J. G. BALLARD La psicologia del grattacielo

Da «Il condominio», Feltrinelli, Milano 2003, pp. 57-9

Dal balcone studiò le imponenti sagome alla Alcatraz dei grattacieli vicini. Il materiale visuale e sociologico che si poteva tirar fuori da quegli edifici era praticamente illimitato. Gli esterni li avrebbero girati dall’elicottero e dalla costruzione più vicina, a quattrocento metri da lì. Con gli occhi della mente già vedeva un lungo zoom, sessanta secondi, che passava piano dall’inquadratura dell’edificio al close-up di un singolo appartamento, una cella di quel termitaio da incubo.

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FERNANDA MAZZOLI Dall’esame di Stato «alla tessera per competenze»

[Roars, 9 luglio 2021]

Si impone ormai all’evidenza che la pandemia è stata utilizzata come formidabile acceleratore nei più svariati ambiti  di processi già in atto da tempo di ridisegno e riassestamento delle strutture portanti della nostra società. Il fenomeno è particolarmente evidente a livello di politiche scolastiche dove, come è stato puntualmente analizzato e denunciato anche in questo sito[1], il Covid 19 ha fornito l’occasione per promuovere e rafforzare, attribuendo loro il sigillo dell’inevitabilità, digitalizzazione e riduzione dei contenuti culturali, mentre si è persa l’occasione, che invece le circostanze avrebbero perentoriamente richiesto, per una salutare pausa di riflessione relativamente all’Invalsi o all’alternanza Scuola-lavoro, cui non è bastato cambiar nome -PCTO[2] – per cambiar sostanza.

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Transizione ecologica

Poiché anche quest’anno, a quanto sembra, insegnerò geografia, cioè geostoria, che contiene anche la geografia, o almeno geo, ho bisogno di un chiarimento urgente: cosa si intende per transizione ecologica? quali sono gli obiettivi della transizione ecologica? un obiettivo è quello di azzeccare le previsioni del tempo? a che punto siamo nella transizione ecologica? Siamo a un punto?

Gruppo (pensiero di)

Perché a volte persone intelligenti e informate, riunite in gruppo, giungono a conclusioni apparentemente inspiegabili? I motivi principali sono tre. Il primo è che tutti amiamo provare un senso di appartenenza: il nostro cervello è predisposto per cercare una tribù o un gruppo di cui far parte. Nelle situazioni collettive, consapevolmente o meno, vogliamo sentirci accettati e avere l’approvazione degli altri. Questo atteggiamento può portare però a discussioni falsate, che convergono su affinità e consensi escludendo differenze e dissensi.

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NANNI BALESTRINI Descrizione superficiale della signorina Richmond

Da «La ballata della signorina Richmond», primo libro

Appollaiata su un ramo apre
rapidamente le ali producendo al tempo
stesso un fruscio che si può
udire a un centinaio di metri

color arancione fiamma dalle lunghe
gambe color verde oliva saltella tra i rami
scende a terra alla ricerca del cibo
il piumaggio dorato e arancione intenso

poi torna su in alto dove ancora
il sole riesce a traforare i fitti rami
la luce batte sulle seriche
piume dei suoi fianchi

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Basilicata

I vicini stanno compilando uno schema di parole incrociate, uomini e donne di mezza età. Un tizio chiede di quale Stato è capitale Addis Abeba. Un altro risponde forse dell’Algeria (7 lettere, finisce con ia, ci sta). Mi allontano 5 minuti, quando torno uno dei tizi dice che lui una volta sapeva tutte le capitali, anche della Cambogia, vinceva sempre. E anche ora sa che il Monte Bianco è alto 4810 metri e il secondo monte più alto è il Monte Rosa, l’Everest non so quanto, gli affluenti del Po di destra e di sinistra eccetera. Una tizia dice che un nipote di 13 anni sosteneva che la capitale della Francia è Napoleone. Un’altra tizia dice ma a che serve la scuola, che molti non sanno nemmeno dov’è la Basilicata. Che non sanno nemmeno se c’è chiosa il tizio che sapeva tutte le capitali. E vivono bene lo stesso sto per dirgli.

GINO STRADA Lettera da Kabul

Di questi tempi si sente spesso discorrere di «scontro di civiltà», e credo che ciò sia vero. Non nel senso che due mondi e due culture, quelli occidentali e quelli islamici, siano entrati in rotta di collisione: questo è del tutto falso. Ad essere in crisi è, piuttosto, l’idea stessa di «civiltà», o meglio la nostra idea di civiltà.

È come se, in una nuova Macondo, non riconoscessimo più i principi, i concetti, perfino le parole. L’occupazione militare di un paese sovrano diventa missione di «peace-keeping», l’assassinio di cinquemila civili afgani sotto le bombe – ero in Afghanistan in quel periodo – si trasforma in «guerra al terrorismo». Cinquemila esseri umani spariti nel nulla, «effetti collaterali», cavie da laboratorio.

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Lost in Translation

[Diario, 7 aprile-3 agosto 2021]

Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali.
Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole

7 aprile
Oggi inizia il nono capitolo del diario DaDa, il titolo è «Lost in Translation». Il senso della realtà è mancato fin dall’inizio o si è perso per strada? E se si è perso per strada, precisamente, quando?

Nota: il colore arancione dipende dal leggero retrogusto di salmone avariato che si mastica nella scuola in questo periodo.


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No grazie, il caffè mi rende nervoso

Il regolamento che disciplina la bevuta del caffè al bar: caffè lungo green pass caffè corto free caffè normale segue le regole vigenti tavolo al chiuso green pass all’aperto free caffè macchiato green pass tranne macchiato freddo ma non se è freddo perché si è raffreddato cappuccino solo da asporto consumare ad almeno 100 metri dal locale, vietato per ovvie ragioni il caffè americano. Segue disciplinare su pericolosità del caffè al vetro, dosi consentite di zucchero, possibili correzioni, surrogati e altri intrugli.