Le competenze linguistiche del ministro dell’istruzione (sempre più meglio)

La ministra Fedeli infila in un discorso “sempre più migliori” e puntuale arriva l’esperto renziano che si arrampica sugli specchi per giustificarla. La ministra non ha detto “sempre più migliori”, sostiene Stefano Bartezzaghi (niente di meno), che invoca il garantismo linguistico, ma “sempre più”, intendeva dire “migliori sempre più”. Banca Etruria non è mai esistita, e al referendum del 4 dicembre hanno vinto i sì (con il 40 per cento), ma per un cavillo è passato il no e la riforma non si è fatta.

Ma non era più semplice compilare un decretino per dire che da oggi più migliore non è un errore?

una volta un giudice come me 
giudicò chi gli aveva dettato la legge: 
prima cambiarono il giudice 
e subito dopo 
la legge

3 pensieri riguardo “Le competenze linguistiche del ministro dell’istruzione (sempre più meglio)”

  1. Molte volte la lingua dei linguisti ha moti inconsulti di cortigianeria e dardeggia dove non dovrebbe. Difendere le capestrerie della Fedeli è più un atto politico che grammaticale. A meno che non si voglia mettere Fedeli sullo stesso piano del genio linguistico di Gadda che, denuncia un “più migliore” in “Meraviglie d’Italia”.

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