Quello che si prova
non si può spiegare qui
hai una sorpresa
che neanche te lo immagini
dietro non si torna
non si può tornare giù
quando ormai si vola
non si può cadere più
vedi tetti e case
e grandi le periferie
e vedi quante cose
sono solo fesserie
Transizione ecologica
Poiché anche quest’anno, a quanto sembra, insegnerò geografia, cioè geostoria, che contiene anche la geografia, o almeno geo, ho bisogno di un chiarimento urgente: cosa si intende per transizione ecologica? quali sono gli obiettivi della transizione ecologica? un obiettivo è quello di azzeccare le previsioni del tempo? a che punto siamo nella transizione ecologica? Siamo a un punto?
Gruppo (pensiero di)
Perché a volte persone intelligenti e informate, riunite in gruppo, giungono a conclusioni apparentemente inspiegabili? I motivi principali sono tre. Il primo è che tutti amiamo provare un senso di appartenenza: il nostro cervello è predisposto per cercare una tribù o un gruppo di cui far parte. Nelle situazioni collettive, consapevolmente o meno, vogliamo sentirci accettati e avere l’approvazione degli altri. Questo atteggiamento può portare però a discussioni falsate, che convergono su affinità e consensi escludendo differenze e dissensi.
Continua a leggere “Gruppo (pensiero di)”NANNI BALESTRINI Descrizione superficiale della signorina Richmond
Da «La ballata della signorina Richmond», primo libro
Appollaiata su un ramo apre
rapidamente le ali producendo al tempo
stesso un fruscio che si può
udire a un centinaio di metri
color arancione fiamma dalle lunghe
gambe color verde oliva saltella tra i rami
scende a terra alla ricerca del cibo
il piumaggio dorato e arancione intenso
poi torna su in alto dove ancora
il sole riesce a traforare i fitti rami
la luce batte sulle seriche
piume dei suoi fianchi
Basilicata
I vicini stanno compilando uno schema di parole incrociate, uomini e donne di mezza età. Un tizio chiede di quale Stato è capitale Addis Abeba. Un altro risponde forse dell’Algeria (7 lettere, finisce con ia, ci sta). Mi allontano 5 minuti, quando torno uno dei tizi dice che lui una volta sapeva tutte le capitali, anche della Cambogia, vinceva sempre. E anche ora sa che il Monte Bianco è alto 4810 metri e il secondo monte più alto è il Monte Rosa, l’Everest non so quanto, gli affluenti del Po di destra e di sinistra eccetera. Una tizia dice che un nipote di 13 anni sosteneva che la capitale della Francia è Napoleone. Un’altra tizia dice ma a che serve la scuola, che molti non sanno nemmeno dov’è la Basilicata. Che non sanno nemmeno se c’è chiosa il tizio che sapeva tutte le capitali. E vivono bene lo stesso sto per dirgli.
GINO STRADA Lettera da Kabul
Di questi tempi si sente spesso discorrere di «scontro di civiltà», e credo che ciò sia vero. Non nel senso che due mondi e due culture, quelli occidentali e quelli islamici, siano entrati in rotta di collisione: questo è del tutto falso. Ad essere in crisi è, piuttosto, l’idea stessa di «civiltà», o meglio la nostra idea di civiltà.
È come se, in una nuova Macondo, non riconoscessimo più i principi, i concetti, perfino le parole. L’occupazione militare di un paese sovrano diventa missione di «peace-keeping», l’assassinio di cinquemila civili afgani sotto le bombe – ero in Afghanistan in quel periodo – si trasforma in «guerra al terrorismo». Cinquemila esseri umani spariti nel nulla, «effetti collaterali», cavie da laboratorio.
Continua a leggere “GINO STRADA Lettera da Kabul”Lost in Translation
[Diario, 7 aprile-3 agosto 2021]
Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali.
Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole
7 aprile
Oggi inizia il nono capitolo del diario DaDa, il titolo è «Lost in Translation». Il senso della realtà è mancato fin dall’inizio o si è perso per strada? E se si è perso per strada, precisamente, quando?
Nota: il colore arancione dipende dal leggero retrogusto di salmone avariato che si mastica nella scuola in questo periodo.
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No grazie, il caffè mi rende nervoso
Il regolamento che disciplina la bevuta del caffè al bar: caffè lungo green pass caffè corto free caffè normale segue le regole vigenti tavolo al chiuso green pass all’aperto free caffè macchiato green pass tranne macchiato freddo ma non se è freddo perché si è raffreddato cappuccino solo da asporto consumare ad almeno 100 metri dal locale, vietato per ovvie ragioni il caffè americano. Segue disciplinare su pericolosità del caffè al vetro, dosi consentite di zucchero, possibili correzioni, surrogati e altri intrugli.
Furbofono
Ho avuto uno scambio di battute con il furbofono. Ci tengo a precisare che ha cominciato lui.
– Chiedimi cosa c’è oggi all’ordine del giorno
– Cosa c’è oggi all’ordine del giorno?
– Nel tuo calendario non sono presenti eventi (falso, era in programma un viaggio in treno)
– Ti credevo più intelligente
– Divento più intelligente ogni giorno
– Altroché secondo me sei tutto grullo
– Ecco i risultati della tua ricerca per «grullo»
Non vinciamo mai.
FRANCESCO GUCCINI Certo non sai
Da «Ritratti» (2004)
Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi
Coi tuoi capelli sparsi e abbandonati sul cuscino
Neri e lucenti, come degli stormi
Di corvi in volo, al chiaro del mattino
Certo non so che cosa puoi sognare, quando sogni
E appare solo appena un lieve affanno nel respiro
Che ti esce piano e si mescola coi suoni
Di questa notte che si consuma in giro
E sulla tua fronte gocce di sudore
Io vorrei asciugarle, io vorrei parlarti
Dirti cose vane, ma c’è in me il timore
Di spezzarti il sonno, forse di svegliarti