Sorveglianza

Capitalismo della sorveglianza

Il capitalismo della sorveglianza è una logica economica che ha dirottato le tecnologie digitali per piegarle ai propri interessi. Prevede l’accaparramento unilaterale delle esperienze umane (da una passeggiata nel parco a una conversazione a tavola) per sfruttarle come materiale grezzo a costo zero. Questa esperienze sono trasformate in informazioni sulle abitudini e gusti degli utenti che possono essere usate per migliorare prodotti o servizi, mentre altri dati sono preziosi per la loro capacità di far prevedere i comportamenti futuri delle persone.
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FRANCESCO SYLOS LABINI Urlare dell’immigrazione per tacere dell’emigrazione

[Da Roars, 29 giugno 2019]

La tragica vicenda dei 42 migranti della nave Sea Watch è stato il tema centrale per giorni nel dibattito pubblico, come già avvenuto in passato per casi analoghi. Ma nel corso del 2019 ci sono stati 2500 migranti arrivati in Italia: la speculazione politica su queste vicende è dunque enorme come anche l’incessante copertura mediatica che serve solo a mantenere un alto livello emozionale di coinvolgimento del pubblico su un problema, umanamente drammatico e vergognoso per com’è stato gestito, ma del tutto marginale sul piano strutturale (ma che segna una regressione strutturale sul piano civile). Sembra anzi che l’attenzione sull’immigrazione sia utile solo per coprire l’altra faccia della medaglia, l’emigrazione dall’Italia: e questo è sì un problema strutturale. Continua a leggere “FRANCESCO SYLOS LABINI Urlare dell’immigrazione per tacere dell’emigrazione”

Corpo

Ai miei aguzzini non importava niente dei vari gradi del dolore. L’unica cosa importante per loro era dimostrarmi cosa voglia dire vivere in un corpo in quanto corpo, un corpo che può coltivare delle idee a proposito della giustizia fintanto che è intero  e in buona salute, ma che se ne dimentica subito, appena gli acchiappano la testa e gli ficcano dentro un tubo, per riempirlo di acqua salata finché comincia a tossire e a vomitare e a svuotarsi.

J. M. Coetzee, Aspettando i barbari