Furbofono

Ho avuto uno scambio di battute con il furbofono. Ci tengo a precisare che ha cominciato lui.
– Chiedimi cosa c’è oggi all’ordine del giorno
– Cosa c’è oggi all’ordine del giorno?
– Nel tuo calendario non sono presenti eventi (falso, era in programma un viaggio in treno)
– Ti credevo più intelligente
– Divento più intelligente ogni giorno
– Altroché secondo me sei tutto grullo
– Ecco i risultati della tua ricerca per «grullo»

Non vinciamo mai.

FRANCESCO GUCCINI Certo non sai

Da «Ritratti» (2004)

Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi
Coi tuoi capelli sparsi e abbandonati sul cuscino
Neri e lucenti, come degli stormi
Di corvi in volo, al chiaro del mattino

Certo non so che cosa puoi sognare, quando sogni
E appare solo appena un lieve affanno nel respiro
Che ti esce piano e si mescola coi suoni
Di questa notte che si consuma in giro

E sulla tua fronte gocce di sudore
Io vorrei asciugarle, io vorrei parlarti
Dirti cose vane, ma c’è in me il timore
Di spezzarti il sonno, forse di svegliarti

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LUTHER BLISSETT Suite a Ferentino

Bebeep non ha letto Gozzano, 
e non sa chi è Totò Merumeni.
Lui pensa che solo ai ricchi toccano le gioie del sole,
e che è vissuto male, colui che nascendo e morendo rimane oscuro.

Ignora anche che Ponzio Pilato
e la moglie Claudia Valeria Procula passarono da queste parti.
Come l’imperatrice Flavia Domitilla, Gregorio da Montelungo, Martino Filetico e Novidio Fracco.

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GABRIELE D’ANNUNZIO Il ritratto di Andrea Sperelli

[Da «Il piacere», cap. II]

Il conte Andrea Sperelli Fieschi d’Ugenta, unico erede, proseguiva la tradizion familiare. Egli era, in verità, l’ideale tipo del giovine signore italiano nel XIX secolo, il legittimo campione d’una stirpe di gentiluomini e di artisti eleganti, l’ultimo discendente d’una razza intellettuale.

Egli era, per così dire, tutto impregnato di arte. La sua adolescenza, nutrita di studii varii e profondi, parve prodigiosa. Egli alternò, fino a’ venti anni, le lunghe letture coi lunghi viaggi in compagnia del padre e poté compiere la sua straordinaria educazione estetica sotto la cura paterna, senza restrizioni e constrizioni di pedagoghi. Dal padre appunto ebbe il gusto delle cose d’arte, il culto passionato della bellezza, il paradossale disprezzo de’ pregiudizi, l’avidità del piacere.

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FRANCESCO GUCCINI L’ultima Thule

Da «L’ultima Thule» (2012)

Io che ho doppiato tre volte Capo Horn
e ho navigato sette volte i sette mari
e ho visto mostri ed animali rari,
l’anfesibena, le sirene, l’unicorno.

Io che tornavo fiero ad ogni porto
dopo una lotta, dopo un arrembaggio,
non son più quello e non ho più il coraggio
di veleggiare su un vascello morto.

Dov’è la ciurma che mi accompagnava
e assecondava ogni ribalderia?
Dov’è la forza che ci circondava?
Ora si è spenta ormai, sparita via.

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Piccola storia ignobile

Piccola storia ignobile. Siccome dobbiamo gettare una sedia e le zampe di metallo di un tavolo (che si possono gettare in un cassonetto anche in pieno giorno) e l’isola ecologica vicino casa è sbarrata da settimane, ci rechiamo all’isola ecologica di Cinecittà, dove, per rivendicare il diritto a gettare rifiuti ingombranti ci chiedono la ricevuta della Tari. La Tassa dei rifiuti pagata dice il tizio all’entrata, va bene anche una foto sul telefonino. Che naturalmente non ce l’abbiamo perché siamo usciti di casa pensando che portare rifiuti ingombranti all’isola ecologica sia un dovere.

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Finkelstein (metodo)

Norman Gary Finkelstein (New York, 8 dicembre 1953) è uno storico e politologo statunitense.
Wikipedia

Inutile tentare di convincere l’elettorato avversario; meglio demotivarlo, spingerlo a non andare a votare, forzando il dibattito su temi divisivi e scottanti. Non hai proposte efficaci? Inventa una fake news sul nemico, e l’intera discussione politica si concentrerà su quello.

Errico Buonanno, Non ce lo dicono

GIOVANNI VERGA Il ciclo dei Vinti

[Prefazione a «I Malavoglia»]

Questo racconto è lo studio sincero e spassionato del come probabilmente devono nascere e svilupparsi, nelle più umili condizioni, le prime irrequietudini pel benessere; e quale perturbazione debba arrecare in una famigliuola vissuta fino allora relativamente felice, la vaga bramosia dell’ignoto, l’accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe star meglio.

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FRANCESCO GUCCINI Autunno

Da «Stagioni» (2000)

Un’oca che guazza nel fango,
un cane che abbaia a comando,
la pioggia che cade e non cade
le nebbie striscianti che svelano e velano strade…

Profilo degli alberi secchi,
spezzarsi scrosciante di stecchi,
sul monte, ogni tanto, gli spari
e cadono urlando di morte gli animali ignari.

L’autunno ti fa sonnolento,
la luce del giorno è un momento
che irrompe e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita.

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