Il grande inganno (quattro anni dopo)

Premessa (5 novembre 2016)

Nel 2012 c’era il governo Monti e al ministero della Pubblica Istruzione sedeva Profumo, in compagnia del sottosegretario Rossi-Doria. Nel febbraio 2013 ci sono state le elezioni, in cui non vinse nessuno, ma il PD, il cui leader era Pierluigi Bersani, ottenne un certo vantaggio per il fatto di incassare un discreto premio di maggioranza alla Camera (incostituzionale). Insufficiente per formare un governo. E via si seguito. Nulla di quello che scrissi allora in questo articolo è stato smentito, nonostante le svolte (apparenti) e le giravolte (frequenti) della politica. Il programma è andato avanti: gli organi collegiali sono stati svuotati, i privati sono entrati a tamburo battente (dalla porta principale), la possibilità per i dirigenti di scegliersi i docenti è stata realizzata con qualche imprevedibile ampliamento (la possibilità di scambiarseli) e anche nella premialità l’ingegneria sociale del renzismo ha preferito il fluido trickle down alla formazione di una casta. Continua a leggere “Il grande inganno (quattro anni dopo)”

Ambiente

Dovremo inventare una maniera di vivere che ci consenta di essere spontanei, indipendenti e tuttavia in stretto rapporto con gli altri, e non continuare in questo tipo d’esistenza che ci permette soltanto di fare e disfare, di produrre e consumare – un tipo d’esistenza che è una semplice stazione intermedia nel cammino verso il depauperamento e l’inquinamento dell’ambiente.
Ivan Illich, Descolarizzare la società, 1970 Continua a leggere “Ambiente”

ANDREA BAJANI Codici

[Domani niente scuola, pp. 32-5]

I più sobri, i più conservatori, i reazionari tecnologici, si limitano a una pioggia di faccine gialle che sorridono o dissorridono (ovvero rovesciano la bocca in segno di delusione) a ogni riga. Questa tipologia di conversatori, di cui Silvio è tra i miei contatti il più tenace, se la cava benissimo con punti esclamativi, puntini di sospensione e faccine sorridenti a profusione. Il punto esclamativo è il vero denominatore comune tra i conversatori. Non si dà la possibilità di frasi semplicemente affermative, ogni comunicazione contiene in sé un urlo misurato (“Ciao Andrea!”, “Ora devo studiare!”, “Ma quando vieni a trovarci?!”, “Che sonno!”, “Oggi in classe abbiamo parlato di te!”, “Sono al telefono!”, “Ti saluta la Serena!”). Quando manca l’esclamazione, entrano in campo i puntini di sospensione, che non di rado vengono utilizzati come puri sostituti del punto esclamativo (“Ciao Andrea…”, “Ora devo studiare…”, “Ma quando vieni a trovarci…?”, “Che sonno…”, “Oggi in classe abbiamo parlato di te…”, “Sono al telefono…”, “Ti saluta la Serena…”). Continua a leggere “ANDREA BAJANI Codici”

Serpente

In un racconto indiano gli abitanti di un villaggio vanno a lamentarsi presso un saggio della crudeltà di un serpente gigante che li morde e uccide. Il fischio che annuncia il suo arrivo basta a seminare il terrore nel villaggio. Il saggio va a trovare il serpente e riesce a convincerlo a lasciare in pace gli abitanti del villaggio, i quali tuttavia finiscono ben presto per prendere in giro il serpente diventato pacifico. Ridono della sua debolezza e si divertono a provocarlo. Stanco del loro disprezzo, il serpente si reca dal saggio e gli confessa il suo sgomento. Come mi devo comportare? Il saggio riflette e dice: “Ti ho chiesto di non mordere, mica di smettere di fischiare”.

Quelli che l’anno scorso mia figlia aveva 8

[La scuola deve cambiare, 22 ottobre 2016]

12 ottobre

Un genitore dice io vi ammiro voi prof per la passione per la preparazione, la pazienza, la serietà. E anche l’abnegazione, il mettersi sempre in gioco, non so che altro. Avete la fortuna di stare sempre in mezzo a dei ragazzi. Ma del resto avete un bello stipendio.
Dice?
Siete pagati bene per fare un lavoro part time.

3 novembre

Chiedo alla mamma della ragazza dai capelli strani perché ha due telefoni. Dice che è sempre scarico, così non ha scuse. Ma portati una cabina no? Continua a leggere “Quelli che l’anno scorso mia figlia aveva 8”

Tram

Chiunque di noi viaggi in tram non ha la minima idea – a meno che non sia un fisico di professione – di come esso fa a mettersi in movimento; e neppure ha bisogno di saperlo. […] Il selvaggio ha una conoscenza incomparabilmente migliore dei propri utensili.

Max Weber, La scienza come professione