LUIGI PIRANDELLO Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti

All’opposto del modo comico, l’umorismo si fonda sulla capacità del pensiero di scomporre il reale e di mettere radicalmente in crisi il concetto di verità.
Filippo Grendene, Convergenze e divergenze tra letteratura e scienza, in Insegnare letteratura, a cura di Emanuele Zinato

[Da L’umorismo]

Ebbene, nella concezione di ogni opera umoristica, la riflessione non si nasconde, non resta invisibile, non resta cioè quasi una forma del sentimento, quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira; ma gli si pone innanzi, da giudice; lo analizza, spassionandosene; ne scompone l’imagine; da questa analisi però, da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira: quello che potrebbe chiamarsi, e che io difatti chiamo il sentimento del contrario. Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti”

Teologia

Avrei scommesso mille dollari che Gesù non aveva mai mandato il vecchio Giuda all’inferno.
Holden Caulfield, da J. D. Salinger, Il giovane Holden

La teologia non è che l’ignoranza delle cause naturali ridotta a sistema, nient’altro che un vasto tessuto di chimere e di contraddizioni; che in ogni luogo essa presenta ai diversi popoli della terra solo dei romanzi privi di verosimiglianza, il cui eroe è, lui per primo, composto di qualità che non possono stare insieme.
Paul Thiry d’Holbach

La teologia si può definire come la scienza dell’infinitamente assurdo.
Pierre-Joseph Proudhon Continua a leggere “Teologia”

Il bello in sé

[La solitudine del satiro, 9 ottobre 2014]

Oggi domando se esiste il bello in sé (ore 7 15).

All’alunno Fantasma non è piaciuta la domanda sul bello in sé si aspettava una domanda più fica (ore 11 00)

Il bello in sé comunque non esiste.

Uno studente dice prof ho messo il telefono in carica può evitare di girare dietro la cattedra mentre spiega?

Fascismo (apologia del)

Chiunque pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 500 000.

Legge 20 giugno 1952, n. 645, Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, art. 4

VALERIO DE MOLLI La scuola è la grande priorità per tornare a crescere, andiamo oltre i banchi a rotelle

[Huffington Post, 7 ottobre 2020]

Oggi l’analfabetismo funzionale è forse la più grande emergenza dell’Italia. Da decenni siamo prigionieri di un “circolo vizioso” – alimentato appunto dall’analfabetismo funzionale – che non ci permette di realizzare i cambiamenti strutturali di cui il Paese ha bisogno.

Per analfabetismo funzionale intendiamo l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Si traduce, in pratica, nell’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni che riguardano l’attuale società.

L’Italia è quarta tra i Paesi OCSE per la maggiore incidenza di adulti con problemi di corretta comprensione delle informazioni ed è tra i Paesi OCSE quello con la più alta incidenza di popolazione adulta senza istruzione secondaria superiore Continua a leggere “VALERIO DE MOLLI La scuola è la grande priorità per tornare a crescere, andiamo oltre i banchi a rotelle”

CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica digitale integrata: le scuole italiane in equilibrio tra apertura, chiusura, latenza

[Micromega, 12 ottobre 2020]

Con Decreto del 26 giugno 2020 il Ministero dell’Istruzione ha adottato le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata. Un numero sempre maggiore di Istituti scolastici, in questi giorni, sta ricorrendo a forme eterogenee e improvvisate di didattica mista, ma ancora una volta, purtroppo, la sensazione è che si navighi a vista. Pare proprio che i mesi di chiusura abbiamo insegnato a tutti – dal Ministro ai docenti – soltanto l’imprescindibilità di una maggiore dimestichezza con hardware e software, ma per il resto – che è quel che conta di più, cioè la didattica – mi pare ci si stia facendo nuovamente cogliere alla sprovvista.

Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica digitale integrata: le scuole italiane in equilibrio tra apertura, chiusura, latenza”

TÊTES DE BOIS Io sono allegro perché sono un cretino

Io sono allegro perché sono un cretino
Io sono allegro perché non mi rendo conto
Io sono allegro perché aspetto il mio destino
E intanto canto
Non si pulisce il destino della storia
E non si affama chi sa campare d’aria
Io sono allegro perché il sole da bambino
l’ho visto tanto e canto
E sulla vecchia corriera, e sulla vecchia corriera mi mancava l’aria
E sulla vecchia corriera, e sulla vecchia corriera mi mancava l’aria
Io sono allegro perché sono un cretino
Continua a leggere “TÊTES DE BOIS Io sono allegro perché sono un cretino”

MICHELE SANTULLIANA Educazione civica: nonostante tutto un’opportunità

Alla fine sono arrivate. Il 22 giugno scorso, mentre gli istituti superiori erano alle prese con l’Esame di Stato (vorrei ancora chiamarla Maturità) sono state emanate dal Ministero dell’Istruzione le Linee guida per rendere operativo dal prossimo anno scolastico l’insegnamento dell’Educazione civica come da legge n. 92 del 20 agosto 2019. Tralasciando di commentare le tempistiche e di lamentare il silenzio sulla questione nel dibattito pubblico di queste settimane (del resto anche chi non lavora nella scuola ha capito che altre sono le priorità dei tempi) vorrei condividere alcune riflessioni nate sul campo, dal confronto coi colleghi che compongono il gruppo di lavoro della mia scuola, un liceo della provincia vicentina con sei indirizzi di studio.

Continua a leggere “MICHELE SANTULLIANA Educazione civica: nonostante tutto un’opportunità”

La storia è memoria

[La solitudine del satiro, 12 marzo 2012]

Ho avuto uno scatto d’ira durante il consiglio di classe contro una collega (che gli studenti, affettuosamente, hanno soprannominato la babbiona), perché, durante un’accesa discussione su una studentessa che «studia a memoria» ha giustificato il voto alto nella sua materia sostenendo «»la storia è memoria». Mi alzo e dico: ma che stai a dì.