020]

Progettazione didattica Il blended learning in una situazione “normale” prevede una buona dose di didattica in presenza e una dose di e-learning durante la quale gli studenti possono approfondire i contenuti che sono stati trattati durante le lezioni in presenza, opportunamente caricati e categorizzati nella piattaforma, oppure possono utilizzare gli strumenti di collaborazione per produrre in maniera condivisa nuovi contenuti, o ancora: potrebbero utilizzare gli strumenti di comunicazioni dedicati alle chat, videochat, forum (per quanto il termine sia un po’ fuori moda, lo strumento forum non è stato sostituito da altre novità tecnologiche per poter discutere su argomenti strutturati) per momenti di confronto con gli altri studenti e/o con i docenti.

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DASHIELL HAMMETT Marionette sul ring

Da Raccolto rosso, Mondadori, Milano 2012, pp. 82-87

Il Maxwell era uno dei tanti alberghi su Union Street, con strette porte d’ingresso schiacciate tra i negozi e scale fetide che salivano fino alla reception al primo piano. La reception del Maxwell non era altro che un’ampia rientranza nel corridoio, con una rastrelliera di legno per le chiavi e la posta dietro un bancone che avevano un gran bisogno di essere ridipinti. Sul banco c’erano un campanello di ottone e uno sporco registro degli ospiti. Il posto era deserto.
Dovetti sfogliare otto pagine prima di trovare, scritto sul registro: “Ike Bush, Salt Lake City, 214”. Il compartimento della chiave con quel numero era vuoto. Salii altre scale e bussai alla porta della stanza 214. Nessuna risposta. Feci qualche altro tentativo, a vuoto, poi mi voltai e mi apprestai a scendere. Continua a leggere “DASHIELL HAMMETT Marionette sul ring”

Maradona

Diego era capace di cose che nessuno avrebbe potuto eguagliare. Le cose che io potrei fare con un pallone, lui potrebbe farle con un’arancia.
Michel Platini

L’abbiamo amato perché è stato il salvatore di questa entità minore che viene chiamata patria. L’abbiamo odiato perché ne ha combinate troppe: ha difeso politici odiosi, ha maltrattato giornalisti e parenti, si è maltrattato con ostinazione. L’abbiamo odiato, soprattutto, perché ci ha obbligati a soffrire per lui: per le sue disgrazie e per i suoi sgarbi. L’abbiamo odiato perché ci ha reso così difficile il vizio di amarlo.
Martín Caparrós, Maradona era l’Argentina, «Internazionale», 1387, 4 dicembre 2020, supplemento speciale

leggi anche: Luca Pisapia, La possibilità di cui continuiamo a meravigliarci. Maradona è stato e sarà molto più…, da Jacobin Italia, 26 novembre 2020

MARCO REVELLI L’«istinto di classe» del virus

[Volerelaluna, 7 dicembre 2020]

Che il virus, come la sfortuna, non fosse cieco, anzi ci vedesse benissimo – che fosse dotato di una solida coscienza di classe alla rovescia, colpendo molto più duro in basso che in alto -, l’avevamo capito fin dalla prima ondata. Ce lo dicevano le mappe più che non le tabelle dell’Iss, quelle (poche, purtroppo, ma eloquentissime) con la distribuzione dei contagi per quartieri nelle grandi città, con le ZTL (Parioli a Roma, Crocetta e Centro a Torino, Magenta e Sempione a Milano) quasi risparmiate dal morbo e quelle periferiche (l’oltre raccordo anulare, le barriere, l’aldilà del cerchio dei viali) flagellate. Ora lo certifica anche il Censis, rivelando che ne è consapevole il 90,2% degli italiani.

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NICOLETTA BOURBAKI Cosa dimentichiamo nel Giorno del ricordo?

[Internazionale, 10 febbraio 2017]

Dal 2005, ogni 10 febbraio, sui mezzi d’informazione italiani viene raccontata una versione parziale e distorta di quel che accadde a Trieste, in Istria e in tutta quanta la “Venezia Giulia” nella prima metà del ventesimo secolo. La legge che nel 2004 ha istituito il “Giorno del ricordo” allude en passant alla “complessa vicenda del confine orientale”, ma non vi è alcuna complessità nella vulgata che tale ricorrenza ha fissato e cristallizzato. Una vulgata italocentrica, a dispetto della multiculturalità di quelle regioni.

L’inquadratura, strettissima e al tempo stesso sgranata, si concentra sugli episodi di violenza chiamati – per metonimia – “foibe” e sull‘“esodo”, ovvero l’abbandono di Istria e Dalmazia, a cominciare dal 1945, da parte della maggioranza della popolazione italofona di quelle regioni.

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MARIO FILLIOLEY D’Avenia spara un sacco di minchiate

[post su facebook, 7 dicembre 2020]

In classe, qualsiasi cosa è preferibile alla cosa che si fa in classe. Non dico alla lezione, perché la lezione potrebbe essere pure un film, o una partita a Kahoot, cioè qualcosa che contiene in se stessa un certo tasso, anche piuttosto alto, di intrattenimento cosiddetto “puro”. Dico più che altro che per gli studenti vale questo principio secondo il quale SE LO STIAMO FACENDO IN CLASSE, ALLORA È PREFERIBILE FARE QUALCOS’ALTRO. Il principio vale fino al punto che l’attenzione viene richiamata anche da oggetti inanimati, non so una gomma a forma di superpigiamino, o addirittura da animali morti, il cadavere di un lombrico o una cimice in decomposizione, QUALSIASI COSA È MEGLIO DI CIÒ CHE SI FA IN CLASSE. Per esempio, bevono acqua da una bottiglia di plastica. Chiedono continuamente POSSO BERE? “Bere” è già un sollievo da quello che si sta facendo in classe.

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Boicottaggio

È famosa ad esempio la singolare azione condotta nel 1880 dagli abitanti della contea di Mayo contro Charles Boycott, amministratore delle terre di Lord Erne: nessuno gli avrebbe parlato, i negozi non lo avrebbero servito, le maestranze avrebbero rifiutato di obbedirgli e i postini di consegnargli la corrispondenza. Da questa vicenda è derivato il verbo inglese to boycott, «boicottare».

Francesco Benigno, Terrore e terrorismo