The next thing?

Quando mi proposero di entrare nel comitato di valutazione della buona scuola non dissi nulla, in fondo si trattava di stabilire solo dei criteri.

Quando mi hanno chiesto di fare il tutor per un pcto non dissi nulla, potevo fare un progetto interessante, e sarebbe stato certamente meglio di quelli presentati dagli altri.

Quando mi hanno chiesto di somministrare i test invalsi non dissi nulla, in fondo sono solo dei quiz, e forse domani ci potrebbero risparmiare la noia di mettere voti.

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GIOVANNI CAROSOTTI L’educazione come liberazione. Per una critica del macchinismo pedagogico (su «La scuola del macchinismo» di Davide Viero)

[Nazione indiana, 1 febbraio 2023]

La “Scuola del macchinismo” di Davide Viero (Mimesis, Milano, 2020, euro 14) è un libro necessario per diversi ordini di motivi: da una parte perché rilancia modalità di riflessione interne alla professione docente sempre più lontane dalla percezione della categoria; e in ogni caso indispensabili per restituire consapevolezza sul senso di un agire, quello didattico, mortificato dall’imposizione di approcci tecnocratici e mortificanti, di cui è responsabile proprio il “macchinismo” del titolo, una deriva, al limite dell’impostura intellettuale, della recente ricerca pedagogica, egemone ormai in buona parte delle facoltà di scienze della formazione. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI L’educazione come liberazione. Per una critica del macchinismo pedagogico (su «La scuola del macchinismo» di Davide Viero)”

Fornicazione

Scusate, dov’è che inizia realmente la fornicazione? Ogni donna ne stabilisce i confini con criteri del tutto misteriosi. Alice permetteva abbastanza di buon grado a Eduard di baciarla, e dopo innumerevoli tentativi aveva anche acconsentito a farsi carezzare il seno, ma a metà del proprio corpo, diciamo all’altezza dell’ombelico, aveva tracciato una linea rigorosa e intransigente, al di sotto della quale si stendeva la terra dei sacri divieti, la terra delle proibizioni di Mosè e dell’ira del Signore.

Da Milan Kundera, Eduard e Dio, in Amori ridicoli

EUGENIO MONTALE Dora Markus

Da «Le occasioni»

I

Fu dove il ponte di legno
mette a porto Corsini sul mare alto
e rari uomini, quasi immoti, affondano
o salpano le reti. Con un segno
della mano additavi all’altra sponda
invisibile la tua patria vera.
Poi seguimmo il canale fino alla darsena
della città, lucida di fuliggine,
nella bassura dove s’affondava
una primavera inerte, senza memoria. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Dora Markus”

GIOVANNI BOCCACCIO Tancredi e Ghismunda

Dal «Decameron», IV giornata

Tancredi prenze di Salerno uccide l’amante della figliuola e mandale il cuore in una coppa d’oro; la quale, messa sopr’esso acqua avvelenata, quella si bee, e così muore.

– Fiera materia di ragionare n’ha oggi il nostro re data, pensando che, dove per rallegrarci venuti siamo, ci convenga raccontar l’altrui lagrime, le quali dir non si possono che chi le dice e chi l’ode non abbia compassione. Forse per temperare alquanto la letizia avuta li giorni passati l’ha fatto: ma che che se l’abbia mosso, poi che a me non si conviene di mutare il suo piacere, un pietoso accidente, anzi sventurato e degno delle nostre lagrime, racconterò. Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Tancredi e Ghismunda”

MAURO GIORDANI Digitalizzazione, privatizzazione, gerarchizzazione: PNRR e INVALSI porta d’accesso alla scuola de-umanizzata

[Genitore Attivo, 12 maggio 2023]

La scuola pubblica, quella disegnata dalla Costituzione o, per meglio intenderci, quella di tutti e tutte, è da decenni sotto l’attacco della furia privatizzatrice e di subordinazione alle proprie logiche da parte del capitalismo liberista.

Le politiche educative degli ultimi tre decenni in Italia si inscrivono in un quadro internazionale che ha attribuito agli apparati formativi un compito specifico: quello di formare capitale umano per garantire lo sviluppo del sistema produttivo, su indicazioni puntuali dei grandi gruppi industriali e finanziari. Questa pedagogia economica intende formare un nuovo tipo umano: un produttore/consumatore strategico e competente.

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Etnia italiana

Poiché un terzo delle mie classi è formato da studenti di altri paesi e lingue, molti dei quali sono peraltro nativi italiani nati da nativi italiani, che imparano l’italiano, le scienze, la filosofia e quant’altro con risultati migliori e peggiori a seconda dei casi, e per recarsi a scuola usano gli stessi mezzi di quelli che hanno cognomi che suonano vagamente italiani, e mangiano la focaccia con o senza companatico a ricreazione o anche talvolta mentre il prof sta spiegando, mi chiedo se il ministro Lollo Brigida, non intendesse etnia italiana da tutelare tutti coloro che risiedono in Italia.

Straniamento

Lo straniamento mostra come strano un fenomeno normale, presentandolo da un’ottica inedita. Lo straniamento, presentando le cose da un punto di vista non comune, costringe a riflettere su di esse e dunque può sospendere il meccanismo di identificazione del lettore (o, in teatro, dello spettatore) con la vicenda e indurlo a un atteggiamento critico. In quest’ultimo modo è impiegato nel teatro politico di Bertolt Brecht. In Verga l’artificio di straniamento si collega all’artificio di regressione: l’autore, persona colta, «regredisce» nel punto di vista di una voce ignorante. Così, non è l’autore, ma una voce narrante ignorante e superstiziosa a sostenere, all’inizio di Rosso Malpelo, che il protagonista era cattivo «perché aveva i capelli rossi»: questa, infatti, non può essere l’opinione di Giovanni Verga. Continua a leggere “Straniamento”