To everything turn, turn, turn (15)

Il ministro Fioramonti aveva detto: se le risorse per l’istruzione non aumentano (anche di poco) dimissioni (tranne, da mettere sempre in conto, la possibile caduta del governo). Ora, secondo una fonte autorevole, in due anni, compresa la previsione per il 2020, il ministero dell’istruzione ha subito tagli per tre miliardi e mezzo. A che punto siamo con l’aumento degli stipendi del personale della scuola?

GIOVANNI CAROSOTTI Se la Costituzione diventa una cassetta degli attrezzi

[da Roars, 29 ottobre 2019]

La Legge che istituisce un nuovo curricolo di Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado, approvata con maggioranza trasversale dal Parlamento, segna una preoccupante continuità delle azioni dei Ministri del MIUR, Fioramonti compreso, tese a squalificare il sapere disciplinare e a dissolverlo in nome del “saper fare”, di una metodologia di fatto sganciata dai contenuti.

Per comprendere la vicenda relativa alla Legge che ha istituito un nuovo curricolo nelle scuole di ogni ordine e grado, quello di Educazione Civica è necessario avere presente il contesto in cui l’azione del ministro Bussetti -ma a nostro parere anche dell’attuale Fioramonti- si è inserita. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Se la Costituzione diventa una cassetta degli attrezzi”

MAURO BOARELLI La scuola statale è (ancora) pubblica?

Da Contro l’ideologia del merito, Laterza, Bari 2019, pp. 96-103

Soltanto la scuola offriva a Jacques e a Pierre queste gioie. E, probabilmente, amavano in essa con passione ciò che non trovavano a casa loro, dove povertà e ignoranza rendevano la vita più dura, più tetra, come chiusa in se stessa; la miseria è una fortezza senza ponte levatoio.

Albert Camus dedicò un ampio spazio del romanzo autobiografico Il primo uomo al ricordo dell’esperienza scolastica. Sono davvero molto intense le pagine in cui descrive la gioia che ogni mattina spingeva Jacques (così Camus scelse di chiamare se stesso nel libro) e il suo amico Pierre verso la scuola Continua a leggere “MAURO BOARELLI La scuola statale è (ancora) pubblica?”

Armi

Ben fu il più crudele e il più di quanti
mai furo al mondo ingegni empi e maligni,
ch’imaginò sì abominosi ordigni.
Ludovico Ariosto, Orlando furioso, XI 26-27

Anche se qualcuno farà del male alla tua memoria, ai tuoi ricordi o ai tuoi affetti, insultando Dio, la terra, gli uomini, promettimi che la tua mano non si stringerà mai attorno a una pistola, a un coltello, a una pietra e neppure intorno a un mestolo di legno per il qhorma palaw, se quel mestolo di legno serve a ferire un uomo.
Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli

Continua a leggere “Armi”

To everything turn, turn, turn (14)

Anna Maria Bellesia, su Tecnica della scuola, interrompe il coro dei «Fioramonti ha ripristinato il tema di storia» e «la storia torna all’esame di Stato», e «abbiamo vinto una grande battaglia». Scrive Bellesia: «La storia a dire il vero non è mai stata cancellata dall’esame» e ricorda che l’anno scorso una delle tracce del testo argomentativo trattava dell’eredità del Novecento. Cosa è cambiato? Che anche quest’anno una delle tracce del testo argomentativo sarà di argomento storico.

Progresso senza avventure. Una mano di trucco per nascondere gli orrori dell’esame di Stato versione Renzi (finito di attuare dopo tre anni da un ministro 5s perché così vuole la legge) Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (14)”

ROBERTO CICCARELLI Fioramonti: «Test Invalsi e alternanza obbligatori per la maturità: lo vogliono Pd e Italia Viva»

[il manifesto, 26 ottobre 2019]

Fa discutere la reintroduzione dell’obbligatorietà dei test Invalsi e dell’alternanza scuola lavoro – oggi ribattezzata «Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento» (P-C-T-O) – per accedere all’esame di maturità 2020.

