[Roars, 26 ottobre 2018]
Autore: alerinovaleriocom
Rassegna stampa
La polizia è entrata nell’istituto alle 7 di domenica. Ha trovato 71 studenti, di cui 23 maggiorenni e 48 minorenni (quanti maschi? quante femmine?). Gli agenti erano «un numero cospicuo» (60 secondo il collettivo, il conto della questura non è pervenuto). Hanno bussato. Prima con gentilezza, poi più insistentemente. Poi, forse, con un piede di porco. I ribelli hanno aperto e a quel punto è successa una cosa aberrante. Quelli del collettivo dicono: «Alcuni studenti sono stati svegliati a strattoni, accompagnati in bagno e studentesse impossibilitate a cambiarsi data la loro insistente presenza». Sono stati trovati alcol (bottiglie di birra e qualche superalcolico), stereo, sacchi a pelo, coperte, persino una postazione da djset. Nessun libro. Continua a leggere “Rassegna stampa”
TIZIANA DRAGO Disarmare il capitale. L’alternanza scuola lavoro secondo Roberto Ciccarelli
[Operaviva, 29 ottobre 2018]
È intorno al centro traumatico del culto del capitale che ruota l’ultimo libro di Roberto Ciccarelli, Capitale disumano. La vita in alternanza scuola lavoro (Manifestolibri, 2018). La mostruosità di un universo tutto risolto in un profitto onnivoro e feroce, il massacro dei desideri individuali e collettivi, quel groviglio di vulnerabilità, acredine e impotenza che imbriglia i tentativi di disarticolare la bulimia del sistema. E, insieme, l’impresa titanica di immaginarne lo sgretolamento. Continua a leggere “TIZIANA DRAGO Disarmare il capitale. L’alternanza scuola lavoro secondo Roberto Ciccarelli”
ROSSELLA LATEMPA Misurare le soft skills: la Scuola come fabbrica di cittadini «di successo»
[Roars, 24 ottobre 2018]
Perché la diade OCSE-INVALSI ci tiene così tanto a misurare le soft skills? Dalla lettura dei rapporti internazionali OCSE emergono decine, centinaia di possibili correlazioni tra diversi tratti del carattere di bambini-adolescenti e il loro “successo” da adulti. Se sei un americano bianco, maschio e diplomato e sei “forte” nelle soft skills misurate hai una probabilità 4 volte maggiore di finire l’Università rispetto a chi è dotato di soft skill “più ordinarie”. Se invece sei neozelandese e hai 20 anni (ma proprio 20) hai una probabilità doppia di essere “molto felice”. Se sei inglese e hai “basse soft skills“, probabilmente ingrasserai.
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Ideologia
Un’ideologia è un tentativo più o meno coerente di dare risposte a un insieme di problemi quanto mai ampi, relativi all’organizzazione desiderabile o ideale della società.
Thomas Piketty, Capitale e ideologia
Le ideologie sono opinioni innocue, acritiche e arbitrarie solo finché nessuno vi crede sul serio. Una volta presa alla lettera la loro pretesa di validità totale, esse diventano il nucleo di sistemi logici in cui, come nei sistemi dei paranoici, ogni cosa deriva comprensibilmente e necessariamente, perché una prima premessa viene accettata in modo assiomatico.
Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo
Lasciamoli lavorare (2)
Riassumo lo stato dell’arte per quanto riguarda la legge di bilancio. La fonte è Il Sole 24 ore. Siccome qualcuno, a proposito dei terreni agricoli per le famiglie numerose ha scritto «Basta un giornalone a tiratura nazionale scriva che gli asini volano e tutti a guardare in sù» (sic, sù), ho voluto consultare il giornalone almeno di prima mano. Primo: per il reddito di cittadinanza e l’abolizione della Fornero sono pronti dei decreti, ma non sono nella legge di bilancio (non c’era più spazio, il testo consta di 115 articoli). Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (2)”
ROSSELLA LATEMPA Psico-OCSE: arrivano le misure del carattere dei bambini. E Invalsi collabora in segreto
[Roars, 22 ottobre 2018]
Se siete insegnanti o i genitori di bambini di 10 anni e abitate nei dintorni di Roma, nella scorsa primavera potreste aver ricevuto una comunicazione: INVALSI aveva selezionato proprio il vostro istituto per partecipare ad un’indagine OCSE sulla misura delle competenze socio-emozionali dei bambini italiani. Come già accaduto per lo studio esplorativo sulla prontezza scolastica di bambini di 4-5 anni (progetto INVALSI VIPS) il sito ufficiale dell’INVALSI non riporta alcuna informazione. Soltanto navigando nella sezione ”Amministrazione trasparente” (come dire, laddove non è possibile farne a meno per obblighi di legge), si ritrovano alcuni acronimi chiaramente collegati all’OCSE: “OECD- SSES” o “OCSE -LSEC”.
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Scuole private
Le scuole private non possono funzionare in sostituzione delle pubbliche se non con l’autorizzazione del Reich ed in quanto si sottopongano alle leggi dei Länder. Per ottenere l’autorizzazione è necessario che esse non siano in condizione di inferiorità rispetto alle scuole pubbliche per quanto riguarda i programmi, l’organizzazione, la formazione scientifica degli insegnanti, e non facciano valere fra gli allievi distinzioni fondate sullo stato di fortuna dei genitori. L’autorizzazione deve essere rifiutata se non siano fornite sufficienti garanzie relativamente al trattamento economico e giuridico del personale insegnante. Scuole popolari private sono consentite solo nel caso che non esista nel Comune una scuola popolare pubblica che corrisponda alla confessione religiosa, o alla concezione filosofica della minoranza delle persone obbligate ad avere cura dell’educazione, alla cui volontà deve aversi riguardo, ai sensi del secondo comma dell’art. 1 46, oppure quando l’amministrazione della pubblica istruzione attribuisca alle medesime uno speciale interesse pedagogico.
Costituzione della Repubblica di Weimar, 11 agosto 1919, art. 147
FAHRAD MANJOO La corsa sfrenata a mettere internet in tutte le cose
[The New York Times, ottobre 2018]
Più di quarant’anni fa Bill Gates e Paul Allen fondarono la Microsoft con l’idea di portare un computer su ogni scrivania. Nessuno li prese sul serio, di conseguenza pochi cercarono di fermarli. Così, prima che qualcuno potesse accorgersene, il danno era fatto: non c’era quasi più nessuno che non avesse il sistema operativo Windows, e i governi dovettero affrontare il difficile compito di arginare il monopolio della Microsoft.
Come diceva mia nonna: ci si scalda con la legna che si ha
Marco Bussetti, il ministro, ha proclamato che il governo (del cambiamento) non ha intenzione di spendere un soldo in più nella scuola: «Come diceva mia nonna – spiega – ci si scalda con la legna che si ha». Se la scuola, insegnava una ministra altrettanto saggia, può sopravvivere al taglio di 8 miliardi, vuol dire che potrà diventare più efficiente senza finanziamenti. La scuola è virtuosa. Per esempio, quello che prima si faceva a pagamento, ora lo si fa anche gratis (o per due spiccioli) per dedizione al proprio lavoro. Il taglio di materie ha aumentato l’ignoranza (ma di poco), ma ha migliorato l’efficacia, la scuola funziona meglio, più leggera, più snella, è diminuito l’insuccesso scolastico. E poi ci sono le scuole private che possono tamponare laddove ci sono carenze della scuola pubblica. Facciamo l’ipotesi, diceva Calamandrei, che ci sia un partito al potere che dice di voler rispettare la Costituzione. Ma vuole istituire una larvata dittatura. Impadronirsi delle scuole di Stato. Cosa fa? «comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private».