Computer

Un computer è un marchingegno per trattare dati, esattamente come un robot di cucina è un marchingegno per trattare cibo.
Marco Malvaldi, Argento vivo

Sento il dovere di informare la gente sulla scienza […]. I computer supereranno gli esseri umani grazie all’intelligenza artificiale nei prossimi cento anni. Quando ciò avverrà, dovremmo essere certi che gli obiettivi dei computer coincidano con i nostri.
Stephen Hawking

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FRANCO FORTINI Canto degli ultimi partigiani

Da «Foglio di via»

Sulla spalletta del ponte
Le teste degli impiccati
Nell’acqua della fonte
La bava degli impiccati.

Sul lastrico del mercato
Le unghie dei fucilati
Sull’erba secca del prato
I denti dei fucilati.

Mordere l’aria mordere i sassi
La nostra carne non è più d’uomini
Mordere l’aria mordere i sassi
Il nostro cuore non è più d’uomini.

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LUIGI MALERBA Una storia senza fine

In fondo a un prato, davanti a un muro di mattoni, un uomo pallido è legato a una sedia da cucina. Ha gli occhi bendati e le mani dietro la schiena. Potrebbe essere un’alba invernale, ma non è proprio necessario che sia inverno. Improvvisamente risuona nell’aria una scarica di fucili e l’uomo ha un sussulto, poi ripiega la testa sul petto, fulminato. Sei uomini vestiti di panni borghesi si allontanano con i loro fucili sul viale umido, raggiungono un furgoncino a motore che parte subito scomparendo nelle brume. Non fanno commenti, ma dentro di sé ognuno di loro spera che il fucile caricato a salve fosse il suo. Pare che durante la rivoluzione russa non usasse lasciare questa pietosa possibilità di alibi ai plotoni di esecuzione, ma qui non siamo nella rivoluzione russa.

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FRANCESCO GUCCINI Parole

Da «Parnassius Guccinii» (1993)

Parole, son parole, e quante mai ne ho adoperate
E quante lette e poi sentite
A raffica, trasmesse, a mano tesa, sussurrate
Sputate, a tanti giri, riverite
Adatte alla mattina, messe in abito da sera
All’osteria citabili o a Cortina, o a Marghera
Con gioia di parole ci riempiamo le mascelle
E in aria le facciamo rimbalzare
E se le cento usate sono in fondo sempre quelle
Non è importante poi comunicare
è come l’uomo solo, che fischietta dal terrore
E vuole nel silenzio udire un suono, far rumore

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Casalinga

Mia moglie: giovane, ventitre anni, mi era sempre parsa carina, forse molto carina, niente di più. Nella fotografia che ho ancora sotto gli occhi, risulta non soltanto bella, ma bellissima. Ma Dio Mio, di quale bellezza! Una pin-up, un laido miscuglio tra una ballerina di fila e un animale: ma con qualche cosa in più e in peggio. Uno sguardo e una bocca di incontenibile materialismo predatorio, un lampo fisso, preciso, avido di cibo, una gola violentemente carnale, tonda. lucida, come un deposito d’aria, l’organo stridulante di una bella rana di Patagonia. Domanda: «Occupazione della moglie?» Risposta «Casalinga».

Goffredo Parise, Il crematorio di Vienna

Barbiere

Non discutere di politica e calcio finché lui ha le forbici in mano.
Le regole di Internazionale

Se taluno, nel giocare a palla con altri, abbia dato a questa un colpo troppo forte, facendola ricadere sulle mani di un barbiere, e lo schiavo che il barbiere stava radendo abbia avuto la gola tagliata dal rasoio […] Proculo sostiene la colpa del barbiere; e certo se egli si è posto a radere in un luogo dove si era soliti giocare o dove il transito era frequente, è il caso di fargliene una colpa; benché non sia neppure scorretto l’affermare che colui il quale si affidi a un barbiere che abbia posizionato la sua sedia in un luogo pericoloso debba imputare a se stesso il male che ne può venire.
Da David Graeber, Debito

ALICE SEBOLD Mi chiamavo Salmon

Da «Amabili resti»

Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973. Negli anni Settanta, le fotografie delle ragazzine scomparse pubblicate sui giornali mi somigliavano quasi tutte: razza bianca, capelli castano topo. Questo era prima che le foto di bambini e adolescenti di ogni razza, maschi e femmine, apparissero stampate sui cartoni del latte o infilate nelle cassette della posta. Era quando ancora la gente non pensava che cose simili potessero accadere.
Nel diario delle medie avevo ricopiato un verso di un poeta spagnolo, Juan Ramón Jiménez; era stata mia sorella a farmelo conoscere. «Se vi danno un foglio squadrato, scriveteci sopra dall’altro lato».

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CORRADO GOVONI La nuvola e la ragazza

Da «Canzoni a bocca chiusa»

Impigliato al geloso pentagramma
del telegrafo impolverato pende
un aquilone armato: occorreranno
per sciuparlo parecchi temporali.
È una candida lettera d’amore
da qualche cumulo primaverile
spedita a una ragazza borghigiana
che non comprese la dichiarazione
del gigante di panna innamorata:
anzi sguazzando a furia con le mani Continua a leggere “CORRADO GOVONI La nuvola e la ragazza”

MARIA MANTELLO La riconquista clericale della scuola

[Micromega, 19 maggio 2021]

Un disegno diventato centrale nell’era berlusconiana e che adesso forse riesce ad arrivare al suo compimento. La svolta è avvenuta in occasione dell’approvazione in Senato il 13 maggio scorso delle misure per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, contenente un emendamento del senatore Pd Rampi, che permetterà ai laureati in Scienze delle religioni di occupare le cattedre di Filosofia, Storia dell’arte, Storia, Italiano, Latino, Greco… e molto altro ancora.

Le operazioni di clericalizzazione della scuola statale non sono nuove in questo nostro Paese, dove la separazione Stato-Chiesa è la grande incompiuta. E si sono intensificate in anni recenti con sempre maggiori finanziamenti alle scuole confessionali in parallelo depauperamento della scuola statale; mentre c’era chi alacremente si affaccendava per farne la zona franca della riconquista vaticana.

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