Da Pechino il ministro Fioramonti ha spiegato che, alla base di questa decisione, c’è l’opposizione di una parte della maggioranza al cambiamento della legge. «Mi ero espresso più volte affinché i test Invalsi non fossero obbligatori per l’accesso all’esame di Stato. Purtroppo per fare questo bisognava fare una norma, ma le norme le fa il parlamento. Nonostante il mio impegno il Pd e Italia Viva si sono opposti e quindi i test saranno obbligatori ed entrerà in vigore la legge del 2017» (la «Buona scuola», ndr.). Continua a leggere “ROBERTO CICCARELLI Fioramonti: «Test Invalsi e alternanza obbligatori per la maturità: lo vogliono Pd e Italia Viva»”

To everything turn, turn, turn (13)

Il 16 ottobre, parlando con un giornalista, il ministro Fioramonti ha detto:

Credo molto nella valutazione perché è utile, se intesa come un’agevolazione per docenti e studenti. Abbiamo anche avviato un’interlocuzione con l’Invalsi e l’Ocse. Però, non deve essere un onere. Perché non si deve studiare per passare il test di valutazione. Deve essere quasi invisibile. Va fatta in modo tale per comprendere, ad esempio, le carenze formative.

Il 25 ottobre il Miur pubblica la circolare che rende obbligatori i test invalsi per sostenere l’esame di Stato. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (13)”

Sapere

In genere, conoscere, avere cognizione di qualche cosa.
Vocabolario Treccani

Quando il popolo ha troppo sapere è difficile da governare. Perciò colui che governa un paese per mezzo del sapere è un flagello per tale paese.
Lao Tzu

Il sapere è un lusso che ogni società decente dovrebbe permettersi, come i musei o l’opera lirica. Qualcosa che non serve a niente, in senso stretto, ma che rende la vita degna di essere vissuta. Ma se la stessa società pretende di tenere in vita il sapere, l’arte o la musica facendone merce di scambio, decreta la loro fine e forse la propria.
Alessandro Dal Lago

Anche solo per sapere di meno, mi piacerebbe saperne di più.
Elias Canetti

Il momento più alto della conoscenza tende a coincidere con il suo annullamento: quando cominciamo a conoscere tutto, a quel punto la conoscenza comincia a finire.
Alberto Asor Rosa, Fuori dall’Occidente

Ogni uomo sa una una quantità prodigiosa di cose che ignora di sapere.
Paul Valéry, Cattivi pensieri

Io credo […] che faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un’esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza. Il sapere che si fa avanti, in quanto si comunica agli altri, è un sapere buono, che cerca, certo, stima e considerazione, ma non si rivolge contro nessuno. Il contagio che emana dagli insegnanti e dai libri tende a diffondersi. In questa fase di innocenza il sapere non dubita di sé, prende piede e al tempo stesso si dilata, si irradia, e vuole che tutto si dilati con lui. Al sapere sono state attribuite le qualità della luce, la velocità con cui tende a diffondersi è la più grande che si possa immaginare ed è un modo di onorarlo attribuirgli le qualità dei lumi. In questa forma il sapere è stato conosciuto dai greci prima che Aristotele to inscatolasse a forza.
Elias Canetti, La lingua salvata

Si preoccupava […] di non dimenticare le cose che sapeva: tutto compreso, anche se uno non ha la laurea, di cose ne sa un bel numero, e devono essere tutte scritte dentro il cranio; se sono tante devono essere scritte molto piccole, e allora basta un niente a cancellarle. Non so, un’emozione, un piccolo spavento, una sorpresa, e ti dimentichi l’alfabeto, o magari il codice della strada, così ti tocca rifare l’esame della patente.
Primo Levi, Self-control, in Lilít e altri racconti