Capitalismo

Nell’accezione comune, sistema economico in cui il capitale è di proprietà privata […]. Nell’accezione originaria, formulata con intento fortemente critico da pensatori socialisti e poi sviluppata nelle teorie marxiste, sistema economico caratterizzato dall’ampia accumulazione di capitale e dalla scissione di proprietà privata e mezzi di produzione dal lavoro, che è ridotto a lavoro salariato, sfruttato per ricavarne profitto.
Da Enciclopedia Treccani

Ci sono buone ragioni per credere che, entro una generazione o poco più, il capitalismo cesserà di esistere – la più ovvia è che, come ci ricordano costantemente gli ecologisti, è impossibile mantenere un regime di crescita perpetua in un mondo finito, e sembra che la forma odierna di capitalismo non sia in grado di generare le decisive scoperte tecnologiche e la vasta mobilizzazione necessaria a iniziare la ricerca e la colonizzazione di nuovi pianeti.
David Graeber, Debito

UGO FOSCOLO Dei Sepolcri

A Ippolito Pindemonte
Deorum Manium iura sancta sunto

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro? Ove piú il Sole
per me alla terra non fecondi questa
bella d’erbe famiglia e d’animali,
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l’ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
né piú nel cor mi parlerà lo spirto
delle vergini Muse e dell’amore,
unico spirto a mia vita raminga,
qual fia ristoro a’ dí perduti un sasso
che distingua le mie dalle infinite
ossa che in terra e in mar semina morte?
Vero è ben, Pindemonte! Anche la Speme,
ultima Dea, fugge i sepolcri: e involve
tutte cose l’obblío nella sua notte;
e una forza operosa le affatica
di moto in moto; e l’uomo e le sue tombe
e l’estreme sembianze e le reliquie
della terra e del ciel traveste il tempo.

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NICCOLÒ MACHIAVELLI La lettera dedicatoria del Principe

NICOLAUS MACLAVELLUS AD MAGNIFICUM LAURENTIUM MEDICEM

Sogliono, el più delle volte, coloro che desiderano acquistare grazia appresso uno Principe, farsegli incontro con quelle cose che infra le loro abbino più care, o delle quali vegghino lui più delettarsi; donde si vede molte volte essere loro presentati cavalli, arme, drappi d’oro, pietre preziose e simili ornamenti degni della grandezza di quelli. Desiderando io, adunque, offerirmi alla Vostra Magnificenzia con qualche testimone della servitù mia verso di quella, non ho trovato, intra la mia suppellettile, cosa quale io abbi più cara o tanto esistimi quanto la cognizione delle azioni degli uomini grandi, imparata da me con una lunga esperienzia delle cose moderne e una continua lezione delle antique; le quali avendo io con gran diligenzia lungamente escogitate ed esaminate, è ora in uno piccolo volume ridotte, mando alla Magnificenzia Vostra.

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FRANCO BATTIATO No Time No Space

Da «Mondi lontanissimi» (1985)

Parlami dell’esistenza di mondi lontanissimi
Di civiltà sepolte, di continenti alla deriva
Parlami dell’amore che si fa in mezzo agli uomini
Di viaggiatori anomali in territori mistici, di più

Seguimmo per istinto le scie delle Comete
Come avanguardie di un altro sistema solare

No time, no space
Another race of vibrations
The sea of the simulation

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Ghigliottina

«Sapete una cosa?» replicò con calore il principe. «Ecco, voi avete notato questo, e tutti fanno proprio la stessa vostra osservazione, e quella macchina, la ghigliottina, è stata inventata con questo fine. Ma a me allora è venuto in mente un pensiero: e se ciò fosse persino peggio? Vi sembrerà ridicolo, assurdo, ma a chi ha una certa immaginazione può saltare in mente anche un’idea simile. Pensate: quando per esempio c’è la tortura, ci sono sofferenze e ferite, dolore fisico, e perciò tutto questo allevia le sofferenze dello spirito, così che soffri soltanto per le ferite, finché non muori. Eppure il dolore maggiore, il più acuto, forse non sta nelle ferite, ma nel fatto che hai la certezza che ecco, tra un’ora, e poi tra dieci, e poi tra mezzo minuto, e poi adesso, ecco, subito, l’anima volerà via dal corpo, e tu non sarai più un uomo, e questo è ormai certezza: la cosa fondamentale è che sia certezza».

Fëdor Dostoevskij, L’idiota

PAOLA CAPRIOLO Il dio narrante

Da «Italiana. Antologia dei nuovi narratori»

Innanzitutto dovrei decidere chi sono. Forse il cadavere del lord disteso sul pavimento della biblioteca con una pallottola in corpo, proprio all’altezza del cuore. Ben si comprende però come da un tale punto di vista, a meno di non ricorrere a ipotesi indimostrabili circa la sopravvivenza dell’anima, mi rimarrebbe assai poco da raccontare. Potrei essere invece l’assassino che a cauti passi abbandona non visto la scena del delitto, ma in questo caso, è evidente, incorrerei nell’inconveniente opposto e avrei non già poco, ma troppo da dire, e troppo presto.

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FABRIZIO DE ANDRÈ La guerra di Piero

Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
Ma son mille papaveri rossi

Lungo le sponde del mio torrente
Voglio che scendano i lucci argentati
Non più i cadaveri dei soldati
Portati in braccio dalla corrente

Così dicevi ed era d’inverno
E come gli altri verso l’inferno
Te ne vai triste come chi deve
Il vento ti sputa in faccia la neve

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Di ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere

[La solitudine del satiro, 15 febbraio 2014]

Oggi, sabato 8 febbraio 2014, alle ore 10, avrei dovuto scrivere un verbale, ma, rinuncio, perché, mi vengono, troppe, virgole.

Oggi anche se ho «superato» la «virgolite» non posso «mettere mano» al verbale perché mi è presa la «virgolettite».

Vorrei tanto
cominciare
a scrivere
il verbale
ma siccome
il mio dito
schiaccia
continuamente
il tasto
a capo
preferisco
cominciare
un’altra volta
per paura
di sprecare
troppa
carta.

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Radicali

Alcuni dicono che siamo troppo radicali, ma la verità è che quelli radicali sono loro. Combattere per salvare i sistemi da cui dipende la nostra sopravvivenza non è radicale. Invece credere che la nostra civiltà possa resistere a un aumento di 2,7-3 gradi centigradi è estremamente radicale, è pura follia.

Greta Thunberg, Glasgow, 5 dicembre 2021