Uomo (buono?)

Sappia che l’uomo è naturalmente buono, lo capisca a fondo, giudichi il prossimo da quello che egli stesso è; ma si renda anche conto che la società corrompe e perverte gli uomini; trovi nei loro pregiudizi la fonte di tutti i loro vizi; sia portato a stimare l’individuo ma disprezzi la moltitudine; si renda conto che tutti gli uomini portano all’incirca la stessa maschera, ma sappia anche che vi sono visi più belli della maschera che li ricopre.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

Avanza: sentiamo dire
che sei un uomo buono. […]
Ascolta: sappiamo
che sei nostro nemico. Perciò ora ti vogliamo
mettere al muro. Ma in considerazione dei tuoi meriti
e buone qualità
il muro sarà buono, e ti fucileremo con
buone pallottole di buoni fucili e ti seppelliremo con
una buona pala in terra buona.
Bertolt Brecht, L’interrogatorio dell’uomo buono

Io, sarei anche un anarchico, dico, che mi sono simpatici. Solo, mi sa che c’è una pecca, dico. Dice Che pecca? Che loro, dico, gli anarchici, sono convinti che l’uomo è buono. Che loro pensano Togliamo di mezzo lo stato, i giudici, i preti, tutte queste forze che opprimono l’uomo, vedrai che l’uomo da solo sa trovare i mezzi per stare bene e costruisce una società meravigliosa e tetragona, dicono loro. Che l’uomo, dicono loro, in fondo è buono, solo è corrotto da questi poteri, la chiesa, lo stato, la magistratura, che lo sfruttano e lo corrompono, l’uomo buono. Che l’uomo, dicono loro, sembra cattivo, in realtà è buono. Che noi, dicono loro, siamo convinti che l’uomo è buono. Invece io sono convinto che l’uomo è stronzo cattivo fedifrago testa di cazzo. Per questo non sono un anarchico. Un simpatizzante, sono.
Paolo Nori, Diavoli

Adesso sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach o Schubert e quindi, il giorno dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz.
George Steiner

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